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Tre indagati per l'alluvione della Bassa Modenese nel 2014

La Procura vicina alla chiusura indagini per disastro colposo

03 gennaio 2018, 12:40

Tre indagati per l'alluvione della Bassa Modenese nel 2014

La Procura di Modena sta per chiudere la fase delle indagini preliminari relative alle possibili responsabilità umane dietro all’alluvione che nel 2014 ha colpito la Bassa modenese, a seguito della rottura dell’argine del fiume Secchia in località San Matteo. Come riporta l’edizione locale de 'il Resto del Carlinò, infatti, sarebbero tre gli indagati con l’ipotesi di reato di disastro colposo, proprio in relazione all’alluvione che provocò danni per milioni di euro in diversi comuni della provincia emiliana. Indagati che risponderebbero alle figure di un dirigente di Aipo, l’Agenzia interregionale per il fiume Po, che all’epoca dei fatti era responsabile proprio per quel che riguardava l’area modenese. Oltre a lui risulterebbero indagati anche altre due figure che sempre nell’ambito della gestione degli argini modenesi del Secchia avevano, nel 2014 appunto, il compito di vigilare alcuni tratti specifici dell’argine del fiume, compreso quello dove si aprì la falla. I tre sono stati invitati a comparire in Procura, nei prossimi giorni, dove saranno ascoltati dal pubblico ministero titolare del fascicolo, Pasquale Mazzei. Oltre ai danni provocati dall’acqua alle abitazioni e alle attività produttive, a seguito della rottura dell’argine del Secchia, nel comune di Bastiglia perse la vita il 43enne Oberdan Salvioli, inghiottito dall’acqua mentre tentava di aiutare alcuni concittadini alluvionati.