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IL PERSONAGGIO

Melli, il Parma e la A: «Si può fare»

16 luglio 2017, 07:00

Melli, il Parma e la A: «Si può fare»

Vittorio Rotolo

«Oioioioioi, Sandro Melli segna per noi». Per i tifosi crociati, nel caso specifico quelli che si sono ritrovati a Sala Baganza per la festa del Centro di Coordinamento dei Parma Clubs, ogni occasione è buona per tributare il sincero riconoscimento nei confronti di uno degli idoli più amati di sempre Proprio come ai vecchi tempi, alla vista dell'ex bomber - ospite d'onore venerdì sera - il coro parte spontaneo.

«So benissimo quanto la gente di Parma mi ami e, vi assicuro, che è un sentimento ricambiato – spiega Melli -: non è una frase di circostanza, perché con questa maglia ed in questo club ho vissuto emozioni uniche. Il legame con la piazza resta fortissimo».

Melli, parliamo un po' del momento attuale del Parma. L'entusiasmo è alle stelle: la tifoseria è autorizzata a sognare un'altra impresa?

«Lei ha usato un termine appropriato: impresa. Perché di questo si è trattato e non dobbiamo dimenticarlo. Nell'estate 2015, dopo il fallimento, forse nemmeno il sostenitore più ottimista avrebbe potuto immaginare una doppia promozione di fila: è stato fatto un lavoro incredibile. Dal punto di vista dei tifosi, è legittimo coltivare l'ambizione di ritornare, prima possibile, nel calcio che conta. Ma la B resta durissima...».

La storia del campionato cadetto insegna che le sorprese sono sempre dietro l'angolo.

«Appunto. Lo dimostra la straordinaria cavalcata della Spal. È un campionato lungo ed estenuante, sul piano delle energie fisiche e mentali. A me personalmente piace perché vi militano tanti giocatori italiani, tecnicamente validi e che hanno contribuito ad accrescere il livello di questo torneo».

Quante possibilità ha, il Parma, di centrare la terza promozione consecutiva?

«È molto difficile dirlo. Considerati il blasone e le potenzialità della piazza, è chiaro come questa categoria stia stretta al Parma. Lo scorso anno, la squadra ha dovuto fare i conti con una certa pressione: c'era infatti quasi l'obbligo di vincerlo, il campionato di Lega Pro. E questo, in determinati frangenti, non ha certo aiutato il gruppo. Penso che se non ci saranno pressioni, il Parma potrà fare bene pure l'anno prossimo. Se non sarà promozione diretta, si potrà puntare ai play-off e poi giocarsela fino in fondo».

Ritiene che si dovrà intervenire in maniera decisa, sul mercato?

«Non occorrono rivoluzioni: l'ossatura della squadra è ottima e gli elementi arrivati a gennaio, tutti affidabili e di comprovata esperienza, offrono precise garanzie. Quello che il Parma si prepara ad affrontare è comunque un campionato diverso: di conseguenza qualche rinforzo servirà, anche per sopperire alla partenza di chi andrà via. Non spetta a me entrare nel merito delle scelte: la società sa perfettamente come muoversi e lo sta già facendo».

D'Aversa è l'uomo giusto per il Parma?

«Il mister è arrivato in un momento non facile ed è riuscito a trovare, in breve tempo, la quadratura del cerchio. Farà bene anche in B, ne sono certo».

Che idea si è fatto dell'ingresso dei nuovi soci cinesi?

«È una cordata che ha manifestato la volontà di investire sul Parma e questo rappresenta già un ottimo presupposto. Bisogna però avere pazienza: un cambiamento strutturale così importante, con l'ingresso di nuovi volti e la definizione di nuovi ruoli, necessita di un periodo di assestamento. Lasciamo quindi lavorare i dirigenti con tranquillità».

I tifosi auspicano un suo rientro in società. È un'ipotesi percorribile?

«Non credo ci sia posto per Sandro Melli, nel Parma che verrà. Ma non ne faccio un dramma: sto portando avanti altri progetti. Il Parma, però, resta sempre nel mio cuore».

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