Sei in Archivio bozze

IL PUNTO

Stipendi, donne penalizzate

13 gennaio 2018, 06:00

Stipendi, donne penalizzate

Patrizia Ginepri

L'Islanda è un Paese per donne. Non ha aspettato che il divario retributivo di genere si risolvesse da sé: a partire dal primo gennaio è diventato illegale che i datori di lavoro paghino meno le donne degli uomini e sia i datori di lavoro pubblici che privati ??con 25 o più dipendenti dovranno ottenere annualmente la certificazione governativa di parità salariale, chi non sarà in regola dovrà pagare multe salatissime. Allora, non giriamoci troppo intorno e iniziamo a guardare nel giardino di casa nostra. L'Islanda ha voluto imprimere un'accelerazione netta a un processo che in Italia è così lento da essere quasi immobile.

Va detto che a Reykjavík il Parlamento è costituito quasi al 50% da donne ed è stato più facile passare dalle parole ai fatti. E i fatti sono anche che l'Islanda è al primo posto nella sottoclassifica, dell'empowerment politico, cioè nella partecipazione delle donne alla vita politica, del Global Gender Gap Report 2017 del World economic forum, dove l'Italia occupa un 46° posto. Ma il nostro paese precipita addirittura al 118° posto quando si passa alla partecipazione e le opportunità economiche. Non solo.

Gap salariale

Parlando specificatamente di salario, l'Italia è al 126° posto nel divario di genere: gli uomini guadagnano più delle donne e questa non è certo una novità, ma dalla ricerca emerge che ogni giorno una donna lavora mediamente 512 minuti contro i 453 del collega.

Il report evidenzia anche un altro aspetto: la differenza di stipendio si amplia con il maggior grado di istruzione. Gli uomini laureati guadagnano mediamente il 35,3% in più delle donne. Anche se va detto che questo dato deve essere interpretato tenendo conto della variabile anagrafica: essendo la popolazione maschile di laureati più anziana è possibile che comprenda lavoratori che hanno raggiunto un ruolo e una qualifica che garantiscono retribuzioni più elevate.

Facendo un esempio concreto tra un dirigente uomo e una donna ci sono ancora 11mila euro annui lordi di differenza in busta paga.

Il trend di Parma

«Qualcosa si sta muovendo nel mercato del lavoro - premette Sara Morini, presidente del Comitato per l'imprenditoria femminile di Parma - ma anche nel nostro territorio riscontriamo un trend che è del tutto allineato con quello nazionale. Il gap salariale esiste ed è dovuto a diversi fattori. Ad esempio, riflettere sui differenziali salariali tra uomini e donne permette di mettere in luce come la percentuale di donne che occupano posizioni di vertice è inferiore rispetto a quella maschile. Esiste dunque un canale di “segregazione verticale” che va ad aumentare il gender pay gap».

Questo avviene nonostante l'occupazione femminile abbia raggiunto il livello più alto dal 1977. «Anche a Parma - prosegue la Morini - gli stipendi delle donne sono inferiori, solo in agricoltura il gap risulta meno rilevante». Gli ultimi dati dell'Osservatorio JobPricing, mettono in evidenza i settori dove è maggiore la frattura salariale tra i sessi, «una fotografia che si conferma anche nel nostro territorio» sottolinea la Morini. In testa le assicurazioni (gap al 28%), seguono la consulenza legale, amministrativa e fiscale (23%) l'ingegneria e il mondo finanziario (20%). Ma anche i servizi alla persona dove la presenza femminile è alta. Le donne guadagnano di più in settori come trasporti, logistica, architettura e soprattutto edilizia poiché non sono presenti nei profili operai.

Cosa si può fare

L'Islanda è lontana, ma cosa si può fare per un maggiore allineamento? «La competenza è fondamentale al di là del genere - chiosa la Morini - e poi occorre lavorare sulla struttura sociale. Esistono strumenti del legislatore a supporto del mondo del lavoro, vanno messi in atto. Allo stato attuale le donne devono prepararsi di più per poter competere con i colleghi».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Abbonati per leggere l'articolo integrale pubblicato sulla Gazzetta di Parma in edicola e accedere alle altre notizie esclusive del giornale di oggi

Costo: 6€/mese

Se sei già un utente abbonato a Gweb+

L'abbonamento a Gweb+ consente l'accesso alla versione integrale degli articoli più interessanti del quotidiano oggi in edicola.Il costo è di solo 6 euro al mese Iva inclusa (invece di €8) utilizzando come modalità di pagamento PayPal