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FUNERALE

La lettera della mamma di Mattia

19 novembre 2017, 06:03

La lettera della mamma di Mattia

Chiara De Carli

Mattia Carra è «tornato a casa» in una bella mattina di sole e per accoglierlo, nel giorno dell’ultimo saluto, sono arrivati talmente in tanti che è stato necessario chiudere al traffico l’intero centro di Fontevivo. A fargli «da scorta» nel tragitto tra la camera mortuaria dell’ospedale di Vaio e l’abbazia nel cuore del paese, passando davanti alla casa di via Berettinazza in cui fino a domenica scorsa ha vissuto felice con la sua famiglia, sono stati gli amici del Vespa Club in un lunghissimo sciame colorato nel quale spiccava l’assenza della due ruote gialla di Mattia, restaurata da papà Roberto proprio per permettergli di partecipare ai raduni del club di appassionati di cui tutti in famiglia fanno parte e sulla cui sella viaggiava anche domenica sera quando il destino ha scelto che la sua corsa continuasse in cielo.

Ad attenderlo in chiesa, intanto, c’erano tutti gli amici: quelli del basket, quelli degli oratori, quelli della palestra, i compagni di scuola dell’istituto alberghiero Magnaghi in divisa da barman, i ragazzi del paese e tutti quelli che con lui hanno percorso brevi o lunghi tratti del cammino della vita. A vegliare la bara bianca all’arrivo sul sagrato, anche il gonfalone del Comune listato a lutto e accompagnato dalle autorità cittadine, simbolo del «lutto cittadino» che Tommaso Fiazza ha voluto istituire per sottolineare il sentimento di tutta la comunità. Quella di ieri a Fontevivo è stata infatti ancora una mattina di lacrime, di abbracci e di tristezza ma è piano piano diventata anche il momento del coraggio, dei ricordi di festa, delle piccole sorprese gli amici di Mattia hanno voluto preparare per cercare di dimostrare a Mattia, alla sua mamma, al suo papà e al suo «fratellone» Alex, il grande affetto che tutti provano per lui.

«Non è un addio» hanno detto più volte. «Non è un addio» hanno scritto sullo striscione posizionato accanto al portone dell’abbazia. Poi, durante la messa, si sono fatti forza l’un l’altro e dall’ambone, davanti alla bara, hanno letto i loro pensieri e trasformato in parole quello che era chiuso nel cuore fin dalla sera della tragedia. «Eri riuscito a raggiungere un obiettivo per te molto importante: prendere il patentino per guidare la Vespa e condividere così la passione per le due ruote con tuo papà e tuo fratello Alex. Ognuno di noi conserverà gelosamente il tuo ricordo e il tuo grande sorriso. Sei andato via troppo presto e senza preavviso. Ti vogliamo bene: butta un occhio su di noi ogni tanto» hanno scritto gli amici di sempre, quelli con cui la frequentazione era privilegiata fin dai tempi dell’asilo. Ma le parole non erano abbastanza. Così, da dietro l’altare, è spuntato anche un proiettore e i ragazzi dell’oratorio hanno mostrato a tutti un video realizzato con i momenti più belli trascorsi insieme. Foto di gruppo, di sorrisi, di giochi che erano custodite nei telefonini degli amici e che sono diventate un meraviglioso album di ricordi, concluso con una risata di Mattia «catturata» dal microfono durante una giornata al fiume. Un lunghissimo applauso ha accompagnato la bara bianca, salutata dal volo di decine di palloncini bianchi, prima di affrontare l’ultimo tratto del cammino insieme: quello fino al cimitero del paese dove Mattia riposerà per sempre.

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