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Compiano

Genoveffa, vissuta 107 anni

07 agosto 2017, 07:00

Genoveffa, vissuta 107 anni

A 107 anni, a poche settimane dal suo 108° compleanno, Genoveffa Toscani, la nonnina della montagna, se ne è andata l'altra sera. La sua morte ha suscitato cordoglio e forte dispiacere tra i suoi tanti parenti e soprattutto tra gli ospiti della casa di riposo Rossi Sidoli di Compiano, dove Genoveffa viveva dall'inverno del 2007.

La signorina Genoveffa Toscani era nata a Strela, una delle frazioni del Monte Pelpi nel comune di Compiano, ai confini con quello di Bardi, il 24 settembre del 1909. Lo scorso anno in piena forma aveva festeggiato i 107 anni ed era intenzionata ad invitare parenti ed amici anche il prossimo 24 settembre, per spegnere un'altra candelina.

Un traguardo straordinario, e un record di longevità per le Valli del Taro e del Ceno, che aveva condiviso ogni anno con i tanti nipoti, con la madre superiora suor Felicita e suor Domenica, con l'animatrice Sabina Longinotti e con tutti gli altri ospiti della struttura sanitaria di Compiano. Un malore in pochi giorni ha stroncato questa donna straordinaria, pronta a sorridere ed a conversare con tutti, componente di una famiglia numerosa composta da nove sorelle e due fratelli. Un'adolescenza con i genitori contadini: d'estate a pascolare le mucche e d'inverno ad aiutare il papà, un esperto calzolaio specializzato nel costruire zoccoli, ciabatte e tomaie. Negli anni Trenta Genoveffa emigrò a New York e grazie al suo carattere gioviale e comunicativo e alla sua intraprendenza non faticò ad inserirsi nel tessuto sociale della Grande Mela. Il suo primo lavoro fu confezionare mazzi di fiori e venderli per strada. A 25 anni fu assunta come cuoca nel Grand Hotel di New York, dove restò per quasi quarant'anni. Nel 1973 ritornò a casa per stabilirsi a Bedonia e da dieci anni a Compiano, ospite della casa di riposo.

Donna molto serena e ricca di valori cristiani, rispondeva a chi le chiedeva il segreto della longevità: «Non c'è, è il destino. Io prego molto ed ogni sera ed ogni mattina ringrazio il Signore per avermi concesso un'altra giornata di vita. Voglio molto bene ai miei nipoti, ma non mi sono mai sposata per essere libera di gestire la mia vita. E non mi pento».

Per 27 anni consecutivi Genoveffa è andata in pellegrinaggio a Lourdes, ed è sempre stata molto devota alla Madonna di San Marco di Bedonia, di cui è stata benefattrice.

«Genoveffa era una donna speciale: puntuale, determinata, socievole» dicono di lei le coordinatrici e le animatrici della casa di riposo. Alla festa dell'ultimo compleanno era molto allegra, felice di farsi fotografare e di rispondere alle domande dei giornalisti. «E' davvero una sorpresa anche per me essere arrivata a questa età. Che volete che vi dica, forse si saranno sbagliati all'anagrafe», aveva scherzato. «Pensiamo che Genoveffa sia stata per tutti noi un esempio, uno stimolo per vivere in serenità con gioia e con gratitudine verso il Signore. Ci mancherà molto questa fonte di insegnamento e grande fede» , dicono suor Felicita e suor Domenica. G.C.

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