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Protesta

«Svapatori» in rivolta: «Rincari vergognosi»

15 gennaio 2018, 06:00

«Svapatori» in rivolta: «Rincari vergognosi»

Aurora Pullara

Nuove imposte dal 1° gennaio sui liquidi utilizzati per ricaricare le sigarette elettroniche, così aumentano i prezzi e anche i malumori.

Anche tra i commercianti e soprattutto tra i consumatori di Parma monta la protesta contro l'imposta di consumo a norma di legge di 39 centesimi a millilitro, e dunque 4,5 euro Iva compresa, per una boccetta da 10 ml.

La «rivolta» non stupisce: le sigarette elettroniche erano nate come un'alternativa meno dannosa per la salute ma anche meno dispendiosa rispetto alle classiche «bionde». Anche il fumatore più incallito, con una boccetta piccola da 6 euro circa, poteva «fumare» per quattro giorni.

Da dicembre i costi sono aumentati e il Monopolio di Stato ha anche oscurato gran parte dei siti che ancora non avevano introdotto l'imposta dove si potevano acquistare i vari prodotti utilizzati dagli «svapatori», sia i liquidi stessi (con e senza nicotina) che il materiale per la produzione dei liquidi da inalare, così i negozi dedicati al settori si affollano ma non mancano le lamentele.

Matteo Bonati, titolare di uno Svapo Planet parmigiano racconta: «Attualmente non ho potuto riscontrare un calo nei consumi perché prima dell'entrata in vigore della tassa avevo effettuato in grosso ordine di prodotto. E, quindi, in magazzino, ho diverso materiale pre-tassa. Ma tra 15 giorni la scorta terminerà e chiaramente i prezzi saliranno. Sono certo che i consumi e le vendite subiranno un calo. I clienti? Non c'è uno che entra in negozio e non si lamenti Soluzioni? Io penso che tassare la nicotina sia corretto, la cosa vergognosa è tassare prodotti che non contengono nicotina e, quindi, non creano dipendenza. Questo è scorretto e sbagliato. Se il prodotto non è nocivo, se “svapiamo” senza nicotina perché devo tassare il prodotto? Viene tassato un qualcosa che, in parte, potrei trovare in farmacia non tassato. Perché? Secondo me c'è dietro una multinazionale grossa come la Philp Morris. Sono loro che influenzano queste cose».

Stesso messaggio dagli altri titolari degli esercizi commerciali dedicati agli «svapatori». Anche dall'Eletric Smoke protestano: «E' un aumento sproporzionato, una boccetta viene a costare il doppio del suo prezzo originario, in altri Paesi europei è considerato un presidio medico e vengono forniti anche dei bonus per incentivare le persone a smettere di fumare, in Italia si fa il contrario, invece di incoraggiare si aumentano le imposte, i prezzi, e chi voleva smettere, spinto anche dal risparmio economico, non lo fa più - spiega il titolare – raccogliamo lamentele quotidiane e non possiamo che essere d'accordo, per adesso lavoriamo con le scorte che avevamo in magazzino, ma possiamo solo rassegnarci». Intanto, qualche consumatore non rassegnato, ha trovato l'escamotage: in qualche sito online non italiano è possibile acquistare ancora a prezzi non tassati, ma solamente i liquidi privi di nicotina.

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