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Pericolo

Strada Argini, dove nessuno rispetta i limiti

10 gennaio 2018, 06:01

Strada Argini, dove nessuno rispetta i limiti

Enrico Gotti

Vietato rallentare: strada Argini è un circuito di velocità, tra fossi e incroci, curve e campi. Per capire le proteste dei residenti, che da anni segnalano la pericolosità di questa strada, bisogna mettersi nei loro panni: fermare la macchina, scendere in strada, camminare sul ciglio dell'asfalto, nel fango, con gli spostamenti d'aria prodotti delle auto, in corsa a 100 chilometri all'ora dove il limite è la metà.

Solo l'altro ieri, lunedì, ci sono stati due incidenti, in questa strada che collega Parma con Basilicanova e che prosegue oltre fino alle prime colline, verso l'Appennino. C'è stato uno scontro frontale fra due auto, che si sono distrutte e hanno piegato il muro e la cancellata di una casa, a Porporano, dopo la prima curva che si presenta per chi proviene dalla città. I vigili del fuoco e i soccorritori in ambulanza si sono precipitati nel luogo dell'impatto e hanno portato i feriti al pronto soccorso, uno dei quali in condizioni serie. Sempre lunedì, un camion diretto in un prosciuttificio si è rovesciato poco prima del comune di Lesignano Bagni, con il suo carico.

Non sono casi isolati: c'è uno stillicidio di episodi analoghi nella strada che costeggia l'argine del torrente Parma: il 3 novembre dello scorso anno due auto si sono scontrate e sono finite nel fosso, uno dei due automobilisti è stato ricoverato in ospedale; nel maggio del 2017 un trentenne è finito fuori strada e si è schiantato contro un albero, in strada argini, all'una di notte, ed è stato ricoverato in rianimazione. Nel 2016 ci sono stati tre scontri frontali: Il 7 febbraio fra auto e moto, il 21 luglio all'altezza di Santa Maria e l'8 giugno 2016, sempre nella stessa strada.

Per gli abitanti il problema centrale è la velocità. Più volte si sono verificati incidenti nella curva di Porporano, dove lunedì c'è stato lo scontro fra due auto. Al centro della frazione, per far rallentare gli automobilisti, è stato installato un semaforo a chiamata, ma anche schiacciando il pulsante la luce resta lampeggiante. Più avanti, verso Marano, la strada si restringe e ci sono diversi punti critici, dove spesso le auto finiscono fuoristrada, e rari sono i marciapiedi e i guardrail di protezione dai fossi.

Le famiglie che abitano a Porporano, all'altezza dell'incrocio con via Greggia, nel 2017 hanno raccolto firme e presentato un esposto in prefettura, in Comune e Provincia, per chiedere di migliorare la sicurezza per i pedoni e gli automobilisti. In questi anni sono riusciti a ottenere la modifica dei cartelli: dai 90 chilometri all'ora sono riusciti a ottenere il cartello con il limite dei 50 chilometri all'ora, in un piccola isola di case, attraversata da mezzi pesanti e leggeri ad alta velocità. Ora chiedono che sia fatto qualcosa per far rispettare quel limite.

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