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Colorno

«Mi piace» al Duce: il sindaco chiede le dimissioni dell'assessore Mori

03 gennaio 2018, 06:02

«Mi piace» al Duce: il sindaco chiede le dimissioni dell'assessore Mori

Cristian Calestani

Un «mi piace» su una pagina Facebook - il «like» dell'assessore comunale esterno socialista Stefano Mori alla pagina «Benito Mussolini duce d'Italia», 94mila «seguaci» in tutto lo Stivale - ha fatto scoppiare un caso politico a Colorno.

Archiviata l'emergenza dell'alluvione della Parma che per un paio di settimane è stata al centro dell'attenzione all'ombra della Reggia, ora deflagra il caso politico. La miccia su Facebook, poco prima di Natale, era stata innescata da un primo post del cittadino Alberto Padovani, presidente di Italia Nostra Colorno e Bassa Est, che aveva scovato il «mi piace» di Mori chiedendone una tempestiva rimozione.

Ora però si fanno sentire le conseguenze politiche di quel «mi piace». Il sindaco di Colorno Michela Canova ed il suo partito il Pd - che forma la maggioranza della lista «SiAmo Colorno», proprio insieme al Psi - hanno chiesto agli alleati di governo socialisti le dimissioni di Mori, sino ad oggi assessore esterno con deleghe alla protezione civile, alle frazioni, alla comunicazione, alla partecipazione e all'innovazione tecnologica.

Il Psi, per ora, prende tempo mentre Mori non rilascia nuove dichiarazioni in attesa che si pronunci ufficialmente il partito, anche se l'impressione è che sia disposto a fare un passo indietro. L'assessore, contattato dalla Gazzetta nel giorno di Santo Stefano, aveva spiegato di non ricordare di aver messo quel like così come di non ricordare se il mi piace fosse stato messo da lui o da un collega con il quale condivide il pc che utilizza per lavoro. Mori aveva poi aggiunto «C'è stato un primo periodo in cui Mussolini ha avviato bonifiche, colonie per i bambini, sabato libero e tante altre iniziative che la storia ha riconosciuto come positive. Però sia chiaro - aveva precisato - io non sono fascista. Anzi, sono socialista, iscritto al Psi e ho anche la tessera dell'Anpi da molti anni». Tra Natale e Capodanno, superata l'emergenza dell'alluvione, la questione è arrivata anche sul tavolo del sindaco. «La mia richiesta di dimissioni - spiega il primo cittadino - non ha nulla a che vedere con il profilo umano dell'assessore Mori, persona di certo non riconducibile a certi estremismi. Tuttavia da amministratori pubblici, ancor più che da semplici cittadini, bisogna prestare molta attenzione rispetto ad alcune leggerezze che non sono tollerabili specie in un periodo storico come quello attuale nel quale assistiamo quotidianamente a tentativi di revisionismo storico o di recrudescenza di certe situazioni. Rispetto a questi episodi servono posizioni nette. Per cui, pur non avendo nulla umanamente contro l'assessore Mori, non ho potuto far altro che chiederne le dimissioni». La richiesta è stata condivisa anche dal Pd di Colorno. «Il nostro è un partito antifascista - ha ribadito la segretaria colornese del partito Donatella Censori - e come tale si è sempre presentato agli elettori. Siamo per il rispetto dei principi della Resistenza e dell'antifascismo. Per questo abbiamo condiviso la richiesta di dimissioni avanzata al Psi dal sindaco. Non abbiamo certo il compito di fare revisionismo o negazionismo storici».

Nei giorni scorsi si è tenuto un incontro tra le segreterie dei due partiti di maggioranza ed ora si attende la posizione ufficiale del Psi. Qualora venissero accettate le richieste di dimissioni è probabile che l'assessore Mori sia sostituito da un altro esponente del Psi - la principale candidata sembra essere la capogruppo del Psi in consiglio comunale Paola Biacchi - mantenendo così gli equilibri della giunta con il vicesindaco Pierluigi Mora ed un assessore espressione del Psi e gli altri due assessori - Valerio Manfrini e Rita Cavazzini - scelti dal Pd.

Se il Psi, cosa ritenuta improbabile, dovesse opporsi alla richiesta del sindaco potrebbe essere lo stesso primo cittadino a decidere di ritirare le deleghe, aprendo di fatto una crisi interna alla maggioranza che, anche nella peggiore delle ipotesi, consentirebbe comunque di governare al Pd che conta 7 voti sui 13 complessivi del consiglio. Ma lo scenario sembra essere tutt'altro. «Ho ritenuto corretto, sul piano politico, che vi fosse un primo passaggio a livello di segreterie di partito in merito a questa problematica - ha chiarito il sindaco - ed onestamente non ho motivo per pensare che il Psi si possa opporre alla richiesta di dimissioni considerato che viene comunque garantita la presenza del Psi in giunta».

Il nome di Paola Biacchi come nuovo assessore incontrerebbe il gradimento del sindaco che però si è detto disposto ad accettare altre candidature esterne dal Psi. Sulla vicenda era intervenuta anche l'Anpi provinciale con una presa di posizione del presidente Aldo Montermini: «Ricordo - aveva sottolineato commentando le dichiarazioni di Mori - che il Mussolini delle bonifiche è lo stesso che è arrivato al potere incendiando le Camere del lavoro, bastonando i sindacalisti e assaltando Parma nel 1922. Mi spiace che certe affermazioni vengano da una persona, come Stefano Mori, che dice di essere iscritta all'associazione dei partigiani».

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