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Appello

«Parma aiuti la Sierra Leone»

17 agosto 2017, 07:00

«Parma aiuti la Sierra Leone»

Luca Molinari

La tragedia della Sierra Leone – colpita da una violentissima alluvione che ha provocato centinaia di morti nella capitale – tocca da vicino i missionari saveriani, presenti da tantissimi anni in quella zona dell’Africa.

«Seguiamo con apprensione e dolore questo immane disastro – afferma il padre saveriano monsignor Giorgio Biguzzi, vescovo emerito di Makeni, che ha trascorso 35 anni in Sierra Leone – i confratelli presenti a Freetown (la capitale) abitano in una zona lontana dalla tragedia e non sono rimasti direttamente coinvolti nell’alluvione. Proprio nell’area più colpita si trova però il seminario maggiore, dove si recano quotidianamente a scuola i nostri studenti missionari. Ci sentiamo quindi particolarmente coinvolti e stiamo facendo sentire tutto il nostro aiuto e la vicinanza alle migliaia di famiglie colpite dalla tragedia».

I saveriani presenti a Freetown sono una decina (seminaristi compresi) e in queste ore sono in prima linea per aiutare la popolazione e le famiglie rimaste senza casa.

«In questo momento si assistono le famiglie e si comincia a riflettere sulle cause della tragedia – rimarca padre Biguzzi – . La speranza è che, tramite aiuti internazionali, si possa dare una risposta immediata a chi ha bisogno, ma soprattutto che si controlli maggiormente il territorio e si evitino abusi edilizi». Al momento l’ospedale di Freetown è pieno di cadaveri. L’alluvione infatti ha trasformato le strade in fiumi di fango che hanno sommerso almeno trecento persone, tra cui sessanta bambini. Le intense precipitazioni hanno fatto letteralmente crollare la collina che domina la capitale, inghiottendo le case ed i suoi abitanti. La tv di Stato ha interrotto la programmazione diffondendo immagini apocalittiche che immortalano i parenti delle vittime affannati a scavare nel fango per ritrovare i loro congiunti, mentre la città sembra un cimitero a cielo aperto. Le autorità hanno reso noto che oltre duecento corpi sono stati portati in obitorio, ma il conto delle vittime è certamente più alto e in aumento. «E’ un disastro enorme – osserva padre Biguzzi – Purtroppo si è costruito senza un piano regolatore, senza una supervisione e così sono proliferate moltissime costruzioni abusive, rendendo il terreno molto fragile. Purtroppo ogni anno in questo periodo si ripetono delle alluvioni, ma mai era accaduta una catastrofe del genere».

La speranza dei saveriani è che anche Parma faccia sentire il proprio aiuto alla Sierra Leone. «Parma per i saveriani è sempre stata una realtà fondamentale per l’affetto e l’aiuto profuso – afferma padre Biguzzi – Una realtà straordinaria è l’associazione “Amici della Sierra Leone”, ma esistono anche tante altre realtà che mantengono vivo il legame con queste terre per aiutare la popolazione».

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