Archivio bozze

Calestano

Profughi in arrivo. E il sindaco vuole dimettersi

02 novembre 2017, 06:00

Profughi in arrivo. E il sindaco vuole dimettersi

Il sindaco Francesco Peschiera verso le dimissioni. Potrebbe essere lo scenario dei prossimi giorni, estrema conseguenza dello scontro in atto da qualche mese sull’apertura di un Centro di accoglienza straordinario (Cas) per 16 migranti (tutte donne). Il sindaco aveva dato parere negativo all'apertura, ma il prefetto ha dato comunque il via libera e nei prossimi giorni potrebbero arrivare i primi profughi. Peschiera ha fatto chiaramente intendere il suo disappunto. Il messaggio che ha diffuso ieri non si presta a fraintedimenti. «Ritengo che l’apertura di questo Cas rappresenti una forzatura alla quale non sono tenuto a sottostare – ha scritto in una nota -. Pertanto intendo convocare con urgenza una riunione di maggioranza per informare i Consiglieri delle mie intenzioni di rassegnare le dimissioni dalla carica di sindaco». «Nel giugno scorso – spiega Peschiera - appresa la notizia della possibile apertura di un centro di accoglienza, senza l’adeguata informativa prevista dalla normativa sui Cas da parte della prefettura e senza alcun approccio da parte degli altri soggetti interessati, mi sono attivato personalmente per la verifica delle condizioni di sicurezza e adeguatezza igienico sanitaria dell’immobile e parallelamente mi sono adoperato per verificarne la sicurezza idraulica, stante l’evidente prossimità al Rio Moneglia». «La verifica cartografica - afferma Peschiera - ha evidenziato l’assenza delle distanze di legge previste e l’assenza di difese e arginature, e le agenzie regionali preposte hanno segnalato la presenza di un rischio «medio basso» (valutato percentualmente fino al 50%), che con i cambiamenti climatici in corso rappresenta per noi un effettivo e tangibile problema. Consapevole che sono in capo al sindaco la gestione della sicurezza, l’emissione di eventuali allerte ed emergenze di Protezione Civile e l’onere di emanare eventuali provvedimenti riguardanti anche tale struttura, ho espresso parere negativo all’apertura del Cas come previsto dalla normativa vigente. Ritengo infatti che una struttura di questo genere – prosegue il sindaco - possa essere allestita esclusivamente in un ambito di totale sicurezza soprattutto per l’incolumità di ospiti che non hanno una adeguata padronanza della lingua tale da poter recepire i contenuti delle disposizioni impartite. Ciò nonostante il signor prefetto ha inteso minimizzare le mie osservazioni, scaricando in primis sul sottoscritto, così come sul gestore e sull’agenzia di Protezione Civile, i rischi sull’incolumità pubblica dei futuri occupanti, confermando la regolare apertura del Cas nei prossimi giorni. Pertanto, mentre il ministro dell’Interno Minniti alcuni giorni fa ha affermato che il suo obiettivo è chiudere al più presto i Cas, la Prefettura di Parma pensa di aprirne uno nuovo a Calestano di 14 posti (e 16 posti letto) anche superiore alle quote previste dagli accordi Anci/Governo (7-9 posti). Di conseguenza, sono deluso e amareggiato dagli atteggiamenti dei massimi funzionari dello Stato sul territorio verso quegli amministratori che sono prima di tutto cittadini spinti da una vocazione civica e che provano a dare il proprio contributo nella gestione della cosa pubblica nell’interesse della collettività e che non dovrebbero mai sentirsi minimizzati o osteggiati nei propri ruoli».


Migranti a Calestano. Rainieri (LN): “La regione mantenga l’impegno per una accoglienza responsabile e sia contraria al Cas come il sindaco”

“La Giunta regionale e, in particolare, la Protezione civile regionale, ritiene di garantire la sicurezza idraulica dell’edificio nel quale si vuole aprire il nuovo CAS a Calestano nonostante il parere negativo del Sindaco e di assumersi tutte le responsabilità per l’incolumità di ospiti e operatori?” Questa la prima domanda posta in una interrogazione in Regione presentata dal Vice Presidente dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna ed esponente della Lega Nord, Fabio Rainieri, con la quale è stata portata all’attenzione dell’amministrazione regionale guidata da Stefano Bonaccini la vicenda della contrastata prossima apertura nel paese della Val Baganza di un centro per l’accoglienza straordinaria che dovrà ospitare 15 migranti.
“La Regione, soprattutto con l’Assessore al Welfare e Vice Presidente della Giunta, Elisabetta Gualmini, ha più volte ribadito di volere un accoglienza più responsabile rispetto a quelle del comunque e dovunque portata avanti da qualche prefettura – ha dichiarato il Consigliere regionale del Carroccio – Quello di Calestano mi sembra un caso eclatante nel quale, appunto, la Giunta regionale dovrebbe mantenere tale impegno facendo sentire la sua voce. Personalmente sono assolutamente solidale con il Sindaco di Calestano, Francesco Peschiera che, come è altre volte capitato ad altri suoi colleghi primi cittadini della provincia di Parma, si è visto imporre dal Prefetto una soluzione problematica. E questo, non solo per i problemi di sicurezza idraulica dell’edificio di cui dovrebbero essere a conoscenza anche i competenti uffici regionali, ma anche perché Calestano è un territorio che in tema di accoglienza stranieri ha già dato moltissimo. Ricordo infatti che in quel paese la presenza di stranieri è quasi al 20 % con conseguenti problemi di inclusione sociale e sicurezza e che secondo gli accordi tra Stato, Regioni e Enti locali potrebbe ospitare non più di 9 richiedenti protezione internazionale”.