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PERSONAGGIO

Da Fendi a Dior: Beccari nel paradiso della moda

16 novembre 2017, 06:00

Da Fendi a Dior: Beccari nel paradiso della moda

Nicole Fouquè

Da Parma a Parigi con scalo a Roma. Questa il tragitto del parmigiano doc Pietro Beccari, protagonista di una carriera scandita da successi. Dopo 6 anni alla guida di Fendi, la nuova chiamata «alle armi» per assumere un nuovo ruolo di amministratore delegato porta il prefisso francese più altisonante, quello del civico 30 di Avenue Montaigne dove si confezionano sogni da indossare: maison Dior. Un nome - quello del marchio di Bernard Arnault - che solo a pronunciarlo fa capire che la via Emilia ha cullato nel suo grembo un figlio di grande rispetto e che oggi porta nel mondo i colori della città ducale con la quale mantiene un legame strettissimo. «Quello con Parma è un affetto profondo: qui vive la mia famiglia e i miei più cari amici - ha spiegato Beccari -. Da qui sono partito e qui tutt'oggi amo rifugiarmi». Un nuovo traguardo dunque che va a incasellarsi nella lunga lista di nomi di successo che compongono la sua carriera. Partito dalla facoltà di Economia cittadina, Beccari ha iniziato nel gruppo Benckiser a Milano prima di trasferirsi a New York con Parmalat. Il suo incontro con la moda porta la data del 2006 quando sempre una maison parigina, Louis Vuitton, lo chiama come Director of Strategy e Coordinatore Marketing fino al 2009, quando ottiene il ruolo di vice presidente della Communications e Marketing livello mondiale. Poi il rientro in Italia con il passaggio in Fendi dove in questi anni ha rivoluzionato la casa di moda romana accompagnandola per mano verso gli ambiziosi traguardi che hanno caratterizzato la sua gestione. «Pensare a ciò che è stato mi riempie di orgoglio e il primo grazie va alla mia squadra e a tutte le persone con cui ho collaborato - aggiunge Beccari -. Abbiamo realizzato grandi sogni, come la sfilata a Roma nella fontana di Trevi, l'inaugurazione del Palazzo della Civiltà oggi sede del marchio e tutto ciò che abbiamo fatto per valorizzare l'arte». Proprio il legame con la cultura e l'arte è da sempre uno dei temi più importanti nell'operato Beccari in Fendi. La collaborazione triennale con Galleria Borghese, un progetto ambizioso che prevede la costituzione del centro di ricerca Caravaggio Research Institute dove Fendi si è impegnata in un programma espositivo sull'artista che approderà, nel corso di tre anni, in luoghi di massima importanza ed eccellenza, l'inaugurazione dell'aula scientifica creata da Fendi all'interno dell'Istituto per la Conservazione e il Restauro, la mostra a Palazzo della Civiltà Italiana, dal titolo «Fendi Studios», che celebra lo storico legame con il mondo del cinema attraverso un'esposizione innovativa e sorprendente e, l'ultima in ordine di tempo, l'inaugurazione della mostra dedicata al Bernini all'interno della galleria Borghese. «Sono stati anni intensi e ricchi di soddisfazione, difficili da ripetere anche se ci metterò tutto il mio impegno. A Parigi cercherò di riportare lo stesso spirito di squadra, una dose di ambizione necessaria per questo mondo e la cosa più importante: ascoltare, ascoltare e capire perché solo così si può costruire un successo». Senso pratico e valori saldi che lo tengono ancorato a terra senza mai perdere di vista il controllo della realtà: qualità rare per chi vola nello spazio del lusso e dà del tu a divi e personaggi di fama internazionale come Karl Lagerfeld: «Conserverò nel cuore il mio rapporto con lui e le nostre chiacchierate sulle collezioni. Così come la grande amicizia che mi lega a Silvia (Venturini Fendi)». Da Roma quindi Beccari torna a vivere a Parigi dove la figlia ha studiato e dove porterà con sé l'amata affettatrice Berkel per poter gustare al meglio i prosciutti di Parma che non mancano mai sulla sua tavola.

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