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Via Trento

Incubo-rapine alle sale slot: un dipendente mette in fuga il bandito

04 gennaio 2018, 06:00

Incubo-rapine alle sale slot: un dipendente mette in fuga il bandito

Laura Frugoni

«Certo che sono venuti anche da noi... per ben due volte. Nella prima il rapinatore impugnava un coltello, nella seconda una pistola ma il mio collega è riuscito a metterlo in fuga».

Ecco la (buona) notizia: nella lunga e inquietante spirale di rapine alle sale-slot parmigiane, finalmente s'è registrato anche un flop. E se il secondo agguato alla «American Slot» all'inizio di via Trento, il 27 dicembre, è finito miseramente il merito è del giovane dipendente che quella sera stava dietro il bancone: ha avuto il fegato di affrontare da solo il rapinatore armato («i soldi? non te li do») e di metterlo in fuga con un paio di strattoni ben assestati.

Siamo andati a cercarlo, se non altro per dirgli bravo. Lui scuote la testa, cortese ma irremovibile: «No, guardi: preferisco non dire niente... c'è un'indagine in corso. Magari più avanti, quando le cose si saranno risolte». Prudenza più che comprensibile. Fisico tutt'altro che da Maciste, sguardo dritto da tipo tosto, accetta i complimenti con un sorriso. «Faccio questo lavoro da anni ormai e in un quartiere come questo bisogna farsi rispettare».

Dunque, la serie nera s'è finalmente interrotta: otto raid in venti giorni nel mese di dicembre è una media che fa tremare, l'ottavo è proprio quello andato male in via Trento.

Gennaio è appena cominciato e ancora non si muove foglia, ma risulta difficile pensare che abbiano deciso di fare i bravi e cambiar vita nell'anno nuovo. Più probabile che si siano presi una pausa, anche perché questi raid stanno sollevando un certo clamore, e non poca apprensione. I templi delle slot machine sono un bel grappolo disseminato in città, quasi sempre in quartieri molto abitati. Più di una volta, il mese scorso, un residente-sentinella ha chiamato in Gazzetta: «Hanno appena fatto una rapina sotto casa mia. Dalla finestra ho visto uno che scappava...».

Non è proprio un panorama rasserenante. Poliziotti e carabinieri ci stanno lavorando, ovviamente zitti e muti.

Cosa trapela dei rapinatori incubo delle sale slot? Si presentano imbacuccati per non far vedere la faccia, arma variabile: coltello o pistola. Dall'accento non dovrebbero essere italiani: dell'Est Europa. Sono almeno in due che si alternano negli agguati (a volte però arrivano in coppia): non è detto che la banda sia più numerosa. Seriali, facile capire perché siano così ostinati a battere il ferro: convinti di aver scelto un obiettivo facile, il bottino che portano via ogni volta è piuttosto magro. Incassi da cinquecento, al massimo mille euro, milledue. Non cifre stellari, se però cominci a fare le somme di tutti i colpi il gruzzolo diventa ragguardevole. Ben più alto del mensile a cui arriva un operaio, un impiegato o un poliziotto a cui tocca dar la caccia ai predatori delle sale slot.

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