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Soragna

I residenti contrari all'arrivo dei profughi

22 luglio 2017, 09:00

I residenti contrari all'arrivo dei profughi

SORAGNA

Michele Deroma

Soragna sta con il suo sindaco: la gente del paese approva il ''no'' del primo cittadino, Salvatore Iaconi Farina, alla richiesta della prefettura di Parma di accogliere venti migranti, cifra stabilita dal piano nazionale di ripartizione. Due, in particolare, i punti condivisi dai cittadini del paese della Bassa, e su cui già Iaconi Farina, nella propria lettera al prefetto, si era soffermato: l’impegno costante della cittadinanza e delle associazioni di volontariato nei confronti dei più bisognosi, e il netto rifiuto all’ipotesi – partita dalla stessa prefettura - di destinare ai migranti alcuni container da posizionarsi nel centro sportivo locale o nell’area verde antistante l’edificio scolastico locale.

«L’idea che queste aree possano essere sequestrate e destinate ai container fa rabbrividire e scatena l’indignazione dei cittadini», sottolinea Gianfranco Faroldi; un’accoglienza di questo tipo «non è dignitosa» per Monica e «fuori luogo» per Cinzia Gruzza. «L’amministrazione e la comunità non possono permettersi di mantenere venti persone, a livello economico e sociale», è l’opinione di Luigia Guareschi, «e l’ipotesi di lasciarle nei container è disumana: i nostri politici hanno preso sotto gamba la questione e ora non sanno più come gestire la situazione d’emergenza».

«Non possiamo accoglierli», afferma Gian Franco Spotti, «il sindaco è stato sin troppo tenero nel gestire questa situazione. Questa gente non scappa dalla guerra e dalla fame ed è impossibile anche destinarla ad un’occupazione nell’ambito locale, dal momento che arriva senza un minimo titolo di studio e con enormi difficoltà a livello di società e integrazione». «L’aiuto a chi è in difficoltà - dice Franco Bertoletti - è doveroso, ma questa emergenza sta diventando un business, per persone che vogliono soltanto soldi». La soluzione? «Ci devono pensare altre nazioni», aggiunge Monica Lunati, «in Italia è ora di dire basta».

Cinzia non vede aperture a livello locale, dove «non ci sono strutture pubbliche in grado di accogliere migranti», ma si chiede se «cittadini privati abbiano eventualmente dato disponibilità per ospitarli in edifici di loro proprietà».

Già attive a favore dei più bisognosi e disagiati sono le associazioni di volontariato: «Un aiuto che è giusto dare a tutte quelle persone che abbiano necessità – come spiega Manuela Bassanini, soragnese storicamente attiva negli enti di volontariato del paese, in particolare Croce Rossa e Caritas –. Credo sia tuttavia difficile gestire l’accoglienza e l’aiuto per venti profughi, a livello locale: c’è bisogno di impegnarli in attività sociali ed educative, con la collaborazione delle associazioni del territorio. Serve una pianificazione corretta e attenta». La Cri locale collabora già con i colleghi di Parma al centro di prima accoglienza di Baganzola.

Anche le minoranze consiliari di Soragna si esprimono sulla questione-accoglienza: duro il ''no'' di Lega Nord e di Soragna Democratica, sulla stessa posizione del sindaco Iaconi Farina, mentre non mancano critiche al primo cittadino da parte del Pd.

La Lega Nord afferma «la propria preoccupazione nei confronti di un fenomeno invasivo che sembra esser sfuggito di mano ai suoi stessi promotori e condivisa con la maggioranza della gente comune, in nome di un sacrosanto senso di insicurezza che tale situazione sta generando. Alzare la presenza dei migranti sul territorio e mendicare prati per container dove “stivare” esseri umani, è la dimostrazione di una resa incondizionata delle nostre istituzioni: per l’ennesima volta si scarica tutto sulle spalle dei comuni, per di più con l’assenza di un progetto a lungo termine».

In una nota della locale segreteria, il Pd attacca il primo cittadino: «Il problema dell’accoglienza ai migranti esiste da tempo e Iaconi Farina lo ha sottovalutato, confidando che sarebbe bastato assumere una posizione defilata per evitare di esserne coinvolti. Nel frattempo altri sindaci si sono organizzati, agendo insieme per gestire in prima persona l’emergenza, mentre Iaconi ha voluto fare tutto da solo, portandoci ad una situazione di scontro con la Prefettura. Cosa intende fare ora? Non si può garantire l’accoglienza se non vi sono le condizioni per farlo dignitosamente ed è oggettivo che Soragna non abbia questi requisiti, mancando gli edifici e le strutture idonee».

Infine Soragna Democratica, che condanna la gestione nazionale ed europea dell’emergenza: «Nel 2017 il governo prevede l’arrivo di 310 mila immigrati, senza predisporre alcun filtro allo sbarco, scaricandone i costi su comuni e cittadini e alimentando il caos e un clima da rottura sociale. Dobbiamo ripristinare le sovranità degli stati per riavere gli strumenti atti a fronteggiare queste crisi, limitare la libera circolazione di capitali, servizi, persone e poter addebitare i disagi prodotti a chi ha bombardato a piacimento nel mondo. Stop a ingressi incontrollati che producono solo tensione sociale».

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