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LETTERA

Liceo Porta, appello degli studenti al sindaco

15 gennaio 2018, 06:02

Liceo Porta, appello degli studenti al sindaco

La notizia della chiusura, prevista per il prossimo anno scolastico, dell'istituto guidato dalle suore domenicane della Beata Imelde, continua a far discutere. E soprattutto genera malumore, delusione e amarezza tra chi, dal progetto, è toccato direttamente. In programma c'è lo stop dell'intera attività didattica dalla scuola dell’infanzia Santa Rosa, alla scuola primaria Santa Rosa, alla secondaria di primo grado Pge Porta fino al liceo delle scienze umane Pge Porta.

Dopo l'allarme lanciato dalle forze politiche locali, dai sindacati e dalle famiglie, preoccupate per il futuro dei figli, scendono in campo direttamente gli studenti. Sono gli studenti del liceo che hanno pensato di rivolgersi direttamente al sindaco Federico Pizzarotti con una lettera che è un atto di amore nei confronti della scuola che stanno frequentando e un appello all'amministrazione comunale affinché intervenga per cambiare il destino annunciato dell'istituto.

«Buongiorno signor sindaco. Le scrivo per rappresentare tutti gli alunni del liceo P.G.E Porta. Mercoledì 10 gennaio, si sono riunite le famiglie della scuola per una riunione straordinaria, eletta dalle suore Domenicane del nostro istituto - esordisce la missiva -. Con così poco preavviso, hanno annunciato che in seguito a mancate vocazioni, ed a un problema economico, al termine dell’anno scolastico 2017/2018 la scuola chiuderà. Noi ragazzi, non vogliamo entrare in merito alle giustificazioni date dalla nostra scuola, ma vorremmo far capire i nostri stati d’animo in questo momento. Noi abbiamo scelto l’istituto in via Brigate Julia, perché ci sembrava il più consono per intraprendere un percorso didattico ben preciso e dettagliato. Questa scuola, ha insegnato a tutti noi alunni, come poter vivere serenamente al di fuori della scuola, nel mondo del lavoro e in realtà differenti tra di loro. Con l’aiuto del preside, dei docenti e di suor Maria. Ora siamo una grande famiglia, che si porta rispetto e che soprattutto si vuole bene. Le classi sono ben compatte tra di loro, e pensare di dover cambiare scuola, compagni e docenti è veramente straziante».

La lettera prosegue con una dichiarazione di stima e affetto non solo tra compagni di classe e di scuola, ma anche nei confronti degli insegnanti. «Per non parlare dell’educazione dataci dai nostri professori. Un’educazione rigida, ma giusta - scrivono gli studenti -. Alcune domande che ci siamo posti, come ad esempio, se fosse davvero giusto lasciare degli alunni allo sbaraglio dopo aver intrapreso un cammino insieme; vogliono esortare tutta la nostra delusione verso la decisione presa dalla Priora delle suore Domenicane di Roma».

Quindi l'appello vero e proprio: «Il clima nei corridoi del nostro istituto è di gelo. Noi alunni siamo disperati e abbiamo paura per il nostro futuro - dicono i ragazzi senza mezzi termini -. Speriamo che qualcuno possa prendere in mano la situazione e far tornare tutto com’era prima. Noi ragazzi, con le nostre famiglie, saremmo disposti a fare innumerevoli azioni per poter continuare il nostro percorso scolastico in questa magnifica scuola. La ringraziamo per averci ascoltato, e speriamo in una sua risposta. Buona giornata». r.c.

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