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CONDANNA

Si avventa contro la fidanzata e le fa sbattere la testa contro la portiera dell'auto

17 gennaio 2018, 06:02

Si avventa contro la fidanzata e le fa sbattere la testa contro la portiera dell'auto

Aveva quasi il doppio dei suoi anni. Una persona che avrebbe dovuto rassicurarla, farla sentire protetta. Era ciò che avrebbe voluto Nadia (il nome è di fantasia, ndr), ma sono bastati pochi mesi per scoprire chi era quell'uomo. Geloso e possessivo, fino al punto di imporre la sua «legge» picchiandola a sangue. Originario di Sarzana, 50 anni, ieri è stato condannato a 2 anni per lesioni aggravate. Il giudice Mattia Fiorentini gli ha concesso la sospensione della pena a patto che, entro 30 giorni dal passaggio in giudicato della sentenza, versi alla donna 5.000 euro di provvisionale.

Si erano conosciuti nel giugno del 2014, e dal mese dopo avevano cominciato a vedersi spesso, nonostante i chilometri di distanza: lei, casa in provincia di Parma, e lui in Lunigiana. Già in autunno, però, l'uomo aveva cominciato a mostrare il vero volto: sempre più rabbioso, anche dopo banali discussioni. «Sono scappato via per evitare di metterti le mani addosso», le aveva detto dopo una di quelle liti.

Poche parole che la intimoriscono. Nella testa di Nadia cominciano ad affollarsi gli interrogativi: non riesce a spiegarsi quelle reazioni così improvvise e piene di astio. E - come spesso accade - si fa delle domande. E' lei stessa che si mette in discussione. Scattano anche i sensi di colpa: insensati e inutili, eppure così frequenti in questi casi.

Nadia ha bisogno di capire. E anche lui si mostra disponibile: vuole parlare della loro storia, di quelle incomprensioni. Si danno appuntamento per la sera del 27 marzo 2015: lei lascia l'auto in un parcheggio vicino all'Autocisa e sale in macchina con lui. Vanno a cena in un ristorante della città: discutono della loro relazione, ma il colloquio è sereno. Usciti dal locale, decidono di raggiungere alcuni amici in un bar della provincia. Scherzano, ridono, ma tra una battuta e l'altra spuntano i primi segnali di gelosia da parte dell'uomo.

Sono quasi le 5 di mattina, quando escono dal locale. Nadia sale sull'auto dell'uomo, ma insieme alla coppia c'è anche un amico del 50enne. La ragazza si toglie le scarpe, le appoggia sul sedile posteriore e immediatamente scoppia una discussione. Poi, l'uomo ferma la macchina in una stazione di servizio lungo la A15 e comincia a schiaffeggiare la ragazza. Vuole che Nadia scenda dall'auto, nonostante sia a chilometri di distanza dalla sua macchina. E lei «esegue» l'ordine, però poco dopo tenta di risalire in macchina, cercando di farlo ragionare. Ma la reazione dell'uomo è violentissima: la prende per i capelli e le fa sbattere la testa contro la portiera dell'auto.

Sono quasi passati tre anni da quella notte, ma il segno di quella lacerazione sul volto resiste. Così come fanno fatica ad andarsene le altre ferite.r.c.

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