Sei in Archivio bozze

Felegara

Ventunenne muore sulla nave che lo riporta in Italia

10 gennaio 2018, 06:00

Ventunenne muore sulla nave che lo riporta in Italia

Giuseppe Labellarte

La morte lo ha assalito all'improvviso. Misteriosamente. L'ha colto in uno dei giorni più belli della vita. Jihed Akremi, 21enne felegarese stava rientrando a casa dalla Tunisia dove si era recato per organizzare il fidanzamento ufficiale con la ragazza dei suoi sogni. Anche lei tunisina. Anche lei residente in Italia.

Un malore l'ha assalito nella cabina della nave, mentre era da solo. A causa della grande richiesta di passaggi, a conclusione delle festività natalizie, Jihed e la futura moglie non hanno trovato posto sullo stesso traghetto. Inizialmente, lei avrebbe dovuto rientrare da sola. Quando lui ha pensato di raggiungerla, non c'erano più posti. Per cui sono stati costretti a dividersi. Per non rivedersi più.

Non è ancora chiaro cosa sia successo negli ultimi istanti di vita del ventunenne. Sarà il medico legale, durante l'autopsia, a cercare di fugare ogni dubbio, ogni sospetto.

Al momento si sa solo che domenica scorsa, Jihed è morto a bordo di una nave della «Grandi Navi Veloci» durante il viaggio dal porto di Tunisi a quello di Genova. La tragedia si è consumata in mezzo al mare, dopo alcune ore di navigazione. Dalle prime ricostruzioni avrebbe avuto solo il tempo di chiedere aiuto all'equipaggio, perdendo poi conoscenza. Assistito dal medico di bordo, nonostante le cure, è prima finito in coma e poi è deceduto. Fra le ipotesi più accreditate per spiegare il decesso ci sarebbe quella di una crisi ipoglicemica, che avrebbe colpito il giovane, che soffriva da anni di una grave forma di diabete. Dopo la tragedia il comandante della nave ha subito avvertito la polizia di frontiera.

Quando il traghetto della Gnv è attraccato a Genova, a bordo sono saliti gli agenti della Polmare e il medico legale di turno, che ne ha diagnosticato il decesso del giovane. Il magistrato ha disposto il sequestro della salma e l'esecuzione dell'autopsia, che sarà svolta nell'istituto di Medicina legale di Genova.

La notizia dell'improvvisa scomparsa del giovane è arrivata come un fulmine a ciel sereno nella frazione medesanese, dove la sua famiglia vive da 25 anni. Jihed, primo di 4 figli, aveva due fratelli e una sorella più piccoli. Era conosciuto in paese come un bravo ragazzo, diviso tra lavoro, famiglia e fidanzata. Si era specializzato frequentando un corso del Forma Futuro di Parma e, da un anno, lavorava come metalmeccanico, nella stessa ditta del padre.

Il suo lavoro lo portava spesso in trasferta a Bergamo e in diverse altre zone del nord Italia. Era spesso lontano da casa ma, quando poteva, tornava sempre dalla propria famiglia e dalla propria ragazza.

Il gruppo di giovani di Felegara che sono cresciuti con lui lo ricorda come un amico sincero e dal gran cuore, «non riusciamo ancora a credere che quello che è successo sia vero –spiegano - L'abbiamo sentito pochi giorni fa, ci diceva che stava tornando e che il viaggio era andato bene. Era un grande amico, uno di cui ti potevi fidare».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Abbonati per leggere l'articolo integrale pubblicato sulla Gazzetta di Parma in edicola e accedere alle altre notizie esclusive del giornale di oggi

Costo: 6€/mese

Se sei già un utente abbonato a Gweb+

L'abbonamento a Gweb+ consente l'accesso alla versione integrale degli articoli più interessanti del quotidiano oggi in edicola.Il costo è di solo 6 euro al mese Iva inclusa (invece di €8) utilizzando come modalità di pagamento PayPal