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Mezzani

Addio a Elena Mazzoni: cantò per 20 anni alla Scala

10 ottobre 2017, 07:00

Addio a Elena Mazzoni: cantò per 20 anni alla Scala

Lucia Brighenti

La musica era stata la sua vita: più di venti anni come corista al Teatro alla Scala di Milano, in cui aveva cantato sotto la direzione di direttori come Abbado, Karajan, Muti, Gavazzeni e Giulini. È scomparsa ieri a 94 anni Elena Mazzoni, contralto di Mezzani. Era frequente vederla, fino a poco tempo fa, ai concerti in città: la passione per la musica non l’aveva mai abbandonata e, in casa, conservava una collezione di dischi e di foto, molti con la dedica affettuosa di direttori, cantanti, musicisti insigni, che le tenevano compagnia come tanti amici. Si era conquistata la stima di tutti grazie alla passione per il proprio mestiere e al suo carattere esuberante e spiritoso. Aveva studiato musica a Parma, facendo ogni giorno il tragitto da Mezzani alla città in bicicletta, e aveva debuttato nel ruolo di Ulrica (Un ballo in maschera) nel 1951, al Teatro Nuovo di Milano. Nel 1952 era entrata nella scuola di perfezionamento per cantanti della Scala di Milano e, proprio in quegli anni, era iniziata l’amicizia con la famiglia Toscanini di cui per un certo periodo era stata ospite, nella casa di via Durini.

Amava raccontare che era stato Arturo Toscanini a farle scoprire l’amore per la musica di Wagner. «Mia madre era molto affezionata a Elena - ricorda Emanuela di Castelbarco, figlia di Wally e nipote di Arturo Toscanini -, aveva molta personalità ed era una grande artista: avrebbe meritato di più. Ma la carriera non è solo questione di merito, ci vuole anche fortuna». Cantò nei teatri di Genova, Mantova, Trieste e, per cinque stagioni, al Teatro Regio di Parma. Nel 1960 vinse l’audizione per entrare nel Coro del Teatro alla Scala, e qui cantò per molti anni sotto la direzione di Claudio Abbado. L’ultima volta che il maestro diresse l’Orchestra Mozart al Teatro Farnese di Parma, nel 2011, lei era tra il pubblico, commossa, e disse: «E' stato un evento che mi ha dato un’iniezione di felicità che durerà per molto tempo».

Luciana Dallari, marketing e servizi generali della Fondazione Toscanini e presidente delle Verdissime.com, racconta: «Ammiravo molto il suo attaccamento al lavoro e il suo spirito: poteva permettersi di fare qualche battuta anche a personaggi famosi. Quando abbiamo fondato le Verdissime, ci è stata molto vicina, è venuta all’inaugurazione a Milano ed era con noi anche quando siamo state alla casa di riposo “Giuseppe Verdi”, per portare i fiori sulla tomba della Strepponi. In quell’occasione ha rivisto il soprano Luisa Mandelli e ha incontrato tanti colleghi. Spesso la vedevamo arrivare in tuta con le cuffie nelle orecchie come i ragazzini, solo che lei ascoltava la sua musica: quella classica e lirica».

Questa la nota del Teatro Regio di Parma: «L’abbiamo cercata proprio in questi giorni Elena. Lei, sempre presente, non era ancora venuta in teatro per il Festival Verdi. Il suo sorriso ci è mancato e ora e ci mancheranno le storie che non perdeva occasione di raccontare e le foto che mostrava con orgoglio, che la ritraevano insieme a un grande direttore, a un collega del coro, a un divo dell’opera. “La parmigiana”, come la chiamava Toscanini, ha dedicato tutta la sua vita alla musica e di questo andava fiera “perché - diceva sempre - la musica è tutto e mi ha dato tante soddisfazioni”. Lucia di Lammermoor, Otello, La sonnambula, Madama Butterfly, Nabucco sono solo alcune produzioni che negli anni ‘50 l’hanno vista protagonista sul palcoscenico del Regio, il suo teatro. Lascia a tutti noi un bellissimo ricordo, di donna e artista devota all’arte».

«Nostra zia Elena - ricorda la nipote Ernestina Rossi - dedicò tutta la propria vita alla musica e al canto. Lo fece con grande dedizione e modestia, raccogliendo gli apprezzamenti di tanti a Parma e Milano». Il funerale sarà celebrato oggi alle 14 partendo dal Maggiore di Parma per poi raggiungere la chiesa di Mezzano Superiore.

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