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Emergenza

Migranti, la rivolta di Fontevivo e Soragna

03 agosto 2017, 07:00

FONTEVIVO

Chiara De Carli

Dopo l’annuncio di un ulteriore arrivo di 500 richiedenti asilo in provincia di Parma, intervengono sulla questione i sindaci della Bassa Ovest, tra cui il primo cittadino di Fontevivo Tommaso Fiazza che torna a ribadire la sua contrarietà al prefetto.

«Basta sfogliare il giornale - sottolinea Fiazza - e i siti web per vedere che la situazione sta diventando esplosiva. Un altro nigeriano irregolare sul territorio è stato beccato al termine di una serata di spaccio e per lui è scattato il provvedimento di espulsione. In pratica gli è stato consegnato un foglio che quasi sicuramente finirà nel cestino come quelli di tanti altri prima di lui. E come tanti altri, anche questo soggetto, non avendo ottenuto lo status di profugo e finita la pacchia dell’ospitalità gratuita, si è dovuto inventare un “mestiere” per sbarcare il lunario. Lo stesso “mestiere” di tanti conterranei arrivati qui con un barcone, prima accolti senza un reale progetto e poi sbattuti in strada una volta finiti i 35 euro al giorno che i bandi della prefettura assicurano alle onlus che li ospitano finché si tratta di mungere soldi allo Stato».

«Oggi il prefetto ci dice che i Comuni ne devono accogliere altri 500 arrivando alla somma mostruosa di 2.350 in una provincia da meno di 450 mila residenti - prosegue il sindaco di Fontevivo -. E, ancora, che i primi a farsi carico dell’ospitalità saranno i Comuni che ancora non hanno accolto nessuno ma, in seconda battuta, verranno assegnati anche a quelli che sono sotto la “quota fissata”, raddoppiata per l’occasione. E se, nel primo blocco di Comuni non si troveranno strutture o abitazioni idonee ad ospitare il minimo di assegnazioni previste affinché l’operazione diventi redditizia per chi partecipa al bando, sarà tutto sospeso o si caricheranno ulteriormente i territori che già fanno la loro parte? A Fontevivo, visto che al Torchio ci sono già, intende metterne una ventina anche a Bellena, così saranno il 20% dei residenti e sarà direttamente chi vive lì da sempre a dover cambiare le proprie abitudini?».

Ma Fiazza si scaglia anche contro la Regione: «Lo scorso novembre la vicepresidente della Regione Emilia Romagna Elisabetta Gualmini aveva garantito che a Parma non ci sarebbero più stati arrivi di richiedenti asilo, e allora ne avevamo in carico meno di 1500: domani saranno più che raddoppiati e questo dimostra quanto valga la parola di chi siede al governo della Regione. E non basta: dal 2014 ad oggi i numeri sono decuplicati. Fino a che punto si può continuare ad abusare della pazienza dei cittadini?».

Il sindaco di Fontevivo promette questa volta battaglia, avendo già «incassato» nei giorni scorsi il supporto del segretario Matteo Salvini a qualsiasi iniziativa volta ad impedire nuove assegnazioni. «Per quanto mi riguarda, il prefetto può venire qui e sequestrare gli immobili pubblici, il municipio, le scuole e le palestre, visto che è nei suoi poteri farlo. Questa volta mi troverà, però, ad attenderlo davanti alla porta per impedirgli di proseguire con il suo proposito - promette il primo cittadino leghista -. Non lo aspetterò da solo ma insieme alle tante persone che sono arrivate in Italia legalmente e che onestamente cercano di arrivare a fine mese tra mille difficoltà. Lo aspetterò con i fontevivesi che ogni giorno chiedono aiuto al Comune per cercare un lavoro o per pagare le bollette e a cui farebbe comodo avere l’attenzione concessa dallo Stato ai clandestini. Se vuole continuare con il suo piano di invasione, venga prima a guardare negli occhi gli stranieri onesti che seguono le regole per integrarsi davvero e gli italiani davanti a cui lo Stato si volta dall’altra parte».

LE DICHIARAZIONI DEL SINDACO DI SORAGNA

SORAGNA

Non cambia la posizione del sindaco di Soragna, Salvatore Iaconi Farina, sull’emergenza profughi. All’indomani dell’emissione del nuovo bando da parte della prefettura per la ricerca di alloggi, ribadisce l’indisponibilità ad accoglierne nel territorio comunale: «La tensione si taglia con il coltello - sottolinea - e le questioni barattate vergognosamente con l’Europa non possono essere risolte dai sindaci dei comuni con poco meno di 5 mila abitanti». In relazione al nuovo bando, il sindaco auspica che «non partecipino alla gara coloro che in passato hanno sfrattato, con disinvoltura e forza giudiziaria, famiglie italiane e straniere perché non hanno avuto la possibilità economica di pagare in modo puntuale l’affitto, essendo rimaste senza lavoro. Oggi questi signori non possono improvvisarsi disponibili per scopi sociali ed umanitari perché il fine reale è soltanto quello economico. Se ciò dovesse avvenire, si creerebbe una disuguaglianza senza precedenti, con il pericolo di una tensione sociale inevitabile di cui la prefettura e il governo centrale si devono assumere le proprie responsabilità. Il problema dei migranti non si risolverà mai - conclude Iaconi Farina -, in quanto tutti i giorni e tutte le notti arrivano barconi stracarichi di essere umani: oggi si potrà trovare la sistemazione per dieci profughi, ma domani la necessità sarà per altri venti di loro». M.D.

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