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BASEBALL

Meli: «Il Parma Clima pensa in grande»

09 gennaio 2018, 06:00

Meli: «Il Parma Clima pensa in grande»

Gianluca Calestani

Esistono due tipi di sponsor. Da una parte ci sono quelli che mettono a disposizione delle società una determinata disponibilità economica e poi seguono con distacco le sorti delle squadre, dall'altra autentici appassionati che decidono di vivere il proprio ruolo in maniera più completa partecipando con attenzione anche ai momenti organizzativi e agonistici delle formazioni che portano il loro nome sul petto.

Di questa seconda categoria faceva parte Mario Salvarani, preziosissima spalla di Aldo Notari ai tempi della mitica Germal. E ne fa parte anche Luca Meli, il presidente di Parma Clima arrivato al secondo anno di partnership con il Parma baseball.

«Sono sempre stato appassionato di baseball, ho seguito le imprese della squadra nei tempi d'oro, ho conosciuto dirigenti e giocatori ma poi mi sono allontanato da questo mondo – spiega Meli -. Nel 2017 mi sono riavvicinato sapendo che Parma è una piazza dal palato fine nella quale si è radicata la cultura del baseball e nella quale è stata fatta la storia di questo sport».

Meli ha però trovato una situazione ben diversa rispetto a quella degli anni d'oro.

«Tutto lo sport di Parma ha vissuto momenti di grande difficoltà – afferma Meli -. Sono scomparse discipline di grande tradizione come basket e pallavolo e anche il baseball di vertice ha rischiato di fare la stessa fine. Ho pensato che fosse necessario fare qualcosa di concreto per il futuro, dare tranquillità sistemando alcune situazioni pregresse e aiutare la squadra ad avere stabilità e maggiore serenità».

Il presidente di Parma Clima ha lavorato in sinergia con il consiglio societario intervenendo anche nel corso dello scorso campionato.

«Ho grande stima del presidente Paolo Zbogar, senza di lui la squadra sarebbe sparita - sottolinea Meli -. E' una persona competente che finalizza il proprio impegno alla ricerca del meglio per la società. Ho trovato risorse motivate anche nel consiglio direttivo e nei responsabili del progetto tecnico: tra loro il direttore sportivo Renaud e la famiglia Fontana, persone che lavorano nell'ombra portando risultati fondamentali».

I risultati sportivi della stagione 2017 non sono stati pienamente soddisfacenti.

«Ci aspettavamo di più – ammette Meli -. Qualcosa non ha funzionato a dovere, i giocatori stranieri non hanno reso secondo le aspettative e abbiamo mancato l'obiettivo minimo dell'accesso ai playoff. Per il 2018 ho chiesto ai nostri dirigenti di costruire una squadra prevalentemente italiana. Alcune formazioni giocheranno con pochissimi italiani mentre io vorrei che Parma diventasse un'autentica università del baseball nella quale trovassero spazio i migliori prodotti del baseball nazionale. Guido Poma gode di tutta la mia stima, mastica baseball da sempre, conosce il campionato italiano ed è la persona giusta per portare avanti il nostro progetto».

Il ritorno di Poma e di Sambucci e l'approdo a Parma di un talento quale Paolini sembrano sposare questa politica.

«E' così - conferma Meli -. La nostra campagna di rafforzamento non è ancora finita, puntiamo su un paio di giovani italiani ai quali dare spazio. A giorni annunceremo il nome del ricevitore straniero che affiancherà Deotto e poi sceglieremo due lanciatori stranieri che possano fare la differenza».

Il progetto di Luca Meli per il Parma del futuro non si ferma solo al rafforzamento della squadra.

«Anche se non è di nostra proprietà desideriamo migliorare il nostro stadio sistemando la logistica per la squadra e le strutture di accoglienza per gli appassionati – conclude Meli -. Il pubblico del baseball è paragonabile a quello del Teatro Regio, partecipa quando si aspetta di assistere a uno spettacolo di alto livello. Personalmente ho promesso un premio alla squadra nel caso vincessimo lo scudetto: non sono un matto o un sognatore, io ci credo».

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