Sei in Archivio bozze

IL CASO

Poste di via Verdi, la telenovela delle raccomandate

06 gennaio 2018, 06:00

Poste di via Verdi, la telenovela delle raccomandate

Antonio Bertoncini

Prima di Amazon c'era il «postal market», che «quando arriva è una festa». Di solito non è così per le raccomandate: è più facile che siano grane che comunicazioni di vincite alla lotteria. Chi le riceve di solito non fa salti di gioia, e ancora meno ne fa se nella cassetta della posta trova il rotolino in cui si dice che l'oggetto si può ritirare fra due giorni nell'ufficio postale vicino a casa.

E se poi «l'oggetto a firma» non è disponibile neppure lì, l'arrabbiatura rischia di moltiplicarsi.

A raccontare la sua «avventura” è un signore di Parma, Gianluca Calderini: «Il 2 gennaio – spiega – sono uscito dallo studio alle 14.35 e ho trovato nella cassetta delle lettere due avvisi di giacenza, depositati alle 14,30, per altrettante raccomandate, da ritirare a partire dal giorno 4 presso l'ufficio postale di via Verdi. Evidentemente il postino non aveva suonato il campanello, ma ho pensato che fosse sovraccarico di corrispondenza. Così mi sono armato di pazienza e il 4 mattina mi sono puntualmente recato all'ufficio indicato».

«Lì, dopo un'ora di coda, mi sono sentito dire, e come me molti altri, che il plico delle raccomandate non era stato ancora registrato, quindi non era possibile procedere alla consegna. Mi sono arrabbiato, e le due impiegate presenti, gentili e disponibili, mi hanno fornito 4 numeri telefonici ai quali avrei potuto rivolgermi per avere spiegazioni. Li ho chiamati insistentemente, ma nessuno ha risposto. Oggi (ieri per chi legge) sono tornato e senza code sono entrato in possesso delle mie raccomandate».

«Ma evidentemente c'è qualche problema organizzativo. Quell'ufficio è piccolo, forse inadatto ad un eccessivo carico di lavoro. Comunque è giusto segnalare il disservizio perché vi venga posto riparo».

La direzione delle Poste, da noi interpellata, si riserva di valutare il caso specifico, ma il direttore Alessio Di Dio non si sottrae dal commentare l'episodio: «Per il disservizio che si è verificato non possiamo che presentare le nostre scuse ai clienti che ne sono stati vittime, anche se mi pare di capire che il giorno dopo tutto sia tornato alla normalità. Purtroppo i nostri uffici lavorano spesso in situazioni di emergenza in periodi di sovraccarico di lavoro, poi quello di via Verdi è effettivamente un ufficio piccolo, con orari di apertura limitati, che può fare più fatica di altri a lavorare gli “oggetti a firma” entro i tempi previsti, in attuazione di un decentramento delle raccomandate deciso di recente, che abbiamo dovuto applicare».

«Le raccomandate in giacenza vengono consegnate al centro la sera stessa e da lì inviate la mattina successiva alle sedi di destinazione, che hanno un giorno di tempo per registrarle e renderle disponibili per la consegna. Evidentemente c'è stato un intoppo durante questo percorso. Cercheremo di evitare che succeda di nuovo in futuro».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Abbonati per leggere l'articolo integrale pubblicato sulla Gazzetta di Parma in edicola e accedere alle altre notizie esclusive del giornale di oggi

Costo: 6€/mese

Se sei già un utente abbonato a Gweb+

L'abbonamento a Gweb+ consente l'accesso alla versione integrale degli articoli più interessanti del quotidiano oggi in edicola.Il costo è di solo 6 euro al mese Iva inclusa (invece di €8) utilizzando come modalità di pagamento PayPal