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TRIBUNALE

«Florentina, non ci sono abbastanza prove per processare Devincenzi»

21 ottobre 2017, 07:02

Georgia Azzali

Florentina, solo un'ombra. Un ricordo ormai lontano. Sono passati quasi cinque anni dalla sua scomparsa, e non ci sono risposte.

L'unica pista è sfociata nel nulla. La procura ha chiesto l'archiviazione per Paolo Devincenzi, il compagno finito sotto inchiesta nel 2014 per omicidio volontario e occultamento di cadavere. L'uomo che l'avrebbe vista uscire di casa in piena notte non può essere portato davanti a un giudice. Suggestioni, (tanti) sospetti, diverse contraddizioni, ma non un insieme di elementi solidi per poter arrivare a un processo. «Non si evidenziano indizi di reato gravi, precisi e concordanti al di là di ogni ragionevole dubbio», si legge nella richiesta d'archiviazione.

I carabinieri, coordinati dal pm Giuseppe Amara, gli hanno tenuto il fiato sul collo, ma non è emerso nulla di granitico. Ora, spetterà al gip decidere se accogliere o meno l'istanza del pm. Mentre la difesa della madre e della sorella di Florentina ha già deciso di opporsi e chiederà di continuare a indagare: «Abbiamo venti giorni per presentare la richiesta - spiega l'avvocata Giovanna Cavaciuti, che assiste le parti offese insieme alla collega Maria Elena Concarotti -: valuteremo gli atti dell'inchiesta, ma abbiamo intenzione di andare avanti».

Esce di scena Devincenzi, almeno per ora, perché un'inchiesta per omicidio può essere riaperta in qualunque momento di fronte a nuovi elementi. Ma dov'è Florentina Nitescu, un fantasma da quella notte tra il 24 e il 25 gennaio 2013? Gli inquirenti hanno una convinzione: la donna, romena, 33 anni quando è sparita, è stata uccisa. Non possono puntare il dito contro un assassino, né tantomeno dire come è stata ammazzata, eppure non credono al racconto di Devincenzi: lei che sbatte la porta della casa di Albareto e se ne va in piena notte dopo un litigio, abbandonando anche il bambino di nemmeno 2 anni, senza mai più farsi sentire. Ma soprattutto difficilissimo credere alla scelta autonoma di una donna che abbandona tutto e si allontana in pigiama tra le montagne.

Il corpo di Florentina, però, non è mai stato trovato né sono emerse tracce significative che possano far ricostruire l'omicidio: erano entrati in azione il Ris di Parma, il Ros di Bologna e anche il Rac, il Reparto analisi criminologiche. E fin da subito hanno lavorato incessantemente il nucleo investigativo di Parma e gli uomini della compagnia di Borgotaro: sono state aperte varie tombe nei cimiteri della zona e più sopralluoghi sono stati fatti nella casa di Albareto, oltre che in un'altra proprietà di Devincenzi, a Boschetto. Ma quei cinque giorni trascorsi prima che il compagno di Florentina facesse denuncia forse hanno determinato l'epilogo della storia, per chi fin da subito ha puntato il dito contro di lui.

Eppure, la richiesta d'archiviazione non gli fa sconti. È una sorta di "mancato" atto d'accusa. Il pm mette in fila le contraddizioni di Devincenzi, a partire dalle sue dichiarazioni sulle precedenti fughe di Florentina. Il compagno ha sempre parlato di due allontanamenti da casa, ma in realtà gli inquirenti hanno appurato che la seconda volta, quando il bambino aveva pochi mesi, la donna sarebbe rimasta sempre in zona. E poi la storia stranissima, e altrettanto sospetta, dei prelievi di carburante: 13 rifornimenti, per un totale di 753 litri, tutti fatti nei giorni a cavallo della scomparsa della compagna, tra il 24 e il 27 gennaio 2013. Una vicenda che l'ha anche fatto finire sotto accusa per ricettazione e utilizzo indebito di carte di pagamento, visto che quelle tessere appartenevano a una ditta in cui lavorava un suo amico, anche lui imputato per questo caso.

Perché quei prelievi di carburante concentrati in quel periodo? Tutto nella norma, secondo Devincenzi. Assolutamente anomali per gli inquirenti, che però non sono riusciti a collegarli direttamente alla scomparsa di Florentina. Lei che si sentiva "sfruttata" dal compagno, che non si sarebbe fatto scrupoli nell'utilizzare i soldi della convivente, sua socia nell'impresa di pompe funebri. E poi le altre donne, che l'uomo avrebbe frequentato. Nella richiesta d'archiviazione si fa riferimento al diario di Florentina: un distillato d'amarezza per quel rapporto ormai sfilacciato. Insomma, Devincenzi potrebbe aver avuto anche un movente, ma con le ipotesi non si fanno i processi.

Gli inquirenti hanno provato anche a sondare la pista romena. Venticinque minuti dopo la mezzanotte del 25 gennaio il telefonino di Florentina riceve un sms da un'utenza romena: è l'ultimo contatto. La procura ha fatto una rogatoria nel Paese dell'Est per capire da dove fosse partito quel messaggio. Ma nessun nome è emerso, perché il numero era di una carta prepagata. E nemmeno si sa cosa ci fosse scritto: l'sms risulta dai tabulati, perché il cellulare della donna non è mai stato trovato.

Mille indizi. Una marea di supposizioni. Tracce che potrebbero portare anche lontano da Albareto. Ma la storia di quella notte d'inverno è ancora da scrivere.

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