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Lutto

Addio a Giordana Pagliari, un'istituzione del teatro dialettale

20 settembre 2017, 07:00

Addio a Giordana Pagliari, un'istituzione del teatro dialettale

Mara Varoli

Aveva 90 anni, Giordana Pagliari. Era nata il 28 aprile del 1927. Una donna minuta, ma con una forza recitativa che riempiva il palcoscenico, soprattutto in quei ruoli da serva-padrona in cui lei era imbattibile. Un'attrice con una voce inconfondibile, tant'é che la sua presenza assicurava allo spettacolo il successo. Anche il marito, Sergio Bettati, lo aveva conosciuto in teatro: «Facevo il falegname - ricorda Sergio - e montavo le scene: ero diventato il macchinista ufficiale della Famija Pramzana. Così ci siamo sposati. Com'era in casa, Giordana era sulla scena: schietta e sanguigna». E oggi che non c'è più, il mondo del teatro dialettale parmigiano è in lutto. Pietro Vitali, capo comico de «La Duchessa», racconta: «Allora, la nostra Compagnia si chiamava Bruno Lanfranchi - dice -. Si era costituita per idea di Ettorina Cacciani. E con lei recitavano la Giordana, Andrea Bellanova, Lino Manotti, Franca Bodria, oltre al sottoscritto. La Giordana aveva una comicità innata. Era molto brava, aveva una bella voce, non a caso era stata anche cantante della Corale Verdi per anni. Ricordo le belle serate passate insieme dopo gli spettacoli: con lei ci si divertiva molto. La commedia che ricordo con più affetto è "La colpa è di Paganini", dove lei faceva la morosa di uno stalliere di 145 chili ed essendo così minuta la scena era insuperabile». Aldo Pesce della «Nuova Corrente» l'aveva incontrata all'inizio della carriera, «40 anni fa, più o meno - spiega -. Giordana aveva un dialetto splendido. Non ha fatto molte parti principali: era un'ottima caratterista, perché sapeva interpretare molto bene certi personaggi. Il teatro dialettale ha perso un'attrice che ha fatto la storia. Abbiamo lavorato insieme grazie alla collaborazione con la Famija Pramzana». Enrico Maletti la conosceva da quando aveva 14 anni: «La Pagliari faceva parte della Compagnia della Famija e io ero nella compagnia La Risata di Luigi Casalini. L'esperienza più importante che ho avuto con lei è stata 20 anni fa - sottolinea Maletti -, perché al Teatro del Vicolo ho organizzato delle serate sulla poesia, con lei, Manotti e l'Ettorina Cacciani. Giordana aveva un dialetto che era una cannonata: un personaggio brillante. Al di fiori del teatro, era invece una persona modesta e in ombra: non voleva le luci della ribalta. E in quelle serate, aveva recitato insieme alla Cacciani «La bugäda»: straordinaria. Quando nel 1994 abbiamo istituito la Consulta del dialetto parmigiana e le compagnie avevano aderito, si faceva lo spettacolo alla Pergola e lei c'era sempre». E conclude Maletti: «Il teatro ha perso un personaggio importantissimo, che sapeva tenere la scena, nonostante i ruoli secondari. Una spalla eccezionale, che avrebbe meritato più risalto». «Era impossibile non voler bene a Giordana, sempre sorridente e di una simpatia non comune», aggiunge Giuseppe Mezzadri, che nel Lunario parmigiano scriverà: «Nell’anno 1960, venuti a mancare quelli che erano stati i pilastri del nostro teatro dialettale, cioè i fratelli Clerici, Montacchini e suo padre Paride, Bruno Lanfranchi decise di formare una sua compagnia. C’erano i veterani Varesi, Azzi e il mitico Dante Pramori. C’era Ettorina Cacciani... Entrò a far parte, ma un po’ più tardi, la bravissima e modesta Giordana Pagliari, proprietari di una “erre” favolosa che dava al suo dialetto di Strada Nuova una rara efficacia». Roberto Tinelli, regista dei Guitti di Roberto Veneri è tra i più giovani protagonisti del teatro dialettale: «Purtroppo, non ho avuto la fortuna di recitare al suo fianco - racconta Tinelli -, ma ho potuto ammirarla sul palco. Una figura molto caratteristica con una voce unica e con una parlata che la riconoscevi ad occhi chiusi. Tra le sue parti memorabili, ricordo quella della cameriera impicciona e pettegola: un classico delle sue interpretazioni. Se n'è andato uno dei pilastri del teatro dialettale. Sia Giordana che Ettorina, anche lei morta quest'anno, hanno rappresentato un'epoca. Per fortuna ci sono le registrazioni, che rappresenteranno per sempre, soprattutto per chi ama il vernacolo, un punto di riferimento e un baluardo di parmigianità». Giuseppe Fava, Tiziana Reggiani e Giancarlo Boni della «Famija Pramzana» ne sottolineano la professionalità: «Recitare con lei era bellissimo: brava e particolare, con una voce tutta sua, squillante. Ci si lavorava bene, anche perché Giordana era molto professionale: recitava tutti i ruoli che le davano e riusciva sempre nella parte. Era poi una persona molto socievole. E per tutti noi ha rappresentato un'istituzione». L'ultimo ricordo spetta ad Andrea Bellanova, che con Giordana Pagliari ha recitato per una vita: «Abbiamo iniziato insieme con Bruno Lanfranchi. Era una donna ironica, con la battuta pungente da parmigiana del sasso. Tutti l'apprezzavano per il suo dialetto. Ti metteva in riga quando era ora. Riusciva a dare ad ogni personaggio il suo timbro. E ogni volta, era un lungo applauso».

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