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L'INTERVISTA

Eric Sardinas, il bluesman Usa con radici parmigiane

di Pierangelo Pettenati -

15 luglio 2017, 07:00

Eric Sardinas, il bluesman Usa con radici parmigiane

Mercoledì, alle 21.30, Eric Sardinas suonerà accompagnato dai suoi Big Motor (Chris Frazier alla batteria e Levell Price al basso) al Villaggio del Gusto di Fidenza (nei pressi dell’uscita del casello sulla A1) per un concerto gratuito organizzato da Kolosseo con il Villaggio del Gusto.

Il quarantaseienne chitarrista della Florida ha definito uno stile tutto suo partendo dalle basi del blues suonato però col sound energico e graffiante della sua chitarra resofonica, suonata con una tecnica «slide» originale, incendiaria, carica di energia e al tempo stesso facile da ascoltare per tutti.

Questo stile ha fatto di lui uno dei più apprezzati chitarristi della più recente ondata di bluesmen.

Oltre a essere un grande chitarrista è anche una persona cordiale che, al telefono, svela subito di conoscere bene la nostra città: la mamma, infatti, è originaria proprio di Parma!

Anche per chi è abituato a suonare in ogni angolo del mondo, farlo dove sono nate le proprie radici è sempre qualcosa di speciale?

«Esatto! (in italiano. N.d.r.). Assolutamente sì, è sempre qualcosa di speciale. Sarò particolarmente ispirato».

Cosa dovremo aspettarci, quindi, da questo concerto?

«Aspettatevi l’inaspettato!».

Nel suo stile c’è la tradizione del passato, del blues, dell’hard rock ma con uno stile moderno; come si mescolano questi opposti?

«È qualcosa che ha a che vedere col muovere la musica, col mescolarla con la propria vita e l’ispirazione. È cercare la propria strada senza tradire le origini, il blues, la musica di Chicago... Devi essere onesto con te stesso quando vieni dal blues, parlare con il cuore e credere nella verità. Devi essere te stesso. È la complessità e al tempo stesso la semplicità del blues».

Ci sarà ancora spazio, in futuro, per il blues? Ci saranno ancora persone che lo ascolteranno?

«Io credo di sì. Il blues è treno che corre forte e non si fermerà».

Da dove viene l’ispirazione per continuare per questa strada?

«In generale, ascolto il suono, ma in profondità viene dalla vita, dalle emozioni che si possono esprimere in modi diversi e guardare da differenti prospettive; ci sono le cose che vedo, che sento che faccio, che mi piacciono e a volte che non mi piacciono».

Guardando i suoi concerti si vede come, oltre ovviamente alla musica e alle canzoni, sia fondamentale lo spettacolo offerto; quanto è importante il rapporto con il pubblico durante i concerti?

«La cosa che più mi piace, quello che credo più importante durante i miei spettacoli è che quando suono è come se non ci fosse il palco. Le persone devono sentirsi tutte insieme perché l’energia deve scorrere senza barriere. Io ricevo molta più energia di quanta ne dia. La musica è una cosa molto potente e il modo in cui io mi esibisco viene direttamente dal cuore e questo è tutto quello che faccio».

Di contorno al concerto, stand gastronomici con birra artigianale. Dj set a partire dalle 24. Per informazioni: 0524/687587 – 338/4157239.