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Immergas riparte dopo l'alluvione

10 gennaio 2018, 06:00

Immergas riparte dopo l'alluvione

Andrea Vaccari

Sessantamila metri quadrati ricoperti di acqua, con punte fino a circa un metro e mezzo di altezza. Questo il quadro nel quale si sono trovati a operare proprietari, dirigenti e lavoratori di Immergas dopo l'esondazione del torrente Enza, lo scorso 12 dicembre. A distanza di circa un mese dall'evento, l'azienda – in tempi da record – è riuscita a rimettersi in marcia e già in questi giorni ricominceranno alcune spedizioni. Abbiamo fatto il punto della situazione con Ettore Bergamaschi, direttore marketing e comunicazione dell'azienda, che ha illustrato le varie fasi della ripresa.

«Dopo l'arrivo della piena – spiega – il 14 ci siamo già messi al lavoro con badili e tira-acqua insieme agli operai delle ditte specializzate. Volontari e operai sono riusciti a liberare l'azienda intorno al 28 dicembre, dopo intere giornate di lavoro che hanno conosciuto una sosta solo per la Vigilia e per Natale. Dopo soli nove giorni lavorativi è tornato in funzione il magazzino ricambi, così come sono stati riattivati i servizi di pre e post vendita». Passi avanti anche dal punto di vista della produzione: «I primi macchinari – prosegue Bergamaschi – sono tornati in funzione dopo Capodanno: tra questi, una pressa da 400 tonnellate. Tutte e 13 le nostre linee di produzione sono finite sott'acqua e stiamo lavorando per farle ripartire: stiamo verificando motori e ingranaggi, puntiamo a far ripartire per prime quelle che trattano prodotti a più alta rotazione ed entro fine mese una dovrebbe già rientrare in funzione. Di questo passo, stimiamo che Immergas potrà tornare a pieno regime, ossia a produrre agli stessi ritmi mantenuti sin all'11 dicembre, intorno a maggio o giugno». Di fatto, l'alluvione ha interrotto quello che per Immergas ha rappresentato un anno record, in termini di fatturato. E in vista del futuro, i piani non cambiano, nonostante lo sgradevole «imprevisto»: a marzo l'azienda parteciperà come di consueto all'importante fiera di settore che si terrà a Milano e a settembre-ottobre è in programma a Lentigione l'inaugurazione del nuovo centro ricerche.

«Vogliamo far capire che per noi non è cambiato nulla – chiude Bergamaschi – e che di fatto è come se l'azienda si fosse presa un raffreddore ed è stata qualche tempo in malattia, dopo aver preso un'aspirina. Nessun posto di lavoro degli oltre 6oo è mai stato in discussione, e per farci forza abbiamo coniato un motto quantomai appropriato, visto l'accaduto: inonderemo il mercato di caldaie».

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