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Colorno

Ancora un treno soppresso: pendolari a piedi fino a Casalmaggiore

06 gennaio 2018, 06:00

Ancora un treno soppresso: pendolari a piedi fino a Casalmaggiore

Cristian Calestani

È successo di nuovo. Giovedì il treno 20354 della linea Parma-Brescia previsto in partenza da Parma alle 18.13 è stato soppresso e almeno venti pendolari casalaschi che lavorano nel Parmense hanno deciso di fare ritorno percorrendo a piedi (cosa assolutamente vietata) il ponte stradale tra Colorno e Casalmaggiore. I pendolari erano nelle stazioni di San Polo, Colorno e Mezzano Rondani quando dall'altoparlante è stata annunciata la soppressione del treno a causa di «un intervento di manutenzione straordinaria in sede di deposito».

«Alle 18.15 è stata annunciata alla stazione di San Polo la soppressione del treno previsto per le 18.23. Ho chiamato un collega di lavoro – racconta un pendolare residente a Casalmaggiore con attività lavorativa a San Polo – e gli ho chiesto se potesse gentilmente accompagnarmi sino all'imbocco del ponte». Il collega si è offerto di fare il «giro lungo» da Boretto-Viadana per portare a casa il pendolare che però si è «accontentato» di essere trasportato sino all'inizio del ponte per poi intraprendere la lunga passeggiata sino alla sponda casalasca. Una scelta che ormai adottano in tanti.

«Il problema è che non ci sono mezzi alternativi ad un treno sempre più inaffidabile – commenta il lavoratore -. Basterebbe una rete ferroviaria funzionante per rendere il tutto più agevole». Questi disagi sono stati segnalati più volte dal Comitato TrenoPonteTangenziale, anche in un esposto contro Trenord presentato alla Procura per chiedere di valutare se nella gestione del servizio ferroviario della linea Parma-Brescia vi siano «condotte omissive e commissive suscettibili di rilevanza penale» per l'eventuale punizione dei colpevoli. Nell'esposto si era messo in evidenza come, a fronte dell'aumento degli utenti della ferrovia non vi fosse stato nessun adeguamento del servizio.

Trenord, in una lettera firmata dal responsabile legale, ha sostenuto di aver «incrementato del 50% i posti disponibili per oltre il 40% dei convogli; di «aver portato la capacità del treno più frequentato della linea da 136 a 340 posti a sedere» e di «aver aggiunto un nuovo treno da Parma a Piadena». Trenord ha poi sostenuto che «la principale causa generatrice di ritardi, amplificati dalla conformazione a binario unico della linea, è da ricondurre essenzialmente ad una limitazione infrastrutturale, non ascrivibile a Trenord, tra Casalmaggiore e Parma che determina un rallentamento ad 80 km/h per oltre 14 km su una tratta che, di norma, dovrebbe essere percorsa dai treni a 120 km/h». Quindi il passaggio più contestato dai pendolari: «Trenord fornisce il servizio sostitutivo a mezzo autobus in caso di eventuali soppressioni di treni», bus che i pendolari, però, non hanno mai visto.

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