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Colorno

«Like» al Duce, Mori si dimette

04 gennaio 2018, 06:01

«Like» al Duce, Mori si dimette

Cristian Calestani

L’assessore comunale esterno Stefano Mori, finito al centro delle polemiche per l’ormai noto «mi piace» alla pagina Facebook «Benito Mussolini duce d’Italia», si è dimesso. L’annuncio è arrivato ieri in occasione di un’assemblea del Psi provinciale. «Alle volte la sintesi necessaria al giornalismo – ha scritto Mori, esponente Psi, in una nota diffusa in tarda serata facendo riferimento alle sue prime dichiarazioni alla Gazzetta - può lasciare spazio ad interpretazioni variegate. Sintetizzo maggiormente le mie parole con intento chiarificatore ribadendo che le bonifiche, le colonie e il sabato libero sono da me ritenute opere positive per la società, aldilà di chi ne sia stato fautore. Il senso quindi è quello di estimare la “buona politica”. Tutto il resto lungi da me ivi compresa l’ideologia del fascismo. Ho provveduto, non appena mi è stato possibile, alla rimozione del like incriminato, porgendo una stretta di mano all’amico Alberto Padovani, il quale ha dichiarato chiusa la questione. Una questione che è chiusa anche per, l’amicizia deve andare oltre. Tuttavia riconosco le parole del sindaco che ringrazio per la fiducia fino ad ora riservatami, comprendo le ragioni di una leggerezza politica e, nel rispetto della cittadinanza e del paese, che ritengo in questo momento non necessitino di una crisi politica viste le importanti decisioni da prendersi a breve, ho presentato le mie inderogabili dimissioni al sindaco di Colorno Michela Canova così come già verbalmente anticipatole dopo l’uscita del primo articolo della Gazzetta lo scorso 27 dicembre. Con lo stesso rispetto intendo autosospendermi temporaneamente dal partito Psi invitandolo, per le stesse motivazioni di cui sopra, ad astenersi da qualsiasi iniziativa che possa minare il proseguimento amministrativo».

Nel frattempo, Alberto Padovani, il cittadino che per primo aveva messo in evidenza la presenza di quel «mi piace» su Facebook, in una lettera alla Gazzetta ha chiarito la propria posizione. «Non sono un “cacciatore di like”, ho di meglio da fare nella vita, per fortuna. Non sono certo un “hater”, ma navigo con attenzione: credo che i social abbiano un’importanza determinante già oggi nella vita pubblica (non ci vuole uno scienziato per capirlo). Chi non li usa spesso fa solo finta di non usarli, sbirciandoli. Chi li usa male spesso ne paga conseguenze inaspettate. Basti pensare che vengono visionati sempre in caso di assunzione. Mi sono imbattuto nel grave “like” di Stefano Mori su una pagina apologetica del Duce (quindi non una pagina di una forza politica) per puro caso, come spesso avviene quando si naviga su Facebook. Inizialmente non volevo crederci, quindi ho controllato più volte, fino al non avere dubbi. Come prima cosa, senza alcuna dichiarazione pubblica, ho mandato un messaggio al sindaco di Colorno, Michela Canova. Perché al sindaco? Perché la gravità del “like” è connessa all’incarico di assessore comunale, che dev’essere ispirato ai valori repubblicani ed antifascisti dettati dalla Costituzione italiana. Credo di avere agito nel rispetto personale per il bene dell’istituzione, a cui sono legato in modo profondo, anche per i ruoli che ho assunto in un non lontano passato (Padovani fu assessore comunale a Colorno dal 2004 al 2009 nella giunta di Stefano Gelati, ndr). Dopo otto giorni il like era ancora presente sul sito. Solo a quel punto ho scritto un post».

«C’erano - prosegue Padovani - ben otto giorni a disposizione per risolvere la questione nel modo che auspicavo, non avendo nulla di personale nei confronti dei componenti dell’amministrazione, e soprattutto non essendo il mio stile. Bastava togliere il like, cosa molto semplice in realtà. Nei miei intenti non c’era nulla di delatorio, né di politico: la scelta di chiedere le dimissioni dell’assessore Mori è qualcosa di deciso ovviamente dal sindaco. Viene da chiedersi se già non fosse un pensiero pensato, visto come stanno poi procedendo le cose. I cittadini assistono a un ballet

to tra segreterie piuttosto datato, quando i reali e urgenti problemi del paese sono ben altri. Ma sono valutazioni che non spettano a me. Voglio solo ribadire i miei fermi principi antifascisti. Voglio anche ringraziare personalmente Stefano Mori, per l’atteggiamento onesto e gentile avuto nei miei confronti: ci siamo chiariti, e di questo lo voglio ringraziare sinceramente».

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