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'NDRANGHETA

Gigliotti e quella società per finanziare la cosca

11 gennaio 2018, 06:03

Gigliotti e quella società per finanziare la cosca

Georgia Azzali

Un imprenditore a capo di un'azienda «vera», non una delle tante scatole vuote della galassia mafiosa. La G.F. Nuove Tecnologie è una società del settore impiantistica con 300 dipendenti e un buon giro d'affari, ma gli investigatori non hanno dubbi sull'identikit di Franco Gigliotti, il patron, originario di Crucoli, nel Crotonese, finito dietro le sbarre: un imprenditore «pienamente organico alla consorteria 'ndranghetistica cirotana», sottolinea la procura di Catanzaro nella richiesta di arresto. A Parma da anni, aveva costruito un piccolo impero, con partecipazioni in una ventina di società che spaziavano dall'impiantistica al turismo, dall'immobiliare all'alimentare fino al mondo dello sport. Ma Gigliotti non ha mai dimenticato la sua terra d'origine. Vuole diventare numero uno nel settore del riciclaggio della plastica nella zona di Cirò. Nulla di male, se non fosse che la creazione della G-Plast, la società fondata nell'autunno del 2015 nel suo paese natale, sarebbe stato un modo per «finanziare la cosca contando sul potere di intimidazione della cosca stessa per assumere una posizione leaderistica nel settore del riciclaggio della plastica», scrive il gip Giulio De Gregorio nell'ordinanza di custodia cautelare.

Lontano da Parma, l'affare G-Plast, ma cruciale per la ricostruzione dei rapporti tra Gigliotti e la cosca Farao-Marincola. L'imprenditore parmigiano ha il maggior numero di quote della G-Plast, mentre sua nipote Maria Francesca Gigliotti (finita ai domiciliari) ne è formalmente l'amministratrice. Allo stesso indirizzo di Cirò Marina, c'è però un'altra azienda che opera nel settore del riciclaggio della plastica, la AG Film srl. Un'impresa formalmente intestata a Francesco Aloe, ma - secondo gli inquirenti - riconducibile a Giuseppe Spagnolo, elemento di spicco della cosca, già condannato in via definitiva per associazione mafiosa. E già dal settembre del 2015 il boss - che ieri si è costituito - si sarebbe mosso più volte dalla Calabria per venire al Nord, facendo tappa a Parma e incontrando Gigliotti. L'obiettivo? Entrare in società. «Gigliotti Franco - scrive il pm nella richiesta d'arresto - diventa socio di Spagnolo Giuseppe, provvedendo a finanziare, secondo precise disposizioni impartitegli da quest'ultimo, le attività della AG Film srl. Inoltre, costituiva un'altra società sempre operante nel settore del riciclaggio della plastica, che si affiancava alla AG Film srl».

E questa nuova azienda è propria la G-Plast, che Gigliotti riesce a mettere in piedi dopo aver acquistato parte delle attrezzature dalla AG Film. Il prezzo della cessione? 83mila euro. Una cifra sproporzionata rispetto al valore di mercato di quelle attrezzature, perché «si trattava, in realtà, in base ai riscontri intercettivi - sottolinea il gip nell'ordinanza - di una compravendita volta a giustificare (rectius: dissimulare) il finanziamento erogato da Gigliotti Franco alla cosca cirotana». Inoltre, in base ad altri accertamenti fatti dagli investigatori nella banca dati dell’Agenzia delle entrate, non risulta stipulato alcun contratto di compravendita e/o locazione, né per la cessione di attrezzature e macchinari, né tantomeno per l'affitto o la vendita dello stabilimento di località «Fatagò», dove hanno sede tutte e due le società.

Insomma, nessun acquisto da parte di Gigliotti, ma una «donazione» alla 'ndrangheta. Che - secondo gli inquirenti - gli avrebbe consentito di garantirsi un posto al sole nel settore del business della plastica con il benestare del clan di Cirò.