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PROVA SU STRADA

Mini, il fascino (in)discreto delle 5 porte

Al volante della versione "lunga": il feeling è sempre da go-kart

di Lorenzo Centenari -

15 gennaio 2018, 12:02

Mini, il fascino (in)discreto delle 5 porte

Dedicata a chi si sente pronto ad incassare qualche colpo alla colonna vertebrale, e a trattenere il fiato ad ogni impatto coi tombini, ma alla comodità dei propri passeggeri invece tiene. La Mini (Hatchback) è sempre la Mini, sia a tre, sia a cinque porte. Nel secondo caso, tuttavia, la propensione ad accettare un passaggio da parte di amici e parenti cresce in modo esponenziale. Niente più contorsionismi, per accedere alla fila posteriore: si impugna la maniglia, e si sale a bordo come su qualsiasi altra berlina, o quasi.

Non aspettatevi infatti un atrio d’ingresso come se montaste a bordo di una limousine: la soglia è stretta e irregolare, né una volta seduti - nonostante comunque il passo superiore di oltre 7 cm - avrete modo di allungare le gambe più di quel tanto. Mai più di due, infine: solo uno per porta, un terzo ospite si sentirebbe una sardina.

Detto questo, il senso pratico di due portiere in più distingue la Mini 5 porte dall’originale in misura sensibile. D’altra parte, se mamma Bmw pensò quattro anni fa di aggiungere due varchi al proprio piccolo gioiello, un motivo c’è ed è culturale. Le persone sono sempre più pigre, solo un cliente su 10 sceglie ormai un’utilitaria coi sedili anteriori ribaltabili, accettando di pagare anche qualcosa in più. 800 euro, se parliamo della Mini.

Ma la «five doors» ha anche un bagagliaio più capiente di 67 litri (278 l): non un modello a parte, ma quasi, insomma. Già, quasi, perché alla guida il go-kart feeling è lo stesso di sempre: assetto piatto come un tavolo da bigliardo, sterzo reattivo e ruote che seguono la traiettoria come viaggiassero sui binari. La maggiore lunghezza, inoltre, (398 cm, + 16 cm) favorisce la stabilità alle andature autostradali. Originale come sempre la tondeggiante e variopinta strumentazione, da qualche tempo anche più maneggevole grazie alla manopola sul tunnel stile «iDrive». Per il 3 cilindri diesel della Cooper D (da 24.100 euro), 1,5 litri di cilindrata e 116 Cv di potenza, solo elogi: spinge forte (0-100 km/h in 9,4 secondi) non vibra, lavora anche a bassa voce.

SECONDO NOI
PREGI
Piacere di guida Marchio di fabbrica di ogni Mini, si assapora anche con due porte e qualche kg in più
Accessibilità Per raggiungere il divano posteriore, non è più obbligatorio scaldare i muscoli
Immagine Passano gli anni, cresce la concorrenza. Ma scendere da una Mini è sempre un bel biglietto da visita
DIFETTI
Comfort D’accordo, le portiere dietro. Ma anche la 5p è un abito «slim fit»”, e sullo sconnesso si soffre
Prezzo Onore e gloria, al volante di Mini. Purché vi riprendiate dallo shock vissuto al momento dell’acquisto.