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Afro-market: sequestrati 125 chili di «cibo-spazzatura»

26 ottobre 2017, 07:02

Afro-market: sequestrati 125 chili di «cibo-spazzatura»

Chiara Pozzati

I controlli del Nas sono partiti dal cuore della città. Prima in via Copelli (alle spalle della Ghiaia) poi in via Albertelli. E ancora in Oltretorrente, dove si concentrano gran parte delle attività che vendono alimenti da tutto il mondo, fino ad approdare a Fidenza.

In 48 ore, i carabinieri del Nas hanno sequestrato 125 chili fra carne, pesce e perfino frutta e verdura avariati e di dubbia provenienza. Senza contare una raffica di sanzioni che superano abbondantemente i 30mila euro.

Il Nucleo antisofisticazione e sanità, guidato dal maggiore Gianfranco Di Sario, ha intrapreso il viaggio a ritroso, iniziando dall’ultima tappa, quella più vicina al consumatore. Insieme ai colleghi della Compagnia carabinieri di Parma e Fidenza e agli esperti dell’Ausl, hanno passato al setaccio diverse attività etniche di città e provincia. Tra i primi a finire nel mirino è stato il supermarket di borgo San Giuseppe, dove i militari hanno sequestrato ben 40 chili di carne e pesce congelati e dieci chili di crostacei essiccati. Tutto in barba alle norme sotto il profilo dell’igiene sanitaria e della rintracciabilità. Un dettaglio: non è la prima volta che questo market finisce sotto la lente delle forze dell’ordine.

Frequentato soprattutto da clienti africani, è stato chiuso e riaperto negli ultimi anni un numero svariato di volte, l’ultima risale a novembre 2015. Quando le serrande sono rimaste abbassate per venti giorni, grazie a un provvedimento del Comune. Peccato che la titolare, una 33enne nigeriana, abbia riaperto senza colpo ferire. Fino a ieri, quando una pila di verbali si sono materializzati accanto alla cassa.

Altri 30 chili fra carne, frutta e verdura sono stati sequestrati, poi, in una macelleria di via Albertelli. E per il titolare, un 47enne tunisino, l’ammontare delle sanzioni si aggira sui 7mila euro. Etichette fantasma anche in un minimarket in via Bixio, gestito da un 27enne ivoriano. Il bilancio dopo il blitz dei carabinieri è presto fatto: 15 chili fra alimenti etnici di vario genere sequestrati, e 13.500 euro di multe varie.

Non è andata meglio in un bar di via Copelli: dove il Nas ha scovato un magazzino degli orrori. Dieci chili fra pesce e carne completamente irrintracciabile, senza etichetta e conservata in uno stato pietoso. Bilancio: sotto sequestro il cibo e pure il magazzino e una sanzione da 3mila euro.

Ci spostiamo infine a Fidenza dov’è finito nella rete dei controlli un kebab in via Cavour. Anche qui sono stati sequestrati 20 chili di carne mal conservata e congelata. La sanzione amministrativa fioccata nei confronti del titolare, un 25enne di origine turca, ammonta a 7mila euro. Abbiamo potuto fornire la mappa dei blitz, ma i nomi delle attività per ora sono ancora top secret. Le indagini sono ancora in una fase delicata: per alcuni degli esercizi commerciali è stata proposta la sospensione dell’attività e i titolari sono stati segnalati all’Ausl per ulteriori provvedimenti. Certo è che è guerra aperta a carne e pesce avariati e dagli odori raccapriccianti. E ancora, è tolleranza zero per cucine e retrobottega al limite della decenza. I controlli nei locali, con una particolare attenzione a quelli etnici, proseguiranno. Tutto nell’ottica di garantire la salute della clientela parmigiana e non.

Via Bixio

Luca Pelagatti

Prima le lamentele dei residenti della strada, poi la rissa ai primi di settembre che aveva finito per coinvolgere anche una passante e un paio di commercianti della zona. Infine, la sospensione dell’attività dopo una ispezione della Municipale e dell’Ausl che avevano riscontrato gravissime carenze igieniche.

La storia recente del market etnico di via Bixio 85 non si può dire che non sia stata movimentata. Ma da ieri in quel tratto di Oltretorrente dovrebbe tornare la pace: con un’ordinanza firmata dal sindaco è stata stabilita la chiusura definitiva dell’esercizio che non potrà più operare.

Questa decisione è arrivata dopo gli scomodi precedenti citati ma soprattutto dopo un’ennesima ispezione svolta dal personale della municipale e del Servizio Igiene degli Alimenti e Nutrizione che lo scorso 23 ottobre si è trovato davanti un quadro desolante con, addirittura, la presenza di insetti nelle scaffalature del negozio. E nei punti dove sono stati trovati gli infestanti stavano allineate le confezioni di farina e di altri alimenti a disposizione della clientela. Insomma, nonostante il market fosse già stato sanzionato per motivi analoghi di recente, i titolari non avevano fatto nulla per cercare di risolvere il problema. E alla fine è arrivato il ritiro della licenza.

Ad onor del vero gli ispettori entrati nel negozio avevano trovato anche altre violazioni ma le più gravi erano proprio quelle connesse alla pulizia dell’ambiente e alla conservazione dei generi alimentari in vendita. E per l’ennesima volta negli ultimi mesi un provvedimento fa abbassare la saracinesca di un negozio etnico.

«Si tratta del nono intervento in un breve arco di tempo - spiega l’assessore al Commercio e alla Sicurezza urbana, Cristiano Casa. – Otto sono state le chiusure temporanee mentre questa è definitiva. Si tratta di un lavoro che ha doppia finalità: da una parte, ovviamente, tutelare la salute dei consumatori messa a rischio da commercianti che non rispettano le più elementari norme. Dall’altra è anche uno sforzo per la sicurezza: queste azioni spesso vengono svolte in zone della città dove si evidenziano criticità e situazioni di disagio. Il controllo sugli esercizi serve anche ad evitare che creino ulteriori problemi e ci permette di svolgere una mappatura anagrafica di chi vi gravita intorno».

E nel caso del market di via Bixio gli abitanti da tempo chiedevano un intervento risolutivo. Nel corso di pochi mesi, dall’apertura del negozio, secondo il loro racconto, erano aumentati a dismisura i casi di schiamazzi e litigi culminati poi alla fine di settembre con la mega rissa che, in pieno pomeriggio, aveva visto affrontarsi decine di stranieri che avevano anche picchiato due persone colpevoli, si fa per dire, di aver provato ad intervenire allertando le forze dell’ordine.

In quel caso alcuni immigrati erano stati identificati e portati in questura. Ieri infine, a conclusione della trafila burocratica, la consegna dell’ordinanza che intima la chiusura. «E’ una decisione giusta – raccontano alcuni residenti. – Questo pezzo di strada è sempre stato tranquillo. Ora potrà tornare ad esserlo».