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Funghi, permesso online con l'App dei giovani valtaresi

11 settembre 2017, 07:00

Funghi, permesso online con l'App dei giovani valtaresi

Monica Rossi

Il fungo porcino e le infinite potenzialità dell'online. Il Terzo Millennio non finirà mai di stupirci. O forse dovremmo dire che a stupirci, questa volta, è una start up tutta valtarese composta dai 25enni Francesco Biacchi, titolare dell'iniziativa, con l'aiuto Andrea Costella e Carlo Andrea Campi, più Daniele Delnevo (28 anni). Ma andiamo al sodo: cosa hanno in comune un cesto di profumati porcini con quattro ragazzi lungimiranti e il web? Un permesso di raccolta. Chiamatelo però «geoticket» e pensate in grande. Un'idea è geniale per uno strumento di marketing e promozione turistica dalle incredibili potenzialità. Di cosa si tratta? Lo abbiamo chiesto a Francesco Biacchi. «Tutti sanno che per poter andare per funghi occorre pagare un permesso di raccolta giornaliero, stagionale o annuale - spiega Biacchi - Da sempre, basta recarsi in un punto vendita autorizzato. Con "geoticket", invece, soprattutto se non sei del posto, eviti di perdere tempo a cercare i punti vendita e poi salti letteralmente la fila perché il permesso lo acquisti online, tanto con il computer quanto con lo smartphone». E una volta acquistato, il permesso lo si può stampare o semplicemente scaricare sul cellulare. In pratica, il progetto offre a tutti gli appassionati la possibilità di mettersi in regola in modo semplice, facile e veloce. «Geoticket però non è solo un progetto che permette una maggiore praticità e fruibilità - spiega Biacchi -. È anche uno strumento di promozione turistica del territorio. Ovvero, chi acquista un tesserino in una determinata area geografica, riceve anche una carellata di informazioni sul comprensorio che ha selezionato: i suoi luoghi di interesse, la sua storia, le usanze e le tradizioni, eventuali feste e fiere, ma anche le proposte di alberghi, b&b, ristoranti, agriturismi e bar, con le offerte e magari le eventuali promozioni». Chi sceglie di scaricare il permesso sul cellulare evita di stampare ulteriori ticket cartacei e agevolano i consorzi, i comuni e gli enti locali nel controllo sui tesserini. «Immaginate una sola banca dati, costantemente aggiornata, pratica da utilizzare e, poiché si usa sempre meno carta, più economica. Senza dimenticare la possibilità di un controllo più puntuale e rigoroso: oltre a una preziosa e sempre aggiornata banca dati dei fungaioli sul territorio in questione, il permesso di raccolta riporterà anche la tecnologia "QR Code", che renderà impossibile la falsificazione». L'offerta è disponibile non solo nelle valli del Taro e del Ceno, ma anche in tutte le zone vocate dell'Emilia Romagna (dal piacentino al reggiano passando per il parmense) e della Toscana (Pontremoli e Zeri). «Ma non solo - conclude Biacchi -. Nelle prossime settimane, infatti, il progetto interesserà anche la Liguria, coinvolgendo il Parco del Beigua, la Val Bormida e il Parco dell'Aveto. Ed entro la fine del 2017, sarà disponibile a livello nazionale».

Tante notizie preziose

Geoticket: non solo permessi. Collegandosi a www.geoticket.it, i fungaioli possono accedere anche a notizie preziose. Dove cercare il porcino in tutt'Italia, ad esempio, dall'Alto Adige alla Sicilia passando per Marche, Lombardia, Valle d'Aosta o Friuli Venezia Giulia. Come cucinare sua maestà il boleto (vino consigliato compreso). E ancora, libri e riviste per essere sempre aggiornati, più un approfondimento sui funghi in generale (cosa sono, come raccoglierli e schede dei principali funghi, spontanei e non). La chicca però è questa: il «fungometro» (passateci il termine!), ossia la speciale «tabella crescite del fungo porcino» costantemente aggiornata grazie alla collaborazione con «Passione Funghi e Tartufi», la principale rivista italiana di micologia. Le informazioni di cui dispone la pubblicazione provengono di volta in volta dai gruppi micologici locali. «È senza ombra di dubbio la tabella crescita più aggiornata d'Italia», afferma Biacchi, che ha appena presentato il progetto in tutte le sue sfaccettature alla «Fiera nazionale del fungo porcino» di Albareto. Sarà veritiera, la tabella? E perché no? Anche se si sa... quando chiedete a un fungaiolo doc se (i funghi) «fanno», in genere la risposta è evasiva. Nonostante magari in «saccoccia» ne abbia già una bella scorta. Ma questa è un'altra storia e ci piace pensare che, nonostante la tecnologia, il porcino continui un po' a eluderci fra le ombre e i misteri del sottobosco.

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