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CINEMA

Noa Zatta protagonista del film di Salvatores

03 gennaio 2018, 06:00

Noa Zatta protagonista del film di Salvatores

Chiara Cabassi

Un inizio d'anno spettacolare per Noa Zatta. La giovane attrice parmigiana è tra i personaggi principali del sequel del Ragazzo Invisibile che uscirà nelle sale domani ed è impegnata, in questa stessa settimana, al Teatro L'Aura di Roma con lo spettacolo “La Regina delle Nevi”.

Il nuovo capitolo della saga fantasy di Salvatores, che riporta nel sottotitolo “Il lato oscuro”, dichiara un cambio di rotta rispetto alla puntata di esordio del supereroe adolescente. Michele Silenti, arrivato alla seconda generazione, ritrova la madre Yelena, interpretata da Ksenia Rappoport, il padre Andrej (Ivan Franek) e, infine, la bionda gemella Natasha impersonata da Galatea Bellugi. Una famiglia speciale, per il vissuto di ognuno e per i superpoteri, per ciascuno diversi.

Salvatores l'ha definito un “romanzo di formazione fantasy”. Insieme al moltiplicarsi degli effetti speciali (della squadra capitanata da Victor Perez, già autore delle animazioni di Harry Potter e Batman, che arrivato da Cordoba a L'Aquila per amore e per studiare al centro sperimentale, dopo il terremoto che l'ha distrutto, ha proseguito la sua formazione a Londra grazie ad una colletta) anche il turbine emotivo degli adolescenti protagonisti. La dimensione di crescita è raccontata insieme alla consapevolezza dei propri poteri, l'affacciarsi alla vita adulta accostata alla presa di coscienza della propria identità, delle proprie radici, alla consapevolezza di ciò che è bene e ciò che è male.

Come una favola, ma con i più sofisticati effetti speciali che il cinema possa offrire, la trama riparte dalle giornate scolastiche di Stella (Noa Zatta) e Michele (Ludovico Girardello) per aprire una porta su un campo di prigionia in Siberia, dove il magnate russo Igor Zavarov (Kristof Konrad) tiene segregate decine di persone per studiare la mutazione che ha conferito loro doni particolari. Salti temporali, scontri, che hanno il centro nella parola potere si susseguono come in una favola: due fratelli separati alla nascita, una tribù da liberare, spettacolari magie da video. I visi giovani dei protagonisti proiettano gli spettatori in un mondo incantato dove i ragazzi ad ogni passo possono scegliere la via del bene o del male. Ecco perché Salvatore lo ha definito un “romanzo di formazione fantasy”.

Trieste sullo sfondo, ma anche la Siberia e Rabat assistono alle battaglie a colpi di fuoco, invisibilità e poteri della mente del giovane cast. Noa è la “normale” di cui è innamorato Michele, condivide la scena con lui e l'altra giovane coprotagonista femminile, ed è l'elemento di confronto dei due fratelli speciali: impegnata tra compiti, feste e ginnastica artistica.

«I piani del racconto si ampliano nel sequel. E' il momento di ritrovarsi, ma anche di scegliere per i due fratelli. Quando si è giovani non sempre è facile capire da che parte è giusto stare. Il ragazzo invisibile è uno dei possibili modi di raccontare ai ragazzi questo tema. C'è la rappresentazione del diverso. C'è il racconto di un modo di fare famiglia e di avere una “tribu”. Tutti elementi che fanno parte del momento di passaggio che è l'adolescenza, della scoperta del “chi sei”. Questo secondo film per me è stato un momento di felicità che mi ha permesso di ritrovare amici, professionisti e possibilità di esprimermi. Quando si finiscono le riprese si comincia a fare il conto alla rovescia per l'uscita del film. Io lo vivo con molta ansia e molta emozione. Sono molto autocritica, vedere il film completo scorrere sul grande schermo, la reazione del pubblico è il momento di verifica del mio lavoro» dice Noa che attualmente oltre agli studi al Liceo Classico Romagnosi (ha 16 anni) è impegnata anche in un progetto teatrale.

Simonetta Checchia (attrice, regista teatrale e madre di Noa) e Bruno Secchi porteranno in scena al Teatro L'Aura di Roma, con le coreografie di Nicoletta Cabassi, La Regina delle Nevi.

«Si tratta di una versione legata alla danza contemporanea, oltre a me in scena c'è la ballerina Camilla Curiel, e a rimandi mitologici dal mito di Persefone. E' un altro possibile racconto di rinascita, una favola eterna di prigionia, lontananza, di buio e luce e infine salvezza. In questo adattamento tra luci tecnologiche e magia io e Camilla interpretiamo molti ruoli e cerchiamo di entrare in una favola che viene restituita per grandi e piccoli. Soprattutto è un'esperienza che ho voluto fortemente perché si avvicina per me l'età legale per poter intraprendere il mestiere di attrice e il teatro è la palestra che più mi insegna, che ho praticato fin da piccolissima, a cui guardo come progetto di vita».

All'anticipazione romana del Ragazzo Invisibile II, di qualche settimana fa, Noa ha rincontrato dopo diversi mesi cast, operatori e il regista.

«E' una festa il ritrovarsi, il condividere un progetto. Ho aspettato che si spegnessero i flash dei fotografi per salutare Gabriele Salvatores. Mi ha fatto i complimenti per come ho sostenuto la parte di Stella, ma soprattutto mi ha detto: ci rivediamo al prossimo set. Ecco questo è un bellissimo sogno per il 2018».

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