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Fidenza

Padre Rava a piedi fino a Roma con «fratello zaino»

29 ottobre 2017, 05:00

Padre Rava a piedi fino a Roma con «fratello zaino»

Con Fidenza nel cuore, percorrendo 630 chilometri, in 27 giorni, lungo la Via Francigena, sino ad arrivare nella Città eterna: padre Alfredo Rava, già parroco per nove anni nella parrocchia di San Francesco, ha portato a termine il pellegrinaggio prima di iniziare un altro servizio nel convento di Vignola, per i Frati minori cappuccini dell’Emilia Romagna. «Prima di iniziare la presenza stabile - ha spiegato padre Alfredo - mi è stato concesso un po’ di tempo per un periodo sabbatico. Cosa fare? Ho pensato che il modo migliore per iniziare una nuova fase della mia vita, per iniziare a “camminare” in nuove strade, fosse proprio quello di solcare la Via Francigena. Andando via da Fidenza, mi sembrava “simbolico” e significativo affrontare questo antico cammino, che ha in Fidenza una delle sue tappe fondamentali. Sono partito il 28 settembre dal convento dei Cappuccini di via San Francesco accompagnato nella prima tappa da un parrocchiano, Simone Guareschi». «La prima sosta è stata nella pieve di Cabriolo per ricevere dal parroco, don Marek, la benedizione del pellegrino. Primo arrivo a Costamezzana. Le tappe previste sono state 26, per un totale di 630 chilometri circa, attraversando l’Emilia Romagna fino al passo della Cisa, poi la Toscana, il mare, Lucca e il territorio senese, per arrivare nel Lazio da Acquapendente e camminare fino ad arrivare in piazza San Pietro». Padre Alfredo ha camminato sempre da solo perché questo era il suo obiettivo. «Avere tempo per riflettere, riposare la mente e pregare, anche perché essendo il mese di ottobre ho trovato pochi pellegrini: in varie fasi, una quindicina in tutto. La via è veramente ben segnalata, in varie modalità e se ho smarrito il sentiero per due volte, penso sia stato solo per una mia distrazione. Sono stato sempre ben accolto nelle strutture che ospitano i pellegrini e in vario modo: dove puoi solo dormire, dove anche mangiare o dove si trova il servizio lavanderia. Sono ostelli, monasteri, conventi, parrocchie. In ogni paese ho sempre trovato qualche bella chiesa dove potermi fermare a pregare: in fondo la Via Francigena è nata (e continua ad esserlo) come un cammino spirituale, come un pellegrinaggio. Devo dire che una grande mano me l’ha data il tempo: su 27 giorni di cammino, ho avuto solo un giorno di pioggia e uno nuvoloso. Negli altri uno splendido e caldo sole mi ha sempre accompagnato. All’arrivo a Roma, ho potuto ritirare il “Testimonium”, l’attestazione di aver compiuto il pellegrinaggio “ad limina Petri” (cioè alle soglie di Pietro) come attestazione di appartenenza e di fede in Cristo e nella Chiesa». «Raccontare le varie tappe sarebbe lunghissimo, ma per chi volesse sapere di più sul cammino percorso, ho scritto un diario dell’esperienza: www.FraFredviaFrancigena.blogspot.com». Padre Alfredo ha aggiunto che si è sentito veramente unito a Fidenza in tutta la Via Francigena, tramite i molti ricordi e la riconoscenza per la tanta ricchezza ricevuta in questi ultimi nove anni della sua vita. «Alcuni fidentini sono anche venuti a “camminare” con me in alcune tappe e tanti si sono fatti presenti con vari messaggi o telefonate: questo mi ha fatto ancora più sentire la vicinanza. Consiglio ovviamente a tutti i fidentini di ricavarsi un po’ di tempo nella loro vita per camminare (anche solo in parte o in vari anni) su questa antica Via, che unisce la città con Roma e ciò che Roma significa per tutti i credenti. Non è stata una impresa: è stato un regalo, prima di tutto di Dio, poi del mio ministro provinciale che mi ha dato questa possibilità e di tutte le persone che l’hanno tracciata, la promuovono e la sostengono. Infine voglio dire grazie al mio “fedele compagno di viaggio.” Con lui ho imparato tante cose. Ne accenno due: più cose si portano e più lo zaino pesa: bisogna portare il necessario. Tante volte la vita è pesante perché la riempiamo di tante cose non necessarie, che invece ci sembrano indispensabili. Ho vissuto per un mese con poche cose: si può e si riesce a vivere anche con meno. Grazie fratello zaino. Io ho portato te, ma anche tu hai portato me». s.l.