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SICUREZZA

Boom dei controlli di vicinato: 1.300 cittadini coinvolti

08 gennaio 2018, 06:03

Boom dei controlli di vicinato: 1.300 cittadini coinvolti

Chiara Pozzati

Basta camminare per strada Corte delle grazie, immersa nella placida atmosfera di Roncopascolo, che i loro occhi ti si piantano addosso. Auto sospette, personaggi inquietanti, via vai poco graditi: tutto viene captato dalle “sentinelle elettroniche”. Non è stato semplice, ma la macchina si è messa in moto. E il modello sicurezza “fai da te” è stato esportato dalla Bassa alla Valparma.

Sono già più di 1.300 le persone pronte a far scorrere le dita sugli smartphone per aggiornare le chat in diretta. In appena un anno e mezzo sono già a quota 37 i gruppi di Controllo di vicinato (Cdv) che hanno messo radici nel Parmense, di cui 16 solo in città. Gruppi guidati da uno o più coordinatori per una sicurezza davvero partecipata. Attenzione: non enclavi di rassegnazione all’autodifesa –assicurano i protagonisti – piuttosto avamposti di speranza contro una microcriminalità crescente. Ma andiamo a vedere com’è mutata la geografia delle vie “fortino”, a cominciare dalla città. Da Roncopascolo – dove ha preso il via il progetto pilota che ha fatto scuola – a strada Pontasso (laterale di via Martiri della Liberazione, alle spalle di via Volturno). E ancora largo Mercantini (costola di via Calatafimi), Vigheffio (che oltre al centro della frazione conta su un gruppo tra strada Vigheffio e via Tronchi), le cosiddette frazioni del Cittadella (tra Botteghino e Porporano) e Coloreto. Tra le new entry degli ultimi mesi del 2017 spiccano via Bevilacqua-Felice da Mareto (Malandriano) e quartiere Farnese (Molinetto). Ma le “ronde virtuali” hanno preso il via anche nella zona Sud: a Carignano, Gaione e Vigatto, oltre che a Marano, Eja e in via Gulli. Il buon vicinato con una marcia in più però ha attecchito anche in Provincia. Come testimoniano i nove gruppi decollati a Varano Melegari, i cinque gruppi a Noceto e gli altri cinque nati nella Pedemontana. Come dimenticare poi Basilicagoiano – un gruppo nato spontaneamente nel 2011 ma diventato formalmente Cdv solo negli ultimi anni – e Basilicanova. L’ultimissimo in ordine di tempo è il Comune di Fontevivo che, proprio nei giorni scorsi, ha dato il via libera fissando un regolamento ad hoc. Va detto che altri comuni hanno già approvato il progetto e sono ai blocchi di partenza: parliamo di Collecchio, Fontanellato, Busseto, Sala Baganza e Fornovo. Per questo attualmente non è ancora possibile ottenere una mappa completa dei Cdv presenti in provincia. Niente sceriffi, per carità, ma persone che amano il proprio quartiere, lo conoscono a menadito e non hanno nessuna intenzione di sostituirsi alle divise. Vietato prendere iniziative, perché il fulcro rimane aiutare le forze dell’ordine senza mettere a repentaglio la sicurezza personale. Ecco perché è essenziale il legame con agenti e militari del territorio. Si tratta di realtà più o meno collaudate nate nella pancia della città e della periferia metropolitana, dalla Bassa alla Pedemontana. Dopo anni di segnalazioni, petizioni, esposti, filmati di soprusi da vetrine e balconi, un piccolo esercito del buon vicinato sta allargando le sue schiere.

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