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INTERVISTA

Fritelli: «Ho molti progetti per Salso»

08 settembre 2017, 07:00

Fritelli: «Ho molti progetti per Salso»

Egidio Bandini

La domanda d’esordio, visto che siamo ormai a settembre, è inevitabile: quale autunno sarà, questo, per Salsomaggiore? Il sindaco Fritelli non ha dubbi. «Sarà, mi auguro, un autunno di lavori pubblici, di investimenti, di acquisizioni e di vendite e di riaperture. Lavori pubblici – rimarca il sindaco – che stiamo già facendo: gara per il Tommasini, già aggiudicata, gara dei “Mille pioppi”, gara del palazzetto dello sport, la Casa Protetta e, inoltre, asfaltature e progettualità future, che continuiamo a portare avanti, per diversi milioni di euro, investiti in città. Spero, però, che sia anche un autunno di investimenti e di investitori, con la conclusione della procedura di vendita dei rami termali, ma non solo. Spero che possa avanzare qualche iniziativa in città, di cui ci siamo occupati e che sono davvero interessanti. Prosegue, così, il processo di riqualificazione di Salso, che giocoforza ha i suoi tempi, ma che deve andare avanti, perché il percorso è stato intrapreso, soprattutto sui grandi “contenitori”, quelli termali e quelli comunali e la rotta è tracciata».

E poi?

«Sarà anche un autunno di eventi, in modo particolare la grande manifestazione degli alpini, dal 13 al 15 ottobre con la presenza di migliaia di persone, al culmine di una serie di eventi che hanno caratterizzato e caratterizzeranno a stagione, dallo “street food”, ai “giovedì del benessere”, il bridge con importanti accordi per il futuro, sabato prossimo il campionato di “scatto fisso” e la “Notte nera”, poi “Mangiacinema” a concludere una lunga rassegna estiva che ha visto la significativa partecipazione delle categorie economiche.

L'inverno, invece, come sarà?

«Dovremo occuparci della programmazione 2018, che dovrà basarsi su eventi caratterizzanti: sarà l’anno di Cibus, e però stiamo lavorando su un bel progetto sulla Pasqua e sulla fiera di San Vitale e per alcuni eventi importanti, anche sportivi, che possano avviare in modo positiva la stagione e su questo stiamo chiedendo anche un aiuto alla Regione».

La «questione migranti»?

«Sono davvero soddisfatto del lavoro fatto dal ministro Minniti, che ha dato un sospiro di sollievo a tutti i sindaci d’Italia, me compreso, che sulla questione avevo “pagato dazio”, avevo polemizzato ed ero stato in profondo contrasto con le politiche del governo. Oggi la situazione si è stabilizzata e devo dire che, dall’arrivo di Minniti a Salso lo scorso 21 aprile e poi con le azioni complessive del ministro, abbiamo assistito, non solo ad un calo, seppure leggero delle presenze, ma soprattutto al mantenimento della parola data. Oggi l’emergenza si è fermata ed era ciò che chiedevamo: il rispetto delle comunità locali, dei sindaci e di chi ha attività e imprese sul territorio, soprattutto a Tabiano. Di qui alla fine dell’anno dobbiamo riuscire ad attivare un nostro progetto “Sprar” in accodo col Distretto Sociosanitario, perché diventi esecutivo dal 1° gennaio. Se proseguirà il blocco della fase emergenziale e se riusciremo ad avviare con calma un progetto nostro, ci sarà la possibilità di rivedere con tranquillità e tempo un progetto nostro, all’interno del quale si possa fare accoglienza ben gestita e controllata, finalizzata al fatto che, se ci sono persone sul territorio, queste devono essere messe nelle condizioni di camminare con le loro gambe, conoscere la lingua italiana e la nostra cultura, per essere inserite nel mondo del lavoro con serietà, non seguendo l’ansia emergenziale, che crea situazioni, ad esser generosi, di precarietà»

Altra domnanda inevitabile quella su alberghi e stabilimenti termali.

«Ho in mente una ricetta ben precisa: per le Terme è essenziale partire con le vendite degli stabilimenti perché se gli investitori devono essere tali, lo possono essere solo con la piena proprietà dell’azienda. A quel punto potranno fare il vero e proprio “salto di qualità”, passando da una semplice gestione, come quella degli ultimi anni, agli investimenti concreti che, a mio modo di vedere, devono essere la riqualificazione di Salso e investimenti commerciali su Tabiano: a Salso Villa Igea come struttura riabilitativa fisioterapica a 360 gradi e lo Zoja ripensato in ottica anche ambulatoriale. Tabiano invece, non necessitando di riqualificazioni strutturali, ha bisogno di puntare sulla commercializzazione delle sua acque e del suo prodotto».

Porro e Valentini?

«Siamo sicuramente in ritardo, ma è fondamentale che si riapra il Valentini, arrivando ad un accordo con le banche che ne garantisca la gestione, dal momento che rimane un contenitore fondamentale per Salso, dal punto di vista dell’ospitalità, ma anche degli eventi. Il tutto, però, finalizzato, inequivocabilmente, alla vendita delle due strutture, perché rinasca quel “parco termale”, fatto di Porro, Valentini e piscina di cui Salso non può più fare a meno».

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