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Fornovo

Commercio: qualche luce, troppe ombre

11 gennaio 2018, 06:00

Commercio: qualche luce, troppe ombre

Donatella Canali

Con l'Epifania, al via i saldi. Parallelamente, per i commercianti, è tempo di bilanci sull'ultima fase dell'annata, quella natalizia, la più sostanziosa. Come per gli ambulanti, anche per la maggior parte degli operatori in sede fissa, in questa fase storica, poter confermare i dati dell'anno precedente è già un buon risultato, consapevoli della concorrenza spietata dei centri commerciali.

Per questo e altri motivi, fiscali o burocratici che siano, l'attività commerciale è diventata sempre più faticosa. Anche se la si fa con passione. «Nel mese di dicembre - spiega la titolare di un negozio di erboristeria- abbiamo avuto una lieve flessione rispetto all'anno scorso. Si può affermare che l'andamento degli ultimi tre anni è stato costante, si è stabilizzato in sostanza, dopo il picco di cinque anni fa, dovuto in buona parte al trasferimento dell'attività e quindi all'attrazione di nuovi clienti, che prima non ci conoscevano». Soddisfatti per gli affari «sotto l'albero» gli operatori del negozio di abbigliamento sportivo: «Il Natale 2017 è stato in linea con lo scorso anno - afferma infatti la titolare - i saldi vanno invece un po' a rilento, anche perché tendiamo a offrire promozioni anche durante l'anno». Bilancio negativo per diverse attività del centro storico, che hanno registrato una notevole flessione.

«Per quanto mi riguarda - afferma una commerciante di oggettistica e complementi di arredo - la situazione è peggiorata, rispetto allo scorso anno. Nel 2017 ho venduto più a novembre che nel periodo natalizio ma questo dato non ha assolutamente compensato le minori entrate di dicembre. Anche i saldi sono partiti molto lentamente». Tra i motivi individuati per il trend negativo, non ultimo il trasferimento del mercato ambulante, da alcuni mesi concentrato nella parte bassa del paese. «Avere il mercato distribuito in diversi punti del centro - spiega una commerciante - significa avere più passaggio, quindi più possibilità di attrarre nuova clientela, oltre a quella consolidata. La ritengo una scelta infelice».

Segno più, invece, per l'attività di merceria: «Non sappiamo dire con certezza per quale motivo - affermano le titolari - visto che abbiamo proposto tipologie di prodotti, novità e corsi come l'anno precedente, ma il Natale 2017 è andato decisamente meglio. Le persone hanno girato fino all'ultimo, mentre lo scorso anno, nelle due settimane precedenti il Natale, non passava quasi nessuno». Stabili, rispetto agli anni scorsi, le vendite di un'attività di abbigliamento bimbi, che conferma l'avvio fiacco per il periodo di saldi. Si spera, in generale, di veder incrementare gli affari verso la metà del mese, con l'arrivo dello stipendio nelle casse delle famiglie.

Al mercato

Dopo lo shopping natalizio, al via i saldi. In una stagione commerciale che a Fornovo registra luci e ombre: non trova sempre conferma la ripresa dei consumi, rilevata dai dati nazionali, nemmeno nel mercato ambulante. Anzi. Facendo un giro tra le bancarelle, le considerazioni raccolte tra gli operatori non spiccano per positività. Se, in generale, i prodotti alimentari «tengono botta», per altre merceologie il periodo resta difficile. La stabilità è, per molti, la massima aspirazione: «Nel mese di dicembre - afferma ad esempio un commerciante di abbigliamento uomo - abbiamo mantenuto l'andamento dello scorso anno. Facciamo i mercati nella Bassa e in collina, in alcuni si lavora più che a Fornovo ma, in generale, rispetto al passato i nostri incassi si sono dimezzati e da diversi anni ci siamo rassegnati a questa situazione. Sono contento - afferma - se si riesce a “galleggiare”». Ancora più netto il parere di una commerciate di biancheria per la casa: «Non so proprio da dove vengano i dati positivi. Per me, che lavoro ormai da quarant'anni in questo settore, qui come nei mercati della Lombardia, è sempre peggio. Dicembre, poi, è stato disastroso. Credo che la causa principale, al di là della concorrenza dei grandi centri sia il fatto che la classe media, quella che frequentava il mercato, sia stata la più penalizzata, per non dire azzerata, dalla crisi. Vengo dal mantovano e, se si aggiunge che ora devo fare un giro dell'oca, mancando il ponte di Casalmaggiore, se c'è una giornata di pioggia non mi muovo, perché so già che non si fa nulla». Più «festoso» l'andamento natalizio per il banco di cappelli e accessori. «Il periodo di dicembre- spiega la titolare- è stato positivo: non recupera il resto dell'anno ovviamente più fiacco ma credo che ci si debba ormai adeguare a questi ritmi». Anche secondo il commerciante di complementi di arredo, in arrivo ogni martedì da Castelnuovo Monti «la ripresa non c'è: se ci si guarda attorno, mancano circa venti banchi». Do.C.

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