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Girone d'andata: le nostre pagelle alla serie B

di Paolo Grossi -

04 gennaio 2018, 06:00

Girone d'andata: le nostre pagelle alla serie B

Proponiamo la pagella con i voti alle squadre di serie B dopo il girone d'andata. Il voto più alto non è altissimo perché nessuna squadra quest'anno ha mostrato una netta superiorità sulle altre. Compatta la classifica, compatto anche il range dei giudizi. Purtroppo anno dopo anno, e ancor più dopo l'introduzione di play-off e play-out, pure nella serie cadetta prevale l'esigenza di fare risultato, anche per garantire la sussistenza dei club, e viene meno quel carattere di laboratorio tattico che spesso ha contraddistinto la seconda serie, contribuendo a formare i migliori tecnici oggi su piazza. Diverse squadre per fortuna continuano a schierare, seppure non in gran numero, quei giovani che in serie A trovano invece sempre meno spazio.

PALERMO 7,5

I rosanero sono primi e visto l'equilibrio generale, possono sorridere per avere 5 punti di distacco sulla terza. Erano i favoriti della vigilia avendo mantenuto buona parte del gruppo appena sceso dalla A. Zamparini ha dato fiducia a un tecnico non giovane, ma esordiente in serie B: Bruno Tedino non è riuscito a riproporre il gioco sbarazzino e spettacolare del Pordenone, ma è stato abile nel gestire situazioni scottanti: dal fiato di Zamparini sul collo a un pubblico che non tifa più alle nazionali che l'hanno lasciato tre volte senza otto titolari. Ha la miglior difesa alla pari con il Parma e davanti s'affida alla verve di singoli eccelsi come Trajkoski, Coronado, Nestorovski.

CITTADELLA 7

E' vero che il club veneto è ormai abituato a restare a questi livelli di classifica, ma da un anno all'altro, con la regia di Iori come fil rouge, si ripete il miracolo di una squadra che cambia vari elementi, resta competitiva e gioca pure un buon calcio. E' un punto dietro il Parma.

PARMA 7

E' pur sempre una neo promossa, pur avendo allestito una rosa coi fiocchi investendo cifre importanti. Senza le difficoltà in attacco dell'ultimo mese, quand'è rimasto privo di prime punte, probabilmente sarebbe tra Palermo e Frosinone. Giocare bene lo abbiamo visto in rare occasioni (Cremonese, Salernitana, Foggia) ma la B è questa e gli infortuni hanno pesato molto. D'Aversa, spuntato davanti, ha pensato bene di blindarsi dietro, e sulla solidità difensiva, oltre che sulla cura nei calci piazzati, ha costruito le attuali fortune.

BARI 7

Come il Palermo, s'è affidato a un tecnico debuttante, addirittura all'esordio con gli adulti dopo aver guidato la Primavera della Juve. Grosso ha fatto tesoro del fattore campo e all'inizio ha stentato in trasferta. Poi ha trovato un certo equilibrio, arrivando a vistosi compromessi come l'atteggiamento abbottonato esibito col Parma. La rosa è folta e ricca sul piano tecnico, soprattutto in attacco. Con pochi ritocchi ripartirà in quarta.

CREMONESE 7

Altra neopromossa che ha investito molto e, come il Parma, ha puntato su elementi di grande esperienza, affidandosi per di più a un veterano della panchina come Tesser. Ha avuto un andamento regolare, stabile, e ha trovato strada facendo i gol di Paulinho che hanno portato punti pesanti. Alla ripresa la sfida-rivincita col Parma dirà cose importanti.

FROSINONE 7

Non è più una delle retrocesse, ma ha superato alla grande lo choc della rocambolesca mancata promozione dell'anno scorso. L'allenatore Longo aveva alle spalle una sola stagione in B ma è stato bravo ad adattare le sue idee tattiche alla presenza di un fantasista come Ciano, capace, con gol e assist, da fare spesso la differenza. E' una squadra molto fisica, sicuramente destinata a restare lassù fino alla fine, grazie anche a un pubblico caldo e un club ambizioso.

VENEZIA 6,5

Terza neopromossa che ha fatto le cose per bene. ha speso meno delle consorelle ma ha fatto tesoro fin quasi al giro di boa di una eccellente saldezza in fase difensiva. Un Pippo Inzaghi alla Nereo Rocco ha costruito su catenaccio e contropiede le imprese più belle, come quella di Bari. Globalmente l'ex gialloblù ha cavato il sangue dalle rape, anche perché il fattore campo, nel suo caso, non può incidere più di tanto.

