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Sanità

Ospedale di Borgotaro, ecco tutti i numeri del 2017

13 gennaio 2018, 06:03

Ospedale di Borgotaro, ecco tutti i numeri del 2017

Franco Brugnoli

All'inizio di ogni nuovo anno è consuetudine stilare il bilancio dell'attività svolta da un ente, da un'azienda o da una struttura ospedaliera.

Iniziamo quindi oggi ad esaminare i dati positivi dell'attività svolta, nel 2017, dall'Ospedale «Santa Maria» di Borgotaro.

Accantoniamo quindi, per un attimo, la dolorosa questione relativa alla avvenuta chiusura del «Punto nascita», un tema, però, a quanto pare, ancora aperto e motivo di tante giuste manifestazioni di protesta.

Esaminiamo, quindi, in altre parole, i dati rassicuranti, relativi, per l'esattezza, ai primi nove mesi del 2017.

Non va mai dimenticato quindi che il «Santa Maria», sostenuto anche da continue donazioni e supporti, non è soltanto l'ospedale delle Valli del Taro e del Ceno, vanto e punto di riferimento per gli abitanti della montagna, ma è anche una valida struttura d'eccellenza, che fa parte della rete ospedaliera provinciale.

Da un primo bilancio, i dati, appunto fino a settembre scorso, confermano un più 14 per cento del numero di dimessi, rispetto allo stesso periodo del 2016: 2.647, contro i 2.319, di cui 1.195 casi chirurgici.

In aumento anche le prestazioni ambulatoriali, in cui si registra un più 10 per cento: 43.851 contro le 39.833 del medesimo periodo dell'anno precedente, di cui, rispettivamente, 27.896 e 25.994 per esterni, cioè effettuate in regime ambulatoriale, a persone non ricoverate o prese in carico dal Punto di primo intervento.

«In questo sistema – spiega Elena Saccenti, direttore generale dell'Ausl di Parma – ogni nostro ospedale gioca un ruolo importante ed utile a garantire le migliori cure ai cittadini, su tutto il territorio provinciale».

E il nosocomio valligiano, è giusto non dimenticarlo, continua ad avere reparti all'avanguardia, in grado di curare malati provenienti anche da fuori provincia e da fuori regione.

Anche in questo caso, i dati sono chiari. Il «trend» della mobilità attiva, registrata negli ultimi anni, è in crescita: con 384 persone nel 2014, 437 nel 2016 e 527 nei primi 10 mesi del 2017, di cui 445 provenienti da fuori regione, in primo luogo da Toscana e Liguria. Di questi 527, 188 sono stati ricoverati nel reparto di Ortopedia.

Emergenze, gestione h24: all'ospedale di Borgotaro sono presenti medici dell'emergenza territoriale, che assicurano attività di pronto soccorso, guardia medica, emergenza territoriale, oltre che urgenze intra-ospedaliere e trasporti in urgenza verso altre sedi ospedaliere, a cui si possono affiancare cardiologi e rianimatori, in base al quadro clinico del paziente.

«Per le sue caratteristiche, il punto di primo intervento dell'Ospedale di Borgotaro - prosegue Elena Saccenti - è un servizio adeguato per le competenze professionali presenti e l'organizzazione data».

Sono attivi 2 posti, nell'Unità Operativa di Medicina Interna, adibiti a osservazione breve internistica, di supporto al punto di primo intervento, per la gestione di pazienti, che richiedono un periodo di osservazione (per diagnosi e terapia) non superiore alle 24 ore.

Il personale della Medicina Interna, oltre a garantire continuità assistenziale «no-stop», è responsabile del ricovero e della gestione dei pazienti critici, in forza della multidisciplinarietà dei suoi componenti, specializzati in medicina interna, nefrologia, cardiologia, medicina d'urgenza, malattie metaboliche.

Sono anche attivi 3 letti «monitorati di area critica», per chi necessita di elevata intensità di cura e monitoraggio.

A questo si aggiunge che uno specialista rianimatore è presente, in ospedale, 24 ore su 24.

Inoltre qualche settimana fa è arrivata dall'Ente nazionale assistenza al volo l'autorizzazione all'utilizzo dell'elisuperficie anche di notte.

Da non dimenticare, poi, l'attenzione alla formazione dei professionisti. Numerosi sono gli specializzandi che fanno esperienza al «Santa Maria», ad esempio, nelle discipline di chirurgia generale, igiene e medicina preventiva, malattie dell'apparato respiratorio, medicina d'emergenza-urgenza, medicina fisica e riabilitazione, ortopedia e traumatologia e radio-diagnostica.

Sono numerose inoltre le collaborazioni con professionisti del Maggiore di Parma, che prestano attività a Borgotaro, nelle aree di oncologia, anestesia, dermatologia, odontoiatria, endocrinologia.

Inoltre i professionisti locali, fanno capo ad importanti società scientifiche italiane ed europee di nefrologia, ortopedia, cure palliative, cardiologia, diabetologia.

Il «Santa Maria» è inoltre sede di area di studio delle malattie renali della «Fadoi - Emilia-Romagna». L'Hospice: un'altra referenza nazionale significativa, direttamente collegata con l'Ospedale, è quella del Centro cure palliative «La Valle del Sole», che l'Associazione italiana sclerosi laterale amiotrofica ha riconosciuto come polo formativo di riferimento per i professionisti che collaborano da tutta Italia.

Molto importanti anche le nuove tecnologie per la cura a distanza, come la teleradiologìa e la telecardiologìa.

Per quanto riguarda gli investimenti la Regione ha deliberato l'assegnazione di 2 milioni e 692mila euro, destinati alla realizzazione di interventi strutturali.

E' prevista l'assunzione di personale 4 dirigenti medici (3 internistici e 1 cardiologo), 1 infermiere e 2 operatori tecnici per la Medicina e il punto di Primo Intervento.

Inoltre è prevista l'assunzione di 2 medici anestesisti e di 10 infermieri.

Concludendo, si prevedono ulteriori progetti di potenziamento delle attività: l'attivazione della riabilitazione pneumologica, con l'integrazione dell'équipe, con 1 medico pneumologo e 3 fisioterapisti, entro i primi mesi di quest'anno e l'assunzione, entro tre mesi, di una ostetrica, nell'ambito del «percorso nascita».

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