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L'Intervista

Gabbani: «Ci divertiremo senza effetti speciali»

Il cantante ci anticipa come sarà il concerto di sabato: «Ci divertiremo all'insegna della spontaneità». Ma parla anche di molto altro, a partire da una giornata a Berceto...

di Mara Pedrabissi -

30 agosto 2017, 07:00

Gabbani: «Ci divertiremo senza effetti speciali»

Sintonizzato sul successo. Il Festival del Prosciutto di Langhirano, per consuetudine, intercetta ospiti musicali «à la page» per mettere la ciliegina sulla torta alla kermesse dedicata al più «coronato» dei salumi. Lo scorso anno fu Max Gazzè, teorico della «Vita com'è», a intrattenere il pubblico in piazzale Celso Melli. In una prosecuzione filosofic-musical-ironica, il testimone passa a «Occidentali's Karma», titolo divenuto quasi metafora dell'interprete stesso. Delle ragioni di questo straordinario bagno di celebrità (ma anche di altro), abbiamo ragionato con il vincitore di Sanremo, 35 anni da compiere a giorni, in un interessante scambio di mail, in attesa del concerto di sabato alle 21.30 (info 0521 706214, info@arciparma.it).

Francesco Gabbani partiamo dal dato oggettivo: ha vinto per due anni consecutivi il Festival di Sanremo nel 2016 con «Amen», nelle Nuove proposte, nel 2017 tra i Big con «Occidentali's Karma» che ha superato i 152 milioni di visualizzazioni.

«Sono stato il primo artista, nella storia del Festival di Sanremo, a vincere consecutivamente prima tra le Nuove proposte (2016) e poi tra i Big (2017). Se davvero esiste un Karma, devo aver fatto qualcosa di buono nella mia vita precedente».

Oltre a un fenomeno musicale, Francesco Gabbani è anche un fenomeno mediatico?

«Per quanto riguarda il mio progetto penso che anche al centro del fenomeno mediatico ci sia la musica che è, per me, la cosa più importante».

Lei si distingue dal panorama corrente per almeno due ragioni: il suo successo non è arrivato grazie a un talent, oggi la via più diffusa. E poi ha conquistato la popolarità con l'elettropop, mentre al momento i filoni che sembrano più pagare sono il «nuovo cantautorato» (da Brunori a Thegiornalisti) o il rap. Che riflessioni fa in proposito?

«Suono da sempre, ho fatto tanta gavetta, prima con i Trikobalto, poi da solo. Non ho mai provato la strada dei talent perché sono un cantautore. Prima del successo di “Amen” avevo deciso di fare solo l’autore e infatti, nel 2015 ho firmato un contratto di esclusiva con BMG. Sentivo il bisogno di trovare un equilibrio. Poi, insieme a BMG, abbiamo deciso di provare a fare Sanremo Giovani con “Amen” e, quando mi hanno preso, ci sono andato con molta serenità. Con Sanremo è cambiato poi tutto. Sono stati due anni molto intensi e incredibili al tempo stesso. Il successo trasversale di “Occidentali’s Karma” è arrivato come una sorpresa, sperata nel cuore, ma senza illusioni. Sapevamo che era un brano con un forte potenziale ma non immaginavamo tutto il riscontro che ha avuto. Credo che una delle chiavi del successo delle mie canzoni sia l’ironia, l’altra è la leggerezza. Sono convinto che tramite la forma della canzone pop, magari anche di facciata ironica come spesso sono le mie canzoni, si possano proporre riflessioni più o meno profonde rispetto all’esistenza umana. E’ vero, faccio un genere diverso da quello che viene definito il “nuovo cantautorato italiano” che viene portato avanti da artisti e band che stimo moltissimo come possono essere, ad esempio, i Thegiornalisti. Mi piace pensare che sia tutta la musica italiana a godere di una rinnovata attenzione. Mai come quest’anno, nelle radio, ci sono diversi “tormentoni” Made in Italy. E’ un bel segnale».

Condizioni «sine qua non» nel suo percorso: aver avuto la musica in casa (dai genitori, al fratello) all'incontro con il paroliere Fabio Ilacqua. E' così?

«I miei genitori sono stati fondamentali perché hanno un negozio di strumenti musicali e ho respirato musica fin da bambino. Mio padre è un musicista e ha insegnato a me e a mio fratello ad amare la musica. A 4 anni ho battuto i miei primi colpi sulla batteria, a 9 ho iniziato a studiare seriamente chitarra e le prime canzoni credo di averle scritte attorno ai 12 anni. L’incontro con Fabio Ilacqua, mio compagno autorale è stato determinante e, insieme, abbiamo scritto sia “Amen” sia i brani del nuovo disco».

Quando si è tanto popolari, si richiama molto pubblico. Il rischio – così è stato di recente per qualche suo giovane collega – può essere quello di non avere un repertorio in grado di sostenere un “live” e deludere le aspettative. In questo tour che «simpatia» instaura con il suo pubblico?

«Magellano non è il mio primo disco, ho altri lavori alle spalle, per cui ho la possibilità di avere un repertorio in grado di sostenere il mio live. Con il pubblico ho instaurato un rapporto incredibile. Non posso smettere di ringraziare tutti coloro che mi seguono e che mi stanno dando così tanto. Hanno reso il mio sogno possibile e mi regalano emozioni ogni sera. Il vero senso di tutto è salire sul palco e lì vivere la mia vera vita».

Al concerto di Langhirano che cosa proporrà?

«Questo è un tour all’insegna della spontaneità senza troppi effetti speciali. Sul palco porto me stesso accompagnato da una band di quattro musicisti. Ci saranno momenti per ballare, divertirsi e anche per emozionarsi».

Restiamo sul territorio: il video di «Occidentali's Karma» è stato girato al monastero zen di Berceto, sul nostro appennino. Come è nata quell'esperienza?

«Il monastero me l’ha fatto conoscere Gabriele Lucchetti, il regista del video. E’ stata una giornata surreale perché faceva molto freddo ed era tutto ghiacciato».

«In cauda venenum»: un altro suo collega, in un'intervista, ha detto che non farebbe cambio con quelli che raccolgono molti «clic» perché hanno un pubblico di ragazzini. Verità o invidia?

«Non amo commentare le affermazioni di altre persone soprattutto se non sono informato sui fatti. Bisogna sempre cercare di capirne il contesto. Io ho un buon seguito sui social, sono molto felice di averlo e di poter interagire con chi mi segue ed è interessato a quello che faccio».

Per finire, non c'è due senza tre: vale anche per Sanremo? Parteciperà al prossimo?

«Dalla vittoria di Sanremo non mi sono fermato un attimo e, fino a fine settembre, sarò impegnato con questo tour che mi sta facendo girare tutta la penisola. Un tour di ben 44 date. Ora sono concentrato sui concerti , quando mi fermerò, inizierò a pensare al futuro e ai prossimi passi».

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