Sei in Archivio bozze

Lutto

Addio a Camurani, l'ultimo liberale

07 gennaio 2018, 06:02

Addio a Camurani, l'ultimo liberale

Michele Ceparano

Uno tra gli ultimi veri liberali. Questo era Ercole Camurani, reggiano di origine ma da tempo residente a Salsomaggiore, spentosi ieri all'ospedale di Reggio Emilia a 78 anni dopo aver lottato con grande dignità contro la malattia. Del liberalismo politico, unito a un grande amore per la libertà, aveva fatto la sua bandiera. La storia e la cultura erano comunque il suo pane quotidiano, come potrà confermare chi abbia avuto la fortuna di passare da casa sua. Una casa-archivio. Una biblioteca, prima che una casa. Archivi, documenti, libri, ricerche che Camurani aveva raccolto con passione, competenza e curiosità. Nato a Reggio Emilia il 17 dicembre del 1939, nel 1954 entrò nell'organizzazione giovanile del Partito liberale italiano, dove ricoprì ruoli dirigenziali fino a diventare nel 1962 vicesegretario nazionale della Gioventù liberale. Collaboratore dell'onorevole Alberto Ferioli, tra la metà degli anni Sessanta e quella dei Settanta guidò la sezione del Pli di Reggio, fino a divenire segretario regionale dei liberali. Assieme a quella politica svolse un'intensissima attività pubblicistica tra le altre pubblicazioni su «Saggi», «Alternativa», «Scuola Aperta», «Reggio liberale» e «Reggio Oggi». Collaborò a lungo anche con le Fondazioni Luigi Einaudi di Roma e di Torino. Fu anche consigliere comunale a Reggio tra il giugno del '70 ed il luglio del '72, poi divenne capo della segreteria del leader del Pli Giovanni Malagodi, a quel tempo ministro del Tesoro nel governo Andreotti. Quell'anno fondò l'Istituto per la storia del movimento liberale, un centro per la promozione di studi e ricerche sul liberalismo e per la raccolta delle relative fonti bibliografiche e documentarie, di cui fu presidente. Allontanatosi con l'inizio del 1977 dalla politica attiva, continuò però a scrivere di storia e di economia, come testimoniano la direzione di «Analisi», rivista di economia, politica e cultura della Federazione dell'industria emiliano-romagnola. Fu poi tra i fondatori della cooperativa Analisi Trend e curò la produzione della rivista «Libro Aperto», fondata da Malagodi. Fu anche comproprietario della casa editrice Li Causi. Quando Luciano Violante era presidente, la Camera dei deputati acquistò l'archivio dell'Istituto per la storia del movimento liberale di Camurani, un «tesoro» che contiene anche dei documenti che gli erano stati donati da importanti personalità del Pli, tra cui Luigi Einaudi. Un passaggio, dallo studioso reggiano alla Camera dei deputati, che si tinse anche di mistero e di cui si interessarono i media. Da quell'archivio, come raccontò Camurani stesso allo storico Francesco Perfetti che sulla vicenda pubblicò un articolo su «Il Giornale», sparirono due buste di documenti che molto probabilmente contenevano informazioni importanti sulla morte di Mussolini. Camurani sentì di nuovo «il richiamo» della politica quando nacque Forza Italia. Poi, però, preferì vivere la politica come osservatore. Un osservatore sempre molto informato. Saggio e arguto. Nel frattempo, trasferitosi a Salsomaggiore, Camurani iniziò a dirigere una collana per l'editore Mattioli 1885 sulla storia dell'Emilia del Nord, soprattutto delle zone di Parma e Reggio, che annovera parecchie pubblicazioni. Scrisse anche su Salso, il luogo in cui aveva deciso di vivere, testi come «La guerra del sale» e la «Bibliografia di Salsomaggiore, di Tabiano e dei castelli, del sale e del legno». Instancabile, Camurani in questi ultimi tempi stava lavorando ad altre opere importanti: una sul rapporto tra Einaudi e il Pli, un'altra sull'ambasciatore Antonio Meli Lupi di Soragna e, infine, una bibliografia del liberalismo mondiale per cui aveva raccolto migliaia di titoli, perfino giapponesi, americani e africani. Camurani lascia la sorella Gisetta, il figlio Massimiliano e il nipote Davide. Oltre a tanti amici a cui mancheranno i suoi preziosi consigli e la sua gioia di vivere. Così infatti lo ricorda Fiorenzo Sicuri che, oltre a essergli stato amico, negli ultimi anni ha collaborato alle collane dirette da lui. «E' stato un uomo generoso e operoso - dice Sicuri -, un vero gentiluomo, nei modi e nell'animo. Una persona di antico stampo. Era un liberale, non solo dal punto di vista delle idee politiche, ma anche nella vita di tutti i giorni. Non faceva mai pesare la sua cultura e aveva una concezione della vita improntata ai valori della libertà». Un liberale vero.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Abbonati per leggere l'articolo integrale pubblicato sulla Gazzetta di Parma in edicola e accedere alle altre notizie esclusive del giornale di oggi

Costo: 6€/mese

Se sei già un utente abbonato a Gweb+

L'abbonamento a Gweb+ consente l'accesso alla versione integrale degli articoli più interessanti del quotidiano oggi in edicola.Il costo è di solo 6 euro al mese Iva inclusa (invece di €8) utilizzando come modalità di pagamento PayPal