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SCONTRO

Cesari a Fecci: «Dare rispetto per riceverne»

15 gennaio 2018, 06:01

Cesari a Fecci: «Dare rispetto per riceverne»

«Non capisco l’attacco a Sorbolo sul tema dei richiedenti asilo del sindaco di Noceto Fabio Fecci se non per un fine politico legato ad una sua eventuale volontà di candidarsi alle imminenti elezioni, cercando quindi visibilità in merito». Parte da qui la replica di Nicola Cesari, sindaco di Sorbolo, alle dichiarazioni del sindaco di Noceto Fabio Fecci che in una lettera-ultimatum alla cooperativa Biricc@ - alla quale spetta la gestione dei migranti a Noceto, compresa l’organizzazione delle attività socialmente utili dei richiedenti asilo - ha attaccato Sorbolo dicendo che, di fronte alla difficoltà nel far lavorare i profughi a Noceto, li si può inviare nella Bassa dove «studiano l’italiano, lavorano e riescono benissimo a fare tutto» secondo quanto aveva dichiarato alla «Gazzetta» nelle settimane scorse proprio il primo cittadino Cesari.

«Quelle mie dichiarazioni - dice il sindaco di Sorbolo - furono rilasciate alla Gazzetta proprio dopo che dal giornale mi era stato chiesto un parere, generale, sul ruolo dei sindaci in merito all’emergenza della gestione dei richiedenti asilo. Non c’era nulla contro Fecci e mi spiace che lui abbia inteso le mie parole come se si trattasse di una questione personale. Resto convinto vi sia una responsabilità dei sindaci rispetto all’emergenza immigrazione con i primi cittadini che è giusto che si attivino per la gestione di questa problematica, anche qualora vi siano difficoltà con le cooperative. Se Fecci ha problemi con la cooperativa a Noceto nel vedere realizzato quello che vorrebbe con i migranti non vedo perché, dopo aver scritto al prefetto, debba esternare pubblicamente queste problematiche sulla stampa se non per ritagliarsi uno spazio mediatico in vista delle prossime elezioni politiche, per le quali per altro io ho già escluso nei giorni scorsi una mia candidatura. Ha fatto questo, per di più, attaccando un altro comune come Sorbolo che potrebbe dare lezioni di stile, rispetto a quello che lui dichiara. A Sorbolo, ospitando nel complesso 40 richiedenti asilo, abbiamo esaurito la quota Anci a noi riservata in base al numero di abitanti del comune. Mi piacerebbe sapere se anche Noceto rispetta i parametri Anci, associazione di cui Fecci è consigliere nazionale, per di più a seguito della riduzione della quota pro comune derivante dai provvedimenti del ministro Minniti».

Ora Cesari si rende disponibile per fornire qualche consiglio al «collega» di Noceto. «Se lo riterrà opportuno, Fecci potrà rivolgersi alla nostra amministrazione e alle cooperative al lavoro sul nostro territorio a Coenzo e Sorbolo: potremo fornirgli qualche spunto su cui ragionare insieme a lui e alla sua cooperativa per risolvere i problemi di Noceto. Sono convinto che rispetto a questo tema i primi cittadini, più che lamentarsi criticando altri comuni che stanno gestendo bene la questione, debbano trovare delle soluzioni che, spesso, trovano origine da gesti semplici di apertura al dialogo in primis di noi sindaci, senza per forza di cose passare dalla cooperativa di turno. Ai primi migranti che arrivarono a Sorbolo tre anni fa io donai alcuni dei miei abiti ed il giorno dopo furono loro ad offrirsi, spontaneamente, di ricambiare quel gesto pulendo la frazione di Coenzo senza che nessuno glielo avesse chiesto. Solo poche settimane fa, sempre spontaneamente, sono stati i richiedenti asilo di Bogolese ad offrirsi per dare una mano agli alluvionati di Lentigione».

Cesari ha poi citato altre attività che, a suo dire sempre attraverso il dialogo costruttivo, si è riusciti a fare con la quarantina di richiedenti asilo ospitati nel territorio comunale: dalla gestione della pista di pattinaggio su ghiaccio in piazza Libertà a Sorbolo in passato ad alcuni lavori a fianco degli operai comunali sino all’impegno con le «rudo-bike» per raccogliere immondizia abbandonata in giro dagli incivili o per pulire parchi e luoghi pubblici. Non sono mancati i problemi: i più eclatanti sono stati quelli relativi ad una ragazza infastidita a Bogolese e di un certo malumore emerso tra alcuni richiedenti asilo per i ritardi nella concessione di alcuni documenti personali. «In quei casi non mi sono mai permesso di scrivere al prefetto o di far polemica sul giornale, semplicemente ho dialogato direttamente con le cooperative e con i migranti per risolvere il problema. In cambio ho sempre ricevuto rispetto perché ho mostrato rispetto».

Infine una proposta, in chiave sportiva, per rasserenare gli animi. «Proprio sabato pomeriggio al centro sportivo di Sorbolo tra tanti eventi di rugby, basket, pallavolo e tennis si è disputata una partita di calcio tra una trentina di richiedenti asilo ospiti della cooperativa Co d’Enza di Coenzo di Sorbolo e in arrivo da Parma. A quella gara hanno assistito anche tanti sorbolesi di passaggio al centro sportivo. Visto il rapporto di amicizia con Fecci e la condivisione dell’impegno nella nazionale di calcio dei sindaci lo invito, insieme ai richiedenti asilo di Noceto, a disputare una partita proprio a Sorbolo. Potrebbe essere un’occasione, anche divertente, per iniziare a confrontarci sulle politiche da intraprendere». c.cal.