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Inchiesta sulle bollette

Luce, acqua e gas: storie di ordinaria vessazione

22 luglio 2017, 09:02

Luce, acqua e gas: storie di ordinaria vessazione

Pierluigi Dallapina

Nel sempre più complicato mondo delle forniture di luce, acqua e gas ci si imbatte spesso in storie di ordinaria vessazione. Casi in cui un cittadino, per colpa di una virgola mancante, può vedersi recapitare una bolletta da 11.008 euro al posto di una (corretta) di soli 110,08 euro, tanto per citare un errore clamoroso e macroscopico. Ma il più delle volte, il problema si nasconde così bene fra le pieghe dei contratti, fra codici, sigle o definizioni ignorate dai più, che il comune mortale è costretto a rivolgersi alle associazioni che tutelano i consumatori. Le quali faticano non poco ad ottenere, quando ci riescono, la restituzione delle somme non dovute.

Il boom dei reclami

«A partire dal 2016, il numero di cittadini che si è rivolto a noi per chiarimenti sulla bolletta energetica ha superato quelli che avevano problemi con il gestore di telefonia», premette Francesca Campanini, dipendente di Confconsumatori e responsabile del progetto «Energia: diritti a viva voce», attivato su scala nazionale e finanziato dall’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico (Aeegsi). Il boom dei reclami è stato generato da tre fattori. Primo: il canone Rai si paga con la bolletta della luce, solo in quella relativa all’abitazione dove si ha la residenza, ma all’inizio del nuovo sistema di fatturazione diverse persone si sono trovate il canone anche nelle bollette delle seconde case. Secondo: Dal primo gennaio 2016 la Aeegsi ha introdotto la «fattura 2.0» con l’obiettivo di rendere più semplice la lettura delle bollette. Peccato che molti utenti si siano insospettiti dalla nuova grafica, tanto da chiedere aiuto alle associazioni dei consumatori. Terzo: l’apertura al mercato libero, decisa a livello europeo, ha rotto il monopolio del mercato tutelato, facendo lievitare le offerte, un po’ come è accaduto per la telefonia, e generando spaesamento e diffidenza fra gli utenti.

L’assenza di informazioni

Fra i casi seguiti da Francesca Campanini per Confconsumatori c’è quello di chi, cambiando il fornitore dell’energia elettrica, invece di risparmiare è passato a sua insaputa dal mercato tutelato a quello libero e dalla categoria «uso domestico» ad «altri usi», col risultato di dover pagare una fattura di oltre 2.200 euro a causa di «ricalcoli» apparentemente incomprensibili. «Ad una signora 70enne, che vive sola – racconta Campanini – era stato proposto telefonicamente un nuovo contratto, con la promessa di farla risparmiare, ma il proponente non si era premurato di specificarle che passava al mercato libero e, tanto meno, non la informò che sarebbe stata inserita, non si sa per quale motivo, nella categoria “altri usi”».

La donna, resasi conto dell’accaduto, riuscì a tornare col precedente fornitore, con le regole del mercato tutelato. Peccato che il modulo in cui chiedeva anche di tornare nella categoria «uso domestico» non venne preso in considerazione, generando un ricalcolo delle bollette ricevute pari a 2.267 euro. «A inizio luglio abbiamo fatto conciliazione – prosegue Campanini – e fortunatamente le è stato stornato tutto».

Occhio al contatore del gas

La morale del caso seguente è questa: fornire sempre l’autolettura del contatore del gas, senza dimenticarsi di fotografarlo, in modo da avere una prova tangibile dei dati comunicati al fornitore. E questo perché può capitare che il proprietario del contatore – che non coincide con il fornitore del servizio energetico – comunichi a quest’ultimo una lettura che potrebbe essere sbagliata. «Marito e moglie si sono visti arrivare una bolletta del gas pari a 5.710 euro, relativamente ad un appartamento sfitto. Quando hanno deciso di affittare l’immobile, nella voltura hanno segnato una lettura del contatore che era la metà di quella presente in bolletta. Personalmente ritengo che la seconda lettura, fatta dal proprietario del contatore, non sia reale, ma dedotta sulla base dei consumi del nuovo inquilino», sostiene Campanini, per poi ricordare che la trattativa è ancora in corso.

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