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POLITICA

Forza Italia lancia la campagna elettorale

09 gennaio 2018, 06:00

Forza Italia lancia la campagna elettorale

Antonio Bertoncini

Per Forza Italia la campagna elettorale è già cominciata. Archiviate le batoste subite dopo il crollo della Giunta Vignali, il partito di Berlusconi riparte con rinnovate energie, come il suo capo, con l'obiettivo di trovare anche a Parma una nuova età dell'oro. A suonare la carica della riscossa è il coordinatore regionale Massimo Palmizio, che nel presentare i nuovi “dipartimenti tematici”, cuore e cervello di un partito che, più che alle tv, sembra volersi appellare direttamente al popolo, ha reso nota la sua ricetta per andare a caccia di collegi “contendibili” (così li ha definiti) su tutto il territorio dell'Emilia Romagna. Accanto a lui la parmigiana Laura Schianchi, che guiderà il dipartimento regionale per le pari opportunità (intese non solo nel rapporto fra uomini e donne, ma anche sulle tematiche più ampie del welfare, a cominciare dalla disabilità), e Cristiano Calori, che coordinerà i dipartimenti tematici dell'intera provincia di Parma.

In sala, da segnalare anche la presenza non casuale di alcune vecchie conoscenze dalla politica parmigiana, come Alfredo Stocchi e Giovanni Paolo Bernini. Se il primo si mette a disposizione solo «per dare una mano», il secondo è pronto ai blocchi di partenza per un ritorno, dopo alcune vicissitudini giudiziarie e una condanna in primo grado: «Ho passato anni durissimi – ci ha detto Bernini – ma non ho mai mollato e non ho nessuna intenzione di farlo. Oggi il panorama è completamente diverso. Nei mesi scorsi ho ricevuto una telefonata che mi ha fatto rinascere (non è improbabile che dall'altro capo del filo ci sia stato il capo di Forza Italia). Mi è stato chiesto di tornare in campo e così sono pianamente a disposizione, pronto ad affrontare nuove battaglie politiche».

Come dire che punta decisamente alla candidatura in un collegio uninominale nella lista di quelli “contendibili”.

Palmizio in questa fase nomi non ne fa («li avete già anticipati voi», ha detto rivolto alla stampa), ma non fa misteri sulle strategia in atto per riportare in campo Forza Italia anche a Parma, in un contesto in cui «i sondaggi danno l'alleanza di centro destra ad oltre il 35% anche in Emilia Romagna, e la presenza forte di Liberi e Uguali, con Bersani ed Errani, potrebbe produrre effetti importanti a nostro vantaggio».

«Nel vertice ad Arcore – spiega Palmizio – abbiamo stabilito che Forza Italia e Lega abbiano il 40% ciascuno dei collegi uninominali, mentre il 20% andranno al partito della Meloni e qualche posto sarà riservato alla cosiddetta quarta gamba. In Emilia Romagna non sappiamo ancora quale sarà la ripartizione, ma le disponibilità sono tante e io sto lavorando per presentare proposte nominative in tutti i collegi di competenza, poi ci adegueremo alle decisioni prese dai vertici. Punteremo ad inserire i candidati più forti nei collegi che realisticamente potremmo conquistare, quelli che non comprendono le città capoluogo. Per vincere faremo il giusto mix fra giovani e politici collaudati e conosciuti, che potrebbero occupare i due terzi delle candidature disponibili. E soprattutto cercheremo di portare a Roma deputati e senatori del posto, perché potrebbero darci un grande aiuto a conquistare la Regione nel 2019».

Un quadro, questo, in cui Bernini si inserisce perfettamente, anche se fino all'ultimo resterà appeso alle decisioni che si prenderanno ad Arcore e a Roma.

Intanto Laura Schianchi, Cristiano Calori e gli altri coordinatori dei neonati dipartimenti sono già al lavoro «per far tornare anche a Parma Forza Italia al ruolo che le compete», senza risparmiare qualche frecciata a Pizzarotti («un'amministrazione che non ha sentimenti verso i disabili, che sono dovuti scendere in piazza per far valere i loro diritti») e con un occhio attento alla riconquista di Salsomaggiore («Dobbiamo tornare al governo della città e questa volta essere capaci di tenercela»).

Insieme ai dipartimenti, scenderanno in campo anche i “difensori del voto” (come dire rappresentanti di lista pronti a dare battaglia su ogni scheda) per rispondere ad un altro pallino di “Re” Silvio, che ancora non ha digerito i 34.000 voti che lo separarono da Bersani nel 2013: a coordinarli a livello regionale sarà Anna Bersanelli, stretta collaboratrice di Palmizio, che ha già il computer zeppo di planimetrie e di numeri di collegi e sezioni elettorali da presidiare una a una. In una campagna così incerta anche un voto contestato potrebbe essere importante.

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