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Parma

Via Garibaldi, chiude lo storico negozio di Angela

Vendeva oreficeria e bigiotteria, creme e profumi. E una volta entrò Renzo Arbore

di Chiara Cabassi -

07 gennaio 2018, 06:00

Via Garibaldi, chiude lo storico negozio di Angela

Non aveva un nome l’attività di via Garibaldi dove ora c’è una saracinesca abbassata di un bel colore amaranto. Era, semplicemente, il negozio di Angela Campanini. Piccolo scrigno di bellezza affacciato sul monumento a Verdi. Una bottega storica, che, anche prima di lei, ospitava un’antica profumeria. Angela ha proposto, per quarant’anni, nella via che porta al Regio, piccole voliere, balletti di pesciolini, cammei con inchini di dame, simpatici animaletti, ramage floreali, fiocchi e arditi mosaici di colori sotto forma di bigiotteria e oreficeria artigianale. «Credo sembrasse un negozio un po’ fané. Era certamente diverso dagli altri». Dice Angela riavvolgendo il nastro di una vita dietro il banco pieno di gioie e ninnoli: «Ma ha resistito. Il mio orgoglio è nell’aver portato avanti l’attività soltanto con il mio gusto. Non avevo fornitori fissi. Compravo e vendevo quello che mi piaceva. Parigi, le fiere, i piccoli artigiani. Setacciavo come volevo gli ambienti e sceglievo secondo quello che per me era bello, meritevole. Ho proposto pezzi unici e serie d’effetto, credo piccole opere che hanno precorso e superato la tendenza del momento. Il maculato come il ritorno della lavorazione a cammeo, le pietre nere come i tocchi di rosso festoso. Ho avuto la possibilità di mettere in vetrina quello che mi ha conquistata». Angela con il suo sorriso luminoso e il bulldog francese Grugno ha scritto una lunga pagina nella vita di via Garibaldi. La sua vetrina, che si è illuminata per l’ultima volta la sera di Capodanno, era una tappa sognante che calamitava le signore di passaggio. Cascate di perle, giri di coralli e le variazioni in oro rosso delle spille Liberty esposte come in quadro. Alzate di specchi, carte decorate, libri e scatoline preziose, frutti e piume componevano un palcoscenico fatto di monili con un gusto deciso: eccentrico senza eccessi, elegante, ma di sicuro effetto. «Molte clienti sono venute a salutarmi - dice Angela negli ultimi momenti tra l’arredo ciliegio della sua profumeria -, la mia licenza comprendeva la tabella 14, potevo vendere praticamente di tutto. E così ho fatto. E’ stato il mio negozio anche in questo. Guanti, golfini, cappelli, anche creme e profumi, bigiotteria e oreficeria sopra le righe: campionari scovati in giro. Anni fa entrò Renzo Arbore. Comprò un paio di occhiali destinati all’amica Marisa Laurito. Fece molti complimenti per gli oggetti e per il negozio. Ma il complimento più bello me l’hanno fatto le clienti alla festa di chiusura. Portiamo ancora oggetti presi da te molti anni fa, sono inossidabili, sia per la qualità sia perché non passano di moda, mi hanno detto». Il segreto di una bottega storica è proprio questo: battere il tempo. Ma anche lasciare un segno. «Angela è una perdita importante per Strada Garibaldi - dicono ad esempio, Daniele Spotti ed Elena Veneziani titolari del bar Paganini, insieme a Lalla e Carla di Mademoiselle -. Angela è una forza della natura. Una donna schietta e forte che sapeva infondere sicurezza e buonumore. Ci lega una lunga amicizia. Ci mancheranno lei e il suo negozio». Sottolinea Silvia Magri della boutique Island: «Le sue vetrine erano un portento. Quando passavo con mia figlia, ancora bambina, Francesca si incantava davanti a quegli spettacoli di bellezza. Aveva molto gusto, ma è stata anche una presenza vitale tra noi commercianti della strada. Con lei se ne va un altro dei gioiellini di Parma, un altro dei negozi storici che facevano raffinate e particolari le vie del centro».