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Meningite, la maestra in isolamento al Maggiore

.La vaccinazione? Non è obbligatoria

29 novembre 2017, 06:03

Meningite, la maestra  in isolamento al Maggiore

Mara Varoli

E' in isolamento nel reparto di Malattie infettive ed epatologia del Maggiore l'insegnante che è risultata positiva alla meningite da meningococco. La 40enne parmigiana era arrivata lunedì al pronto soccorso con febbre, una forte cefalea e rigidità al collo. Gli esami hanno confermato il sospetto dell'infezione batterica. Trasportata in reparto, la donna è stata messa in una stanza da sola, dove ha iniziato le terapie antibiotiche. Ora le sue condizioni sono stabili, ma i medici si riservano di sciogliere la prognosi in 48 ore. Insegnante della scuola d'infanzia «Mongolfiera» di via Costituente, la 40enne non era vaccinata contro la meningite. Dopo la segnalazione dei medici dell'ospedale, l'Azienda Usl, il Comune e la scuola hanno avviato la procedura prevista per informare i genitori dei bambini e per iniziare la profilassi. Ieri, i professionisti di Pediatria di comunità e Igiene pubblica dell'Ausl hanno effettuato la profilassi antibiotica per i 168 bambini della scuola e per gli operatori. Anche i famigliari della maestra si sono sottoposti alla terapia. Non solo: i sanitari dell'Ausl prescriveranno gli antibiotici a tutte le persone che sono entrare in contatto con lei negli ultimi dieci giorni. Gli infermieri e i medici che si occupato della paziente devono indossare i dispositivi di protezione individuali, come la mascherina. E chi non li ha indossati ha effettuato la profilassi. «Le condizioni della signora sono stabili e non ha più febbre - conferma Carlo Calzetti, infettivologo dell'Unità operativa Malattie infettive ed Epalogia - Sulla base della cefalea così intensa, è stato effettuato il prelievo di liquido cefalorachidiano, la puntura lombare, che ha confermato il sospetto di meningite. La signora è ora in isolamento: devono passare 48 ore dall'inizio della terapia antibiotica perché non sia più contagiosa». Ma ci vorranno alcuni giorni per capire di che meningite batterica si tratta: «L'analisi è stata fatta e si può conoscere il sierotipo - prosegue Calzetti - o con la crescita del batterio in cultura o con metodiche di biologia molecolare. Non è detto però che queste metodiche possano sempre arrivare alla definizione del sierotipo. I risultati non sono immediati. La signora sta facendo una terapia mirata con un antibiotico che risulta efficace sul meningococco in generale. Per ora le condizioni non sono preoccupanti. Per il meningococco la linea guida prevede sette giorni di terapia di antibiotico, salvo complicanze. Se poi le condizioni di salute lo consentono potrà andare a casa».

La direttrice del Servizio Igiene e Santità pubblica dell'Azienda Usl

«La vaccinazione per un'insegnante non è obbligatoria». Lo specifica subito Marella Zatelli, direttrice del Servizio Igiene e Santità pubblica dell'Azienda Usl. «Anche perché quando la signora era bambina non era previsto questo tipo di vaccino - continua Marella Zatelli -. Sono solo dieci anni che si effettua sui bambini e non è una vaccinazione obbligatoria, ma fortemente raccomandata. Nell'età adulta, invece, è solo consigliata. Così anche per gli insegnanti, ai quali comunque viene chiesto la stato vaccinale».

Per cui, non tutti i bambini sono vaccinati?
«Nemmeno con la nuova legge - risponde la direttrice - la vaccinazione della meningite è tra le dieci obbligatorie, ma è solo tra quelle raccomandate: la copertura dei bambini vaccinati è intorno al 90 per cento».

La profilassi è necessaria anche se un bambino è vaccinato?
«La vaccinazione è comunque quadrivalente e copre i quattro ceppi prevalenti. In questo ultimo caso specifico di Parma, avendo la necessità di fare la profilassi il prima possibile non abbiamo aspettato di sapere il preciso sierotipo della meningite da meningococco della signora. Bisognava aspettare quattro giorni per avere i risultati delle analisi e non è indicato attendere questo tempo, per cui abbiamo preferito profilassare tutti in modo tempestivo, per evitare possibili forme di infezione».

Chi è stato coinvolto nella profilassi?
«Ieri, abbiamo coperto tutte le persone esposte: i 168 bambini e le 22 insegnanti. In un asilo si ha l'abitudine di stare tutti insieme ed è quindi preferibile coinvolgere nella profilassi tutta la popolazione. I famigliari della signora, invece, hanno effettuato la profilassi lunedì direttamente all'ospedale».

Che medicinale viene utilizzato?
«Viene utilizzato lo stesso tipo di antibiotico per bocca, anche se varia la quantità tra bambini e adulti. Una profilassi che è efficace per tutti coloro che possono essere venuti a contatto con la signora con una sola capsula o con lo sciroppo per bambini. E' una profilassi sicura e poco invasiva. Siamo tranquilli».

La meningite è frequente a Parma?
«Non, non è frequente, soprattutto negli adulti. Nel 2016 a Parma ci sono stati 17 casi (dati forniti dall'ufficio stampa dell'Azienda Usl) e quest'anno non ci sono variazioni significative. Sono dati stabili. Il periodo più frequente in cui si verificano i casi è proprio l'autunno inverno». M.V.

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