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POLITICA

Pd, azzerati i vertici. Arriva il «traghettatore»

04 luglio 2017, 07:02

Pd, azzerati i vertici. Arriva il «traghettatore»

Katia Golini

Nessuno voleva parlare di «resa dei conti». Chiamiamola pure in un altro modo, fatto sta che dentro il Pd di Parma il terremoto c'è stato e anche piuttosto violento. Una cosa è certa: dopo l'azzeramento di tutti i vertici, sta per essere nominato un «traghettatore» super-partes, con l'incarico di gestire il partito in questi mesi estivi fino al congresso provinciale che si terrà in autunno e che ridefinirà i ruoli.

Terremoto interno

La sonora sconfitta alle amministrative travolge dunque i «big» locali, dopo il «redde rationem» dell'altra sera alla Corale Verdi. In un'accesa riunione in cui i segretari provinciale Gianpaolo Serpagli e cittadino Lorenzo Lavagetto hanno presentato le proprie dimissioni, l'ultima parola è andata al segretario regionale Paolo Calvano che ha analizzato l'esito del voto e definito i prossimi passi.

Il messaggio di Calvano

«Il Pd prenda ad esempio il Parma calcio: riparta come hanno fatto i crociati dopo aver toccato il fondo» ha detto Calvano in chiusura di assemblea. Durante la sua riflessione non ha tralasciato nulla il segretario regionale: dalla candidatura di Scarpa alla scelta di fare le primarie. Ha ribadito quanto già detto sulla litigiosità interna del partito, sul fatto che dopo le primarie non tutti hanno remato nella stessa direzione, sulle «colpe» del candidato Paolo Scarpa, ma ha preferito guardare avanti: «Le sconfitte fanno male, per imparare qualcosa vanno innanzitutto riconosciute per poi ripartire».

La parola adesso passa alla segretaria regionale che dovrà decidere se a guidare il partito in questo periodo di transizione sarà un commissario esterno catapultato da Bologna o se il ruolo sarà affidato a un gruppo dirigente che potrebbe essere composto dai nostri parlamentari o da qualche consigliere regionale.

Circoli, l'amarezza dei segretari

A gettare benzina sul fuoco ci hanno pensato i segretari di circoli, dimissionari in blocco. All'unanimità, con un documento presentato all'assemblea (e pubblicato integralmente in questa pagina), si sono tolti parecchi sassolini dalle scarpe. In un'impietosa riflessione sugli esiti elettorale hanno parlato di «peggior sconfitta di sempre», di mancata discussione interna, di eccessiva litigiosità tra segretari provinciale e cittadino, di scontri tra candidati alle primarie, di errori del candidato Paolo Scarpa.

I parlamentari

Il giorno dopo la riunione fiume alla Corale che ha visto seduti uno accanto all'altro esponenti delle varie anime del Pd, i parlamentari parmigiani riflettono sulle dimissioni dei segretari e sulla serata, ritenuta da tutti all'insegna della franchezza e della chiarezza. L'obiettivo principale: tenere insieme tutti i pezzi.

Uniti dall'amore per Parma

«Ringrazio Gianpaolo Serpagli per il lavoro svolto e per il senso di responsabilità dimostrato, ben oltre le sue oggettive responsabilità - commenta il senatore Giorgio Pagliari -. Apprezzo il gesto di Lorenzo Lavagetto, che ringrazio, anche se non siamo sempre stati d’accordo, e al quale auguro una proficua esperienza in consiglio comunale in questa fase politica certamente delicata e complessa, mettendomi a disposizione del gruppo consiliare. Lunedì sera è iniziata una riflessione franca e aperta, che potrà risultare foriera di una ripresa di presenza e di protagonismo del Pd se riuscirà a ricreare le condizioni di una unità reale di intenti, pur nella pluralità delle opinioni. La legislatura, che si apre, comincia sicuramente in salita, ma potrà finire in discesa se si dimostrerà la capacità di affrontare la sfida di costruire, pur nella differenza dei ruoli, il futuro di Parma, spendendosi nel dialogo e nella proposta. L’amore per Parma ci accomuna tutti».

Pd perno del centrosinistra

«Il dibattito all'interno del Pd di Parma è sempre molto articolato e la direzione provinciale, convocata insieme all'assemblea cittadina di Parma, ne è stata la plastica rappresentazione. Le dimissioni di Serpagli e Lavagetto - aggiunge l'onorevole Patrizia Maestri -, che voglio ringraziare per il lavoro svolto, creano le condizioni per un confronto aperto che ci porterà tra qualche mese al congresso e quindi alla definizione di una nuova linea politica e organizzativa. Purtroppo in questa occasione elettorale il Pd di Parma non ha saputo fare tesoro dell'amaro insegnamento che ci hanno lasciato le sconfitte che ci accompagnano dal 1998, e le primarie non sono servite ad accorciare le distanze tra noi e tra noi e la città. Il dato più drammatico resta quello dell'elevata astensione che ha certamente penalizzato il Pd più degli altri partiti. Questa settimana parteciperò a Roma anche alla direzione nazionale del partito. Spero che, diversamente da quanto fatto fino ad oggi, ci saranno le condizioni per un confronto vero che, a partire dalla presa atto della pesante sconfitta, consenta di restituire al Pd quel ruolo di perno del centrosinistra che è parte del suo Dna».

Pd, grande risorsa

«Credo che il risultato del primo turno abbia dimostrato che il consenso intorno al sindaco uscente era limitato - spiega l'onorevole Giuseppe Romanini -. Per questo la sconfitta elettorale è stata più bruciante e merita una riflessione non banale, senza sconti, ed una discussione aperta, senza omissioni e sottintesi. Una riflessione che è iniziata e che non può esaurirsi nelle dimissioni dei segretari provinciale e comunale di Parma. Ancora una volta il Pd non è riuscito, anzitutto al suo interno, a farsi promotore di una proposta realmente unitaria e condivisa da proporre alla città, nonostante la qualità della candidatura di Scarpa. Il Pd è stato percepito, e non solo a Parma, un partito diviso e chiuso su se stesso e sui suoi problemi di equilibri interni. Questo ha allontanato gli elettori che ci hanno penalizzato anzitutto astenendosi. Occorre ora ripartire. Subito dopo la pausa estiva credo sarà necessario celebrare il congresso e li terminare il confronto appena iniziato, ricostituire il gruppo dirigente e dare nuovo slancio alla proposta politica locale del Pd che continua ad essere una grande risorsa per questa città».

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