Sei in Archivio bozze

TRAGEDIA

Muore mentre corre la maratona

16 ottobre 2017, 07:03

Muore mentre corre la maratona

Laura Frugoni

Si chiamava Luigi Liuzzi, aveva 49 anni ed aveva lasciato il suo mare di cristallo per venire a correre e a sudare sotto il sole della pianura padana. Era di Polignano a Mare, Luigi, dove faceva il muratore, una moglie e due figli già grandi. Era arrivato insieme a nove compagni e al presidente dell'Atletica Polignano per correre la Parma marathon. La tragedia al 23° chilometro: si è accasciato esanime, inutile ogni forzo per strapparlo alla morte.

«Stava correndo di fianco a me - spiega Silvia Bellini del Circolo Minerva - ha cominciato a barcollare come se fosse stanco. Si è bloccato ed è caduto con la faccia a terra. Io e un altro podista l'abbiamo soccorso per primi come potevamo: l'abbiamo girato, gli abbiamo alzato le gambe. Continuavamo a domandargli “come ti chiami”?, ma purtroppo non ha mai risposto. Una donna gli ha fatto il massaggio cardiaco, in ragazzo ha telefonato al 118... eravamo nel panico, non sapevano il nome della strada. “Siamo al chilometro 23”. Dopo cinque-sei minuti è arrivato lo scooter dell'organizzazione...».

I soccorsi

Il podista si è sentito male lungo strada Della Parma, all'altezza di Mamiano. Il tratto più duro ormai alle spalle, era iniziata la parte in leggera salita. Il primo mezzo ad arrivare è stata la moto con due volontari del Seirs addestrati alle tecniche della rianimazione, seguita dall'ambulanza messa a disposizione dall'organizzazione. La chiamata al 118 è arrivata alle 11.46: una signora riferiva di «una persona incosciente che respira malissimo». «Noi siamo arrivati allertati dal 118 - spiega Alex Uccelli, presidente della Croce Azzurra di Traversetolo - Io ero a bordo dell'automedica, arrivata insieme all'ambulanza. Il paziente era già critico, abbiamo provato di tutto: massaggio cardiaco, defibrillatore. E' stato intubato sul posto, le manovre rianimatorie sono continuate per tutto il tragitto...». Nulla da fare: Liuzzi se n'è andato pochi istanti dopo.

La disperazione degli amici

«Sono distrutto, l'avevo invitato io a Parma - si dispera Vito Francavilla, conosciutissimo runner del Cus Parma - la mia famiglia è di Polignano, mio papà è emigrato qui al Nord che avevo tre anni. Ma sono comunque molto legato al mio paese, l'anno scorso era venuto mio cugino alla Parma marathon, è un amico fraterno di Luigi. Quest'anno il gruppo si è allargato...».

Quando si è sentito male, Liuzzi, era da solo: abituato a correre al suo passo, il suo gruppo s'era sgranato, tutti i compagni di squadra erano davanti. Rintracciati dall'organizzazione, dopo che avevano tagliato il traguardo. Uno aveva corso la trenta: è stato il primo a correre all'ospedale. Un altro, Giovanni, quando ha saputo della morte dell'amico è svenuto: ricoverato al pronto soccorso, è stato dimesso e ieri pomeriggio era già sulla strada di casa con gli altri. Chi in areo, chi in macchina: distrutti. «Luigi era uno sportivo, aveva fatto altre maratone e si sottoponeva regolarmente alle visite mediche», dice Eugenio Scagliusi, il presidente dell'Atletica Polignano a cui è toccato il compito più duro: chiamare la famiglia, dirlo alla moglie Antonella. Che s'è messa subito in viaggio: dovrebbe essere già qui.

La passione per la corsa a Luigi era venuta cinque, sei anni fa: gli amici lo descrivono come un runner tranquillo, «correva una maratona in 4 ore e 25: un tempo da amatore». Un paio di settimane fa aveva corso la 21 a Trani senza problemi. «Siamo distrutti, doveva essere una festa. E' il peggior giorno della nostra vita».