EMPOLI 6,5

I toscani vantano la coppia d'attacco «regina» del campionato (Caputo e Donnarumma hanno messo assieme 26 reti), hanno avuto il paracadute delle retrocesse eppure sono «solo» terzi, con l'aggravante di aver esonerato, in quella posizione di classifica, il tecnico scelto a inizio stagione, Vivarini, cosa assai insolita per un club sempre equilibrato. La sensazione però è che, individuati un paio di ritocchi, i toscani nel ritorno possano fare di più.

SPEZIA 6,5

Partenza così così, tanto che l'esordiente tecnico Gallo è stato a lungo in discussione, poi è arrivata la quadratura del cerchio. Incassando pochi gol, avendo davanti Granoche, Gilardino e Marilungo, si può fare strada. E infatti con 13 punti nelle ultime 5 gare i liguri sono saliti al sesto posto e promettono di insistere. D'altra parte arrivarono ai play-off anche l'anno scorso.

CARPI 6,5

I modenesi possono essere contenti. In estate hanno rinnovato la rosa all'insegna dell'austerity, si sono affidati all'allenatore più giovane e inesperto della categoria, eppure sono lì, al decimo posto con vista sui play off che l'anno scorso li hanno visti cedere solo in finale. Anche in questo caso il fattore campo non può incidere, rendono di più grinta e mestiere di tanti giocatori.

TERNANA 6

Non stupitevi: gli umbri sono sempre stati nei bassifondi ma sono tra i pochi che hanno provato a proporre un calcio più emozionante, a volte pagando dazio per questo, specie in termini di rimonte subite al fotofinish. Sarà il mercato a questo punto a dire se potranno salvarsi o no.

SALERNITANA 6

Con Bollini i campani si erano abbonati alle rimonte impossibili, come a Parma e Avellino, poi hanno perso spunto e Lotito ha cacciato il tecnico. Anche loro però, a tratti, hanno saputo mostrare un buon calcio, con lacune in fase difensiva.

AVELLINO 6

Senza infamia e senza lode la squadra di Novellino, che in troppi frangenti ha mostrato carenze di personalità pur disponendo di un campo caldo. In compenso, nella generale incostanza che caratterizza questa B, hanno saputo fare buone cose in avanti pur avendo perso ben presto per infortunio il talentuoso Morosini.

ENTELLA 6

Ha ceduto giocatori importanti come Caputo e nella nuova versione non si poteva pretendere che lottasse in alto. Ha avvicendato un tecnico giovane con uno più navigato e pare potersi salvare, anche se dovrà soffrire.

BRESCIA 5,5

Non aveva certo una rosa da primi posti, e si era capito che il blitz al Tardini era un exploit sporadico. Infatti ha moltp faticato e forse Cellino ha avuto fretta nell'esonerare Boscaglia. Marino non è abituato a lottare per la salvezza.

FOGGIA 5,5

Ha fatto solo 22 punti, concedendo frotte di gol, e oggi sarebbe retrocesso, ma almeno ha cercato sempre di giocare su ogni campo e la società ha resistito al malvezzo di cambiare tecnico alle prime difficoltà.

CESENA 5,5

Da quando è arrivato Castori ha messo su un passo più spedito e incassato meno gol. In zone così basse pare solo di passaggio, ma per ora il piatto piange.

ASCOLI 5

L'inedita coppia Fiorin-Maresca in panchina non ha funzionato, il ko di Favilli ha fatto il resto. Con Cosmi sta ritrovando la speranza e qualche innesto è doveroso.

PERUGIA 5

Con il potenziale che si ritrova essere a 6 punti dai play-off è uno smacco. Giunti e Breda non hanno saputo estrarre tutte le qualità da una rosa assai valida. L'attacco funziona, la difesa, a partire dal portiere, no.

NOVARA 5

Vale il discorso fatto per il Perugia. Il gruppo di Corini dovrebbe essere a ridosso dei play off per quantità e qualità. C'è anche un certo pubblico, una società seria, mancano solo i punti in classifica.

PROVERCELLI 5

La rosa era forse risicata, ma è certo che Grassadonia e, ultimamente, Atzori, non l'hanno valorizzata. Servirà un bel tagliando in gennaio per provare a salvarsi, ma sarà molto dura.

PESCARA 5

La squadra di Zeman per ora è un po' il flop del torneo. Lo status di retrocessa, il valore del tecnico e soprattutto la qualità di tanti giocatori, peraltro non tutti giovani, lasciavano presagire ben altri orizzonti. Invece non s'è quasi mai visto neppure il proverbiale bel gioco del boemo, la cui panchina infatti ha traballato. Anche qui il mercato porterà diverse modifiche.