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MONTECHIARUGOLO

Addio a «Gianni» Prada, l'amico di tutti

17 luglio 2017, 07:00

Addio a «Gianni» Prada, l'amico di tutti

Nicoletta Fogolla

La vita nei campi e la famiglia sono stati il fulcro della sua vita. E fino a un anno fa il settantunenne Gianluigi Prada (da tutti conosciuto come Gianni) di Basilicanova, scomparso venerdì scorso, non aveva mai disdegnato di aiutare chi gli chiedeva una mano nel lavoro in campagna. Nonostante, da circa tre anni, fosse affetto da una malattia che di tanto in tanto lo costringeva a farsi ricoverare all'ospedale Maggiore di Parma per le cure del caso.

Nato a Bannone di Traversetolo in una famiglia contadina, il pensionato che, il prossimo 20 agosto avrebbe festeggiato il settantaduesimo compleanno, si sposa con Carla Bondani. Dal matrimonio nascono tre figli: Cinzia, Gian Paolo e Francesco. «Nostro padre - dicono i figli - era davvero una persona brava, onesta e stimata. Lo dimostra anche il fatto che alla recita del rosario c'erano tantissime persone. Inoltre era un grande lavoratore. Amava molto la vita nei campi. Andare sul trattore per lui, era una gioia».

«Aveva un carattere tranquillo e riservato - continuano il racconto -, seppur socievole e molto buono. Non diceva mai di no a chi gli chiedeva aiuto. Cercava di supportare, in ogni modo, i familiari, in silenzio e senza far pesare o pretendere nulla in cambio. Non è mai stato un padre autoritario o severo».

A dieci anni, si era trasferito a Basilicanova con la famiglia d'origine. Era molto legato alla nonna materna Anita, che l'aveva cresciuto, visto che i genitori lavoravano tanto. Fin da ragazzino, appena terminata la scuola dell'obbligo, aveva iniziato a supportare la famiglia nei campi. In seguito, si era reso indipendente, prendendo in affitto un podere. Negli ultimi anni lavorativi Prada era approdato al mondo del conto terzismo, collaborando con aziende del settore.

Dal 1975, abitava insieme alla moglie, in un appartamento di una villetta bifamiliare di proprietà, in via Garibaldi. In quello a fianco, vive il figlio Francesco, con la moglie. Il settantunenne era molto legato anche ai nipoti. «Sino a tre anni fa - dice Gian Paolo - mio padre, a cui piaceva la buona cucina, il ballo liscio e stare in compagnia, lavorava anche dieci ore al giorno e non andava mai in vacanza. Solo dopo, aveva cominciato a trascorre un po' di tempo in montagna d'estate e al mare d'inverno. Più di una settimana o dieci giorni però, non resisteva e doveva tornare a casa».

I familiari di Prada aggiungono che Gianluigi «parlava spesso del servizio militare, svolto nel Corpo degli Alpini e del fatto di aver subito gli scherzi fatti alle reclute ma di essersi rifiutato di farli a sua volta. Inoltre raccontava di quando il suo capo gli disse di dare metà del cibo ai muli, di cui si occupava e di vendere l'altra metà e lui si rifiutò».

I funerali di Prada si svolgeranno oggi, alle 9.45, partendo dalla Sala del Commiato di Monticelli Terme, per la chiesa di Basilicanova.

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