Sei in Archivio bozze

Lutto

Addio a Gianfranco Larini, il geologo che amava il mare

14 gennaio 2018, 06:00

Addio a Gianfranco Larini, il geologo che amava il mare

Mara Varoli

Quando nel novembre del 2014 era andato in pensione aveva scritto una lettera per ringraziare i suoi colleghi, sottolineando «gli anni di impegno e responsabilità - aveva scritto - che ho vissuto intensamente con il sostegno delle istituzioni locali ma soprattutto con la vostra straordinaria collaborazione che ha consentito di affrontare e superare sia i crescenti ordinari carichi di lavoro che le numerose emergenze idrogeologiche, idrauliche e sismiche che hanno interessato il nostro territorio». Poche parole per dire grazie «per la vicinanza, la stima e l’amicizia che mi avete sempre dimostrato - aveva proseguito - nello svolgimento delle mie funzioni».

Una lettera che dice tanto della persona che era Gianfranco Larini, per 30 anni dirigente del Servizio Tecnico di Bacino degli affluenti del Po, e scomparso all'età di 68 anni. Un uomo che sapeva fare squadra tra coloro che componevano gli uffici di ben quattro province: Parma, Reggio Emilia, Modena e Piacenza.

Larini era nato a Parma il 3 ottobre del 1949 e dopo il diploma perito industriale si era laureato in Geologia nel nostro Ateneo, Nel 1984 era diventato direttore dell'ex Genio Civile, una struttura che poi ha cambiato nome in Servizio Tecnico di Bacino dell'ente regionale. Una vita per il lavoro e per la difesa del suolo, tant'è che nel giugno del 2012 il presidente Napolitano lo nomina Cavaliere della Repubblica.

«Una persona competente - ricorda Amilcare Bodria, vice presidente della Provincia - e legata al suo lavoro, che ha sempre svolto con serietà e impegno. C'eravamo conosciuti ai tempi dell'università e abbiamo lavorato insieme per lungo tempo: dagli eventi franosi di Signatico e Corniglio agli eventi alluvionali. Nelle commissioni regionali le sue decisioni venivano tenute molto in considerazione. Gianfranco era un amico, con il quale si stava bene in compagnia. Mi ricordo quel pomeriggio del 2014, il giorno dell'alluvione del Baganza: ci siamo incontrati a Langhirano, ma poi allarmato della situazione di Parma è subito tornato in città». La sua presenza è stata fondamentale per il territorio in occasione degli eventi che hanno stravolto la provincia: dalla gestione della piena del Taro alle frane dell'Appennino, fino alle emergenze dei fiumi.

«Era una persona disponibile - aggiunge Meuccio Berselli, segretario generale dell'Autorità di Bacino -. Una persona competente per quanto riguarda gli interventi di mitigazione del dissesto idrogeologico: una competenza riconosciuta da chi ha avuto il privilegio di lavorare con lui. Sempre rispettoso dell'ente Regione, Larini è stato un professionista stimato e prodigo di consigli: ha progettato e realizzato numerosi interventi lungo le assi fluviali a difesa del territorio». E conclude Berselli: «La notizia della sua scomparsa mi ha colpito: sono molto vicino alla sua adorata famiglia».

Larini era anche un grande sportivo, sciatore, ma soprattutto appassionato di paracadutismo: era infatti istruttore a Parma e socio della locale sezione dell'associazione nazionale Paracadutisti d'Italia.

Anche la nautica copriva buona parte del suo tempo libero. Amante del mare, era solito trascorrere le vacanze a Lavagna.

Gianfranco Larini lascia la moglie Valeria, professore ordinario al Dipartimento di Medicina, la figlia Silvia con Francesco, Alice e Alberto, la mamma Gianna e il fratello Fabrizio, ex giocatore di calcio professionista ed ex direttore sportivo del Parma.

I funerali avranno luogo domani - partendo alle 14 dalla sala del commiato di viale Viletta - alle ore 14.30 nella chiesa parrocchiale dello Spirito Santo in via Sant’Eurosia, dove questa sera alle 20,30 sarà recitato il rosario.

 La camera ardente è aperta in sala del Commiato oggi dalle 14.30 alle 18.30 e domani dalle 8.30 fino alla partenza del corteo verso la chiesa dello Spirito Santo.