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ALLARME

«C'è una bomba» ma era un giocattolo

08 gennaio 2018, 06:02

«C'è una bomba» ma era un giocattolo

Luca Pelagatti

La voce al telefono sembrava quella di chi non ha nessuna voglia di scherzare. Anche se l'argomento, francamente, avrebbe potuto far sorgere più di qualche dubbio.

«Venite subito, c'è una bomba a mano in viale Rustici», ha scandito un uomo chiamando l'altra sera il 113. E per essere più preciso ha anche spiegato la tipologia di ordigno: «Si tratta di una bomba a mano di tipo ananas» ha aggiunto usando il termine tecnico usato per definire le bombe che si vedono nei film di guerra. Ma il Lungoparma non è certo una zona da conflitto in corso.

Così, con qualche sospetto, sul posto sono arrivate una pattuglia delle volanti e una vettura del Radiomobile dei carabinieri che hanno trovato ad attenderli chi aveva telefonato. Che senza perdere tempo ha indicato la bomba a terra. O almeno quella che sembrava proprio essere una bomba.

Occorreva fare qualcosa: e gli uomini delle forze dell'ordine non hanno perso tempo. Sono immediatamente scattati i protocolli previsti per casi come questi. E una telefonata è partita per mettere in preallarme gli artificieri che in casi come questi devono intervenire per mettere in sicurezza l'ordigno. Stabilendone anche la reale pericolosità.

Ma in questo caso l'ora era abbastanza tarda e c'era il rischio che per prevenire rischi si dovesse chiudere la strada e, persino, evacuare chi abitava li intorno. Per questo uno dei poliziotti in servizio con le volanti ha deciso di approfondire. E analizzare meglio quell'«ananas» dallo strano colore verde brillante.

Non è servito altro: l'agente ha compreso che non poteva trattarsi di un vero ordigno da guerra e l'ha afferrato con mano ferma. Avendo la conferma che si trattava di un giocattoli di plastica che mai avrebbe potuto esplodere. E che l'unico boato che poteva provocare era quello creato da un bambino che con la bocca facesse «boom» fingendo di essere un parà.

Non solo: per essere più certo il poliziotto ha smontato l'oggetto, che all'interno era vuoto, facendo rientrare l'allarme. E avvertendo gli artificieri che avrebbero potuto trascorrere la giornata di festa tranquillamente a casa propria. Senza nulla da fare esplodere.

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