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Emergenza

Borgo Romagnosi, allarme a un passo da via Mazzini

09 gennaio 2018, 06:02

Borgo Romagnosi, allarme a un passo da via Mazzini

Michele Ceparano

«E dire che abitiamo a pochi metri da via Mazzini...». C'è rabbia nelle parole di alcuni residenti di una centralissima zona di Parma, quella che da borgo Romagnosi, per metà ancora oggetto di lavori e perciò chiusa al traffico, forma quasi un angolo retto con via Ospizi Civili. Una «zona ad alto rischio» che comprende i gradini della scalinata che porta su viale Toscanini e vicolo San Quirino. Già, borgo Romagnosi; una strada di «saracinesche abbassate».

«Negli ultimi giorni - spiega un residente - sono successi in sequenza diversi episodi che ci hanno convinto definitivamente a rivolgerci al giornale per far conoscere a tutti quello che succede anche qui in centro, proprio dietro via Mazzini». In pochi giorni elenca una rapina ai danni di un'anziana in mezzo alla strada, e un furto in un appartamento (entrambi denunciati alle forze dell'ordine). Inoltre, i residenti di questa zona si lamentano fortemente per la presenza, dal pomeriggio in poi di gruppi di extracomunitari che bivaccano sui gradini che da borgo Romagnosi portano a viale Toscanini. Gente che beve, schiamazza, fa i propri bisogni per strada e che, se qualcuno li invita a tenere un atteggiamento più civile, risponde con le minacce. Vicino c'è appeso un cartello che invita a comportarsi bene. Ma sono parole davvero al vento.

«La situazione è diventata intollerabile - prosegue il portavoce dei residenti -. All'inizio di novembre abbiamo avuto un incontro con l'assessore comunale alla Sicurezza Cristiano Casa e gli abbiamo espresso le nostre preoccupazioni. Da allora, però non è cambiato quasi nulla. Dobbiamo dare atto che, con l'installazione di una telecamere in galleria Polidoro, certe brutte facce da lì sono sparite. Ma poco distante, in certi orari, c'è pieno di gente su quei gradini». Accanto a lui c'è un giovane che gestisce il bar di borgo Romagnosi e che qualche volta li ha anche affrontati. «Stanno lì tutto il giorno - spiega -, bevono e sporcano per terra. Fanno anche i loro bisogni. Una volta gliel'ho detto: “Comportatevi bene o andate da un'altra parte”. Sono esasperato perché, con quella gente che bivacca a pochi metri dal mio bar, di qui passano in pochissimi e quasi nessuno entra nel mio locale». E loro come hanno reagito? «Per tutta risposta hanno iniziato a minacciarmi - risponde -, a urlarmi di farmi i c.... miei e di non rompere le scatole. Ho avuto paura e mi sono dovuto chiudere dentro al bar perché temevo che mi aggredissero». .

Più o meno quello che succede spesso a un altro residente che ha il garage poco distante. Tutte le sere ci sono dei brutti ceffi che stazionano davanti all'entrata e a cui bisogna chiedere addirittura il permesso per entrare. Non molto tempo fa, inoltre, in via Ospizi Civili un uomo aveva trovato nel cortile un tizio che l'aveva minacciato con un coltello e l'aveva addirittura inseguito, tanto che per sfuggirgli la vittima aveva dovuto rinchiudersi nell'auto. A questo poi vanno aggiunti furti sulle auto, razzie nelle cantine e biciclette che spariscono. «Nella via siamo stati anche tre giorni senza luce - continua a spiegare il portavoce dei residenti - dal 28 al 30 dicembre. Potete immaginare che allegria, ci sentivamo fuori dal mondo. A pochi metri da via Mazzini...».

A lui il 2 gennaio hanno svaligiato la casa. «Ero via e mi hanno telefonato di tornare indietro perché a casa mia erano penetrati i ladri - racconta -. Mi hanno addirittura scardinato la porta, adesso l'ho rimessa ma è danneggiata. Una volta dentro hanno messo a soqquadro tutto portando via gli oggetti d'oro che c'erano: orologi, collane, anelli. Hanno rubato perfino una macchinetta del caffè. Il tablet e il computer invece non li hanno presi. Un furto da sette-ottomila euro. Se penso che questo furto sia collegato con la brutta gente che gira nella via? Non lo so, ormai non escludo niente. So solo che così non si può più continuare. Specialmente quando scende il buio. Abbiamo bisogno di aiuto».

